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Fdi vuole cancellare il reato di tortura. Ilaria Cucchi: “Ce lo siamo sudato e non si tocca”

Poi si appella al Capo dello Stato

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«Faremo una battaglia serrata, piuttosto mi incateno, ma la legge che punisce il reato di tortura non si tocca». Le parole della senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, sono accolte dal fragoroso applauso degli studenti della Statale, che in un’aula gremita dell’ateneo milanese oggi hanno assistito all’incontro “Vite di serie A e Vite di serie B - la condizione dei detenuti oggi”. La dichiarazione di Cucchi si riferisce alla proposta di legge per abrogare il reato di tortura presentata da alcuni esponenti di Fratelli d’Italia alla commissione Giustizia della Camera: «Sono sicura che non sarò l’unica a oppormi, ci sono altri parlamentari e molte associazioni che insieme a me nel 2017 hanno combattuto molto per l’introduzione di quel reato nell’ordinamento italiano - aggiunge Cucchi - quella che eravamo riusciti a far approvare era una legge magari non perfetta ma è stata un importante strumento per i giudici, per permettere loro di agire. Tanti in passato non potevano condannare per tortura perché non esisteva una legge. Abrogare il reato di tortura equivale a legittimarla».

Oggi il Cpt, l’organo anti tortura del Consiglio d’Europa, nel rapporto basato su una visita di un anno fa, denuncia non solo le carceri italiane sovraffollate ma anche violenze e intimidazioni tra detenuti. E se il ministro della Giustizia Carlo Nordio ammette il problema del sovraffollamento e parla di “ampi progetti per ridurre queste criticità”, dalla Statale la senatrice Cucchi sottolinea alcuni punti necessari da cui partire per affrontare il problema: «Molti detenuti sono malati psichiatrici e tossicodipendenti che non dovrebbero essere in carcere. Partiamo quindi dal prevedere strutture adeguate per i malati psichiatrici e percorsi in comunità per i tossicodipendenti. Molti scontano una detenzione per reati minori che potrebbero avere pene alternative. Inoltre, in molte carceri che ho visitato non si svolgono abbastanza attività di studio o lavoro, che possono ridare dignità e garantire un futuro fuori». In merito alla questione del ddl di Debora Serracchiani, emendato e stravolto dal centrodestra, e quindi ritirato dallo stesso Pd, sulla delicata questione della tutela del rapporto tra detenute e madri e figli minori, Cucchi non ha dubbi: «Bambini e carcere sono due cose incompatibili. Per risolvere la gran parte dei problemi del carcere di oggi bisognerebbe usare una parola sola: umanità».

Sulla vicenda che riguarda l’anarchico Alfredo Cospito, da mesi in sciopero della fame contro il regime di carcere duro, la senatrice precisa: «Per i reati per cui è accusato secondo me non dovrebbe essere al 41 bis. Quando fu introdotto era importante ci fosse ma adesso è una sconfitta dello Stato». Anche se le carceri vengono spesso considerate alla stregua di “discariche sociali” devono comunque rimanere sotto i riflettori: «Di storie come quelle di mio fratello Stefano ce ne sono molte, le nostre carceri sono stracolme di persone come lui - conclude Cucchi - Tenere alta l’attenzione vuol dire fare in modo che quello che gli è accaduto non si ripeta più. Mio fratello è morto nell’indifferenza, la stessa che si riserva troppo spesso a tutti quegli ultimi che non hanno voce e che abitano le nostre carceri sovraffollate».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
25/03/2023 06:06:47


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