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Tim, offerta amichevole di Kkr a 50 cent per azione

Opa sul 100 per cento

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Il consiglio di amministrazione straordinario di Tim convocato oggi ha discusso della manifestazione d'interesse del fondo Usa Kkr per rilevare l'intera società. Tutti presenti i consiglieri, la maggior parte in videocollegamento. La proposta è arrivata al presidente di Tim Salvatore Rossi da parte fondo americano, già azionista di Fibercop. 

Il cda di Tim

Kkr ha presentato a Tim una manifestazione d'interesse «non vincolante e indicativa» per un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni «volta al delisting». E' stata qualificata da KKR «amichevole». Il prezzo indicato da pagare interamente per cassa «sarebbe pari a 0,505 euro». Lo si legge in una nota diffusa al termine del Cda. Kkr, prima di lanciare l'opa, vuole «svolgere una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane». La manifestazione di interesse è vincolata a questo e anche «al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti», ovvero al parere del governo che ha sulla società la possibilità di esercitare il Golden Power.

Erano anche circolate anche voci che il cda possa decidere di ritirare le deleghe all'ad Luigi Gubitosi, che rimarrebbe comunque consigliere salvo sue diverse decisioni.

Allo studio supercomitato governo su esercizio golden power

Il governo, con l'eventuale ingresso in Tim di un altro investitore estero come il fondo statunitense Kkr, potrebbe esercitare il "golden power” per tutelare la rete, l'asset più strategico e di valore della compagnia telefonica. A questo proposito, secondo quanto ipotizzato dal Corriere della Sera, Palazzo Chigi sarebbe pronto a varare una sorta di supercomitato di ministri e superesperti per esaminare questa possibilità. Tra i nomi ipotizzati, ci sarebbero quelli del ministro dell'Economia Daniele Franco, del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Innovazione Digitale, Vittorio Colao, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Francesco Gabrielli, e gli economisti e consulenti del governo Francesco Giavazzi, Roberto Garofoli e Giuseppe Chiné.

Ma non c'è solo Kkr interessata a Tim. «Advent e Cvc si dicono aperti al dialogo con tutti gli stakeholders per identificare in modo trasparente una soluzione di sistema per il rafforzamento industriale di Tim», dichiara un portavoce dei fondi che parallelamente smentisce che ci siano stati contatti con Vivendi. Non arriverà nessuna proposta per ora da i due fondi che stanno studiando la situazione.

Unimpresa, Spadafora: “Tim è un asset strategico; serve golden share”

«Tim non è una azienda come tante: è un asset strategico per il Paese e un bene fondamentale, di interesse pubblico, determinante per la crescita economica italiana e delle nostre micro, piccole e medie imprese. L'evoluzione tecnologica passa anche attraverso la rete di telecomunicazioni e una infrastruttura di altissimo livello, adeguata alle esigenze di sviluppo delle nostre pmi va protetta. Il governo guidato da Mario Draghi deve valutare a fondo l'utilizzo della golden share affinché la rete di tlc non sia preda di soggetti stranieri, nella peggiore delle ipotesi fondi altamente speculativi». Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, secondo il quale “la Cassa depositi e prestiti, già azionista al 10% di Tim, deve avere un ruolo fondamentale e chiudere, a 25 anni dalla scellerata privatizzazione, una pagina buia della nostra politica-economica”.


Fondo global 
Il fondo americano Kkr, è una società globale di investimenti che offre soluzioni gestionali in ambito assicurativo, patrimoniale alternativo e dei mercati di capitali. Non è un fondo considerato speculativo: l'obiettivo dichiarato è infatti quello di generare interessanti ritorni sugli investimenti grazie a un approccio prudente e disciplinato agli investimenti, richiamando collaboratori di livello mondiale e supportando la crescita delle società nel suo portafoglio e delle comunità. KKR sponsorizza fondi di investimento mirati ai segmenti del private equity, creditizio e immobiliare, e opera con partner strategici attivi nella gestione dei fondi speculativi. Fondato nel 1976 come Kohlberg Kravis Roberts & Co, dal 2010 è quotato alla Borsa di New York, ed è cresciuto in diversi settori, dalle infrastrutture al real estate, dall'immobiliare agli hedge funds l'azienda, completando 280 investimenti di private equity in società in portafoglio con quasi mezzo miliardo di valore.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
21/11/2021 20:16:43


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