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Mps non fa prezzo per il secondo giorno consecutivo, timori per l’aumento di capitale

La banca deve raccogliere 2,5 miliardi di euro entro fine novembre per finanziare gli esuberi

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Inizio settimana da incubo per Banca Mps che continua a non fare prezzo. Lunedì dopo un’intera seduta in asta di volatilità a chiuso con un calo teorico del 34,5%, oggi – invece – segna un calo teorico del 23%. Un mini recupero frutto del divieto imposto da Borsa Italiana a inserire ordine di prezzo senza limiti di prezzo, a mercato. 

In sostanza, per comprare e vendere Mps, è necessario inserire un prezzo minimo o massimo per il quale si è disposti a pagare o comprare il titolo. Nonostante questo limite tecnico, però, il titolo non fa riesce a fare prezzo perché gli ordini di vendita non trovano acquirenti. Una dinamica che preoccupa non poco gli addetti ai lavori, mentre si avvicina l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. Il via dell’operazione è atteso per la metà di ottobre.

A penalizzare il titolo è stato anche il raggruppamento dei titoli – studiato proprio per agevolare l’operazione sul capitale -, con un rapporto di un nuovo titolo ogni 100. E così il prezzo delle azioni è passato da 0,3 a 30 euro, ma ieri segnava un teorico 20 euro, mentre oggi si aggira intorno a quota 23 euro. Il mercato, quindi, continua a interrogarsi se andrà a buon fine l’operazione sul capitale, fondamentale per finanziare il consistente piano di esuberi, che prevede l'uscita di circa 3.500 dipendenti. L'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, aveva già dichiarato in assemblea che i tempi per il rafforzamento sul capitale sono stretti: «I tempi sono cruciali: l’operazione deve essere fatta entro il 30 novembre, da qui l’urgenza», aveva detto. Il tutto in uno scenario politico profondamente mutato. Non è detto, infatti, che il centrodestra abbia per il Monte la stessa attenzione del governo uscente. D’altra parte come Fratelli d’Italia ha mostrato scetticismo sulla privatizzazione di Ita, ha sempre detto che l’aumento di capitale di Mps – di cui il ministero dell’Economia è primo azionista – sarebbe dovuto iniziare con il nuovo governo. E non è escluso che l’approccio cambi. Certo, ieri, il consigliere economico di Giorgia Meloni, Maurizio Leo, ha sottolineato come Lovaglio abbia l’esperienza necessaria per portare a termine l’operazione. Ma la partita è appena cominciata. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
27/09/2022 14:36:13


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