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Tari: respinta a maggioranza la mozione dell’Unione Civica Tiferno per la rateizzazione al 31 marzo

I motivi dei ritardi negli avvisi di pagamento illustrati dall’assessore Mariangeli

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Con i 14 voti contrari della maggioranza (Pd, Psi, Lista Civica Luca Secondi Sindaco) e i sei voti favorevoli della minoranza (Unione Civica Tiferno, Castello Cambia, Lista Civica Marinelli Sindaco, Fratelli d’Italia), il consiglio comunale ha respinto la mozione per la rateizzazione del pagamento della Tari con scadenza al 31 marzo 2022 presentata dai consiglieri Filippo Schiattelli e Luciana Bassini (Unione Civica Tiferno). La proposta portata all’attenzione dell’assemblea era di impegnare il sindaco Luca Secondi e la giunta a  “concedere la possibilità agli utenti di pagare le rate Tari 2021 fino al 31 marzo 2022 senza alcuna sanzione e senza interessi moratori”, contestualmente alla richiesta di chiarimenti sulla “natura dei problemi tecnici e di elaborazione perdurati per mesi senza che alcuna informazione al riguardo fosse fornita agli utenti. Nel riferire “la confusione dei cittadini di fronte al recapito degli avvisi della Tari con i termini per il pagamento di due rate già scaduti e l’unica informazione della possibilità di saldare tutto l’importo entro il 31 dicembre senza oneri”, la consigliera Bassini ha sostenuto: “spostare il pagamento delle bollette della Tari al 31 marzo 2022 senza alcuna morosità è qualcosa che questa giunta e questo consiglio debbono ai cittadini, di fronte ai ritardi che ci sono stati”. “L’obiettivo deve essere quello di agevolare il più possibile i cittadini, invece che di fare processi per quanto accaduto, e penso che il Comune abbia gli strumenti per affrontare il problema”, ha replicato il consigliere del Pd Domenico Duranti, che ha dato “disponibilità ad approvare la mozione emendandola con il riferimento all’articolo 19 del Regolamento generale delle entrate tributari del Comune per i casi di comprovata necessità, perché prevede per i cittadini una possibilità più ampia del 31 marzo per rateizzare i pagamenti, addirittura fino a 12 rate in base all’entità degli importi da versare, e permette di tutelare chi si trova realmente in difficoltà”. Nel manifestare “dubbi sulla gestione della vicenda”, il capogruppo della Lista Civica Marinelli Sindaco Roberto Marinelli ha segnalato che “gli utenti che decidessero di fare opposizione all’ingiunzione di pagamento da parte di Sogepu, una volta scaduti i termini previsti, potrebbero avere ragione in sede giudiziaria, per cui il Comune rischia di non incassare e di sostenere costi per resistere alle azioni legali”. “Non solo i cittadini meno abbienti, ma la generalità dei contribuenti si trova in difficoltà di fronte a un saldo in unica rata”, ha concluso. Nel ribadire le perplessità sulla situazione che si è determinata, “anche per la mancanza di iniziativa del Comune rispetto alle problematiche segnalate da Sogepu comunque con ritardo”, la consigliera Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) ha eccepito: “non è per caso che ci sarà un problema di cassa e di competenza nel bilancio e questo problema viene fatto ricadere sui cittadini?”. Credo – ha aggiunto – che sia necessario un confronto in commissione per chiarire la vicenda con il gestore”.  Il consigliere Filippo Schiattelli (Unione Civica Tiferno) ha contestato: “Il sindaco e la giunta potevano intervenire anche nel periodo elettorale e non aspettare due mesi dalla prima comunicazione di Sogepu sui ritardi nell’emissione degli avvisi”, ha affermato il consigliere, che ha aggiunto: “vogliamo tutelare i cittadini in difficoltà, per questo siamo disponibili a valutare con gli uffici preposti una soluzione che non gravi sulle casse del Comune, ma siamo sicuri che prevedere rateizzazioni fino a 12 mesi non pregiudichi la gestione del bilancio?”