Riccardo Cascianini, il biturgense che lavora a Kiev: "Martedì prendo l'aereo per tornare"

E' vicepresidente di una compagnia di abbigliamento: "Situazione più tesa negli ultimi giorni"
Lo ha intervistato il Tg2 Rai nel servizio andato in onda ieri nella edizione delle 13. C’è anche il biturgense Riccardo Cascianini fra gli italiani che vivono a Kiev, capitale dell’Ucraina, dove sta salendo il timore della guerra. “Prenderò l’aereo nel primo pomeriggio di martedì, atterrando a Zurigo, semprechè il volo non venga cancellato. Il consiglio che ci è stato dato è quello di uscire dal Paese, perché non si sa cosa potrà succedere”: questa la dichiarazione di Cascianini di Sansepolcro, 52 anni e 3 figli, oggi vicepresidente di una locale compagnia che produce abbigliamento di lusso. Da un paio di anni, Cascianini si è trasferito in Ucraina e i genitori, Anna e Carlo, risiedono sempre a Sansepolcro. “Qui in Ucraina – ha detto Cascianini, telefonicamente contattato nella giornata di ieri – sono convinti che alla fine non succederà nulla, ma si sa che prevenire è meglio che curare, anche se la situazione si è fatta abbastanza complicata, perché c’è stata una degenerazione nelle ultime 48 ore, per quanto gli ucraini non la percepiscano più di tanto: da sette anni, oramai, convivono infatti con questo stato di cose, il che sotto certi aspetti è persino drammatico. Cascianini ha aggiunto poi un particolare non secondario, che il Tg2 ha riportato nell’intervista: “Sono particolarmente dispiaciuto per la poca assistenza dell’ambasciata locale. Parlando con altri italiani, ho appreso che si lamentano del fatto che non riescono a contattare l’ambasciata per avere informazioni più dettagliate e soprattutto più chiare. Confidiamo quindi nell’intervento della diplomazia internazionale”.

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