Rubrica Tecnologia

L’incredibile vicenda del sito che consente di denunciare sul web chi favorisce l’aborto

Prolifewhistleblower.com è una piattaforma di delazione online

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La delazione ha sempre fatto parte della storia dell’uomo. Nella Repubblica di Venezia una buca delle lettere anonima si trovava sul Palazzo Ducale. E la stessa modalità è presente nel bellissimo romanzo distopico Fahrenheit 451 di Ray Bradbury in cui i delatori denunciano i cittadini colpevoli di leggere libri.

Non c’è dunque da essere sorpresi nello scoprire che la delazione sopravvive anche ai giorni nostri. L’uomo contemporaneo non è più buono o meno folle di quelli del passato. A cambiare sono solo le modalità: i delatori non si servono più delle buche delle lettere, andate ormai in pensione. 

La delazione oggi corre sui cavi in fibra ottica di internet come dimostra l’incredibile vicenda del sito prolifewhistleblower.com messo online dall’associazione antiabortista americana Texas Right to Life per raccogliere le segnalazioni dei cittadini su chi, a vario titolo, aiuta le donne ad abortire violando la nuova legge sull'aborto in vigore in Texas.

Questo Stato è notoriamente una delle roccaforti della destra americana conservatrice. La nuova legislazione appena entrata in vigore prevede regole più restrittive sull’interruzione volontaria di gravidanza che non è più possibile (in quanto vietata) una volta riscontrata attività cardiaca nell’embrione, ovvero al raggiungimento delle sei settimane di gravidanza.

La legge prevede anche una ulteriore novità decisamente discutibile: i privati cittadini possono fare causa contro chiunque favorisca l'aborto. Non solo medici ma anche infermieri, impiegati delle cliniche o tassisti che accompagnano le donne ad abortire. 

Manifestazione di antiabortisti americani (foto Ansa)

Per favorire le denunce l’associazione antiabortista Texas Right to Life ha pensato di sfruttare le potenzialità del web creando un sito ad hoc, prolifewhistleblower.com (ovvero delazioni a favore della vita) dove inviare le segnalazioni. Una delazione digitale 2.0 dunque a conferma che la rete è ormai sempre più il cuore pulsante della società.

Ma proprio dalla rete è partita la controffensiva contro la discutibile iniziativa di Texas Right to LifeProlifewhistleblower.com è finito nel mirino del popolo social che ha inondato il sito di segnalazioni false. Un ruolo fondamentale lo hanno giocato gli utenti di TikTok, Twitter e Reddit. Su queste piattaforme alcuni sviluppatori hanno messo a disposizione volontariamente dei programmi per inviare in automatico le soffiate fasulle.

Il colpo di grazia a prolifewhistleblower.com lo hanno però dato le società che gestiscono i server che ospitano i siti web. GoDaddy, il web host che per primo ha ospitato Prolifewhistleblower.com, ha dato lo sfratto all’associazione per "violazione dei termini di servizio" che vietano la raccolta di informazioni su altre persone senza il loro consenso.

Prolifewhistleblower.com è riuscito a sopravvivere migrando sui server di Epik, provider che in passato ha ospitato altri siti popolari tra i sostenitori della estrema destra americana. Inaspettatamente però è arrivato anche lo sfratto da parte di Epik e anche in questo caso la motivazione è stata la “violazione dei termini di servizio”. La tutela della privacy (diritto che dovremmo tenerci molto caro) è riuscita dunque a fermare (almeno per il momento) la discutibile piattaforma di Texas Right to Life.

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
09/09/2021 05:11:23


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