. Il sindaco Luca Secondi è intervenuto per chiarire che “nei mesi trascorsi la materia è stata estremamente modificata da interventi normativi, ma dalle sentenze della Commissione tributaria del giugno scorso e della Cassazione del 16 ottobre scorso”. “Gestire una situazione in continua evoluzione ha creato problematiche, considerando anche l’esigenza di rimodulare gli importi su tutte le categorie per applicare le esenzioni previste”, ha affermato il primo cittadino, che ha ricordato come “la giunta sia intervenuta con la previsione di ulteriori 23 mila euro per gli sgravi dei pagamenti della Tari 2020 per le famiglie con minori possibilità economiche”. “L’articolo 19 del Regolamento generale delle entrate – ha puntualizzato Secondi - offre già uno strumento a sostegno dei contribuenti in difficoltà, che come amministrazione conosciamo bene e che viene proposto consapevolmente in questo dibattito”. “L’articolo 19 già disciplina la gestione della materia in via ordinaria e quindi non si può sostenere che applicarlo abbia una ricaduta sugli equilibri di bilancio”, ha sostenuto la consigliera Maria Grazia Giorgi (Pd). I “contribuenti non hanno comunque anticipato finora le somme che avrebbero dovuto essere saldate a settembre e ottobre”, ha fatto presente l’esponente della maggioranza, segnalando la “possibilità riconosciuta quest’anno ai cittadini di pagare con i modelli F24 e quindi di ridurre i costi delle commissioni”. In sede di replica, la consigliera Bassini ha respinto la proposta di emendamento del Pd. “Si tratta di spostare scadenza della Tari al 31 marzo 2022 senza morosità: vi sembra difficile?”, ha sostenuto. “Non volete accettare una propista migliorativa, quindi siamo costretti a votare contro”, ha risposto il consigliere Duranti. A ricostruire i contorni della vicenda era stato in precedenza l’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli, che aveva illustrato in aula la corrispondenza intercorsa tra Sogepu e Comune rispondendo all’interrogazione con cui i consiglieri di Fratelli d’Italia Riccardo Leveque, Elda Rossi e Andrea Lignani Marchesani chiedevano di conoscere “le motivazioni che hanno determinato il ritardo nella spedizione degli avvisi relativi al pagamento della tassa dei rifiuti” e se tale differimento dei tempi possa essere “ricollegato alla scadenza elettorale appena trascorsa”. Nella prima comunicazione del 22 settembre scorso Sogepu aveva segnalato problematiche emerse in fase di verifica sui calcoli degli importi da indicare negli avvisi riconducibili all’applicazione della riduzione del 15 per cento per la categoria dei magazzini, nella gestione degli studi professionali, nel passaggio del metodo di pagamento dal bollettino all’F24. In riscontro alla nota in merito del Comune del 4 novembre, il 10 novembre l’azienda ha giustificato il ritardo nella spedizione degli avvisi di pagamento, ultimati il 27 ottobre e inviati il 2 novembre, con le problematiche tecniche connesse all’applicazione delle rilevanti modifiche introdotte dal legislatore a decorrere dal gennaio 2021 e di tutte le riduzioni Covid-19, che il Comune ha poi recepito in estate nel regolamento Tari, nonché con un ulteriore disguido di Poste Italiane. Sogepu aveva comunque chiarito che sugli utenti non ci sarebbe stata alcuna ricaduta negativa come da comunicazione inserita negli avvisi di pagamento. “Saremmo stati ben felici che questo non fosse avvenuto, perché sulla Tari siamo indiscutibilmente un Comune virtuoso, dato che offriamo un buon servizio a costi tra i più bassi in Umbria, con un’attenzione per gli utenti dimostrata anche dagli ulteriori 23 mila euro che abbiamo destinato ai rimborsi per le famiglie a basso reddito”, aveva affermato Mariangeli scusandosi con i tifernati e dichiarando comunque “accettabili le motivazioni di Sogepu”. “I cittadini meritano spiegazioni diverse”, aveva sostenuto la consigliera Rossi, ricordando che in giugno “il consiglio comunale aveva approvato il piano economico e i parametri determinati per il 2021 della tassa e la giunta aveva stabilito che una prima scadenza entro il mese di settembre”. Nel criticare la gestione della situazione, la consigliera Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) aveva segnalato: “è grave che i cittadini che si rivolgono a Sogepu per avere chiarimenti non stiano ricevendo alcuna risposta, né al telefono né per mail”. “Questo sistema fa acqua da tutte le parti, quando avvengono queste disfunzioni i responsabili devono pagare”, aveva sostenuto il consigliere Lignani Marchesani.

Redazione
© Riproduzione riservata
30/11/2021 17:11:33


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