Sansepolcro: torna finalmente la "Deposizione" del Rosso Fiorentino
Adesso i lavori di miglioria nella sede, la chiesa di San Lorenzo
Terminato il lungo restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, sta per tornare a Sansepolcro la Deposizione, dipinta da Rosso Fiorentino nel 1527 per la chiesa di Santa Croce, oggi San Lorenzo. Il ritorno di questa importante opera d’arte sta suscitando un notevole interesse e il coinvolgimento di numerose persone. Stimolate dal parroco don Giancarlo Rapaccini, molte associazioni cittadine si sono unite per accogliere degnamente il capolavoro del Rosso, promuovendo varie iniziative per trovare i fondi necessari alla ristrutturazione del suo contenitore. Il progetto, approvato dalla Soprintendenza, prevede la sostituzione delle attuali mattonelle del pavimento della chiesa di San Lorenzo con il cotto dell’Impruneta, il rifacimento dell’impianto d’illuminazione, il restauro delle porte esterne e la tinteggiatura del loggiato d’ingresso. “E’ veramente bello che un’intera città, tramite le proprie associazioni, si faccia carico di custodire e valorizzare il proprio patrimonio d’arte” commenta il professor Luigi Andreini, in passato assessore a Palazzo delle Laudi “Ed è proprio sul solco di questo interesse per la nostra storia che mi permetto d’inserirmi con una mia proposta. Qualche anno fa la passata amministrazione comunale ha tolto il Tesoro della Cattedrale dal Museo Civico per organizzarvi delle mostre. Reliquiari, paramenti sacri, oggetti liturgici di grande valore artistico e storico giacciono da troppo tempo nei depositi del Vescovato, sottratti alla vista di turisti e studiosi. Il ritorno della Deposizione e l’interesse suscitato, potrebbero fornire l’occasione per realizzare, attorno a questo capolavoro, quel Museo Diocesano di cui si è sempre solo parlato. Accessibili dalla chiesa di San Lorenzo vi sono gli spazi adeguati per accogliere il Tesoro della Cattedrale ed altro ancora, inoltre l’opera di Rosso Fiorentino sarebbe indubbiamente un ottimo richiamo per i visitatori. Se poi, assieme a San Lorenzo, si trovasse il modo per tenere aperto l’Auditorium di Santa Chiara con il suo ricco patrimonio artistico, avremmo dato a Sansepolcro un nuovo polo museale e ai turisti un motivo in più per visitare la nostra città”.
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