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"La Madonna del Parto diventi monumento nazionale", dice Marco Malatesta

Il cittadino di Monterchi ripropone la richiesta dopo quella di Pichi nel 1892

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Dichiarare monumento nazionale la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Aveva tentato di farlo nel 1892 il critico d’arte Giovanni Felice Pichi, autore di una monografia sulla vita e le opere del sommo artista nato a Sansepolcro; a distanza di 130 anni, la proposta è rilanciata da un monterchiese doc, Marco Malatesta (nella foto), dipendente di banca e attento studioso delle dinamiche storico-artistiche del suo paese. Una “lampadina”, la sua, che si è accesa in un momento chiave, nel quale è tornata di attualità l’atavica questione legata alla collocazione definitiva dell’affresco, con il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha dato ragione al Ministero e non a Comune e Diocesi. “Il riconoscimento di monumento nazionale – afferma Malatesta – è una garanzia in più, dà maggiore forza all’opera stessa, perché in questo modo è più attenzionata e protetta; una volta messa sotto i riflettori, non consente distrazioni. Nel nostro caso specifico, potrebbe essere l’unica garanzia che né oggi, né mai, la nostra amata Madonna possa lasciare fisicamente Monterchi anche per un solo istante. La scelta della sede più appropriata dalla quale ammirarla diverrebbe di conseguenza il risultato di un confronto fatto con cognizione di causa”. Malatesta andrà avanti e, nel caso, farà seguire una formale richiesta all’autorità competente, ma il concetto sul quale rimarca è chiaro: “Che il capolavoro debba rimanere qui non è da dare per scontato, visti i trascorsi. Forse riusciremo anche a collocarla bene, in un bel sito all’interno di un edificio che ne replichi lo spazio e la luce originari: è cosa fattibile e sarebbe anche ora. Nell’attesa, la qualifica di monumento nazionale significa intanto che nessuno potrà mai azzardare ipotesi di trasferimenti per svariati motivi. Poi c’è un’altra grande sfida, già vinta di fatto in partenza: quella di portare il mondo intero a Monterchi per fermarsi davanti alla “grande madre”, per taluni Sophia e per altri Madonna”. Malatesta ricorda poi Pichi: “La sua fu una illuminata intuizione e credo che il consiglio di una figura così autorevole debba essere ascoltato. L’immagine della umile e regale fanciulla non è stata concepita in un edificio sontuoso o in chissà quale cattedrale e oggi si trova in un piccolo museo, da sola, ma ha una capacità attrattiva proprio per questi aspetti. Re e regine, capi di Stato e pittori di fama internazionale, registi cinematografici e cultori, studiosi e donne in dolce attesa: tutti sono venuti a visitare questo capolavoro, chiamato “del Parto” perché la denominazione gli è stata conferita dalle popolane, che nella immagine della Madonna hanno visto raffigurata una di loro, con le fattezze di una giovane del posto”.   

Redazione
© Riproduzione riservata
06/04/2022 08:50:45


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