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Arcaleni: “Piscina di Città di Castello, telenovela di fine estate”

"Ad oggi cittadini e famiglie non sanno fino a quando potranno frequentare l'impianto"

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Ci volevano due semplici domande ferragostane per svegliare gli amministratori e obbligarli a frettolose  e nervose note stampa in cui, invece che dare spiegazioni, cercano di colpire, e far colpire, chi per ruolo pubblico ha esattamente questo obbligo: fare domande e cercare risposte a favore dei cittadini, come sempre fatto da 7 anni ad oggi, specie se si tratta di servizi pubblici fondamentali come quelli sportivi.

Le chiacchiere son tante, ma i fatti stanno a zero: ad oggi i cittadini, le famiglie e gli utenti della piscina comunale non sanno fino a quando potranno frequentare i corsi di nuoto, fare riabilitazione, terapie o allenarsi. Solo dopo le mie richieste, hanno saputo che a settembre la vasca interna non chiuderà per i lavori, malgrado a giugno ai genitori dei bambini iscritti ai corsi di nuoto sia stato chiesto se avrebbero preferito , con la nuova stagione, portare i bambini a San Giustino o a Umbertide.

Nessuno ha ancora risposto alla domanda essenziale: fino a quando si potrà nuotare nella vasca interna? Ma di quale programmazione si può parlare con questi presupposti? Inutili le ricostruzioni del sindaco che parlano di “mesi guadagnati”, senza uno straccio di chiarezza: dove sono la Determina di approvazione del Progetto esecutivo, se mai c’è, il Bando di gara per le opere o il Contratto?

Vuoi vedere che la colpa è della sottoscritta, che ha osato fare due domande, rendendo evidenti le contraddizioni e toccando nervi decisamente scoperti!

Vorrei inoltre rassicurare il signor Cavargini , che ha trovato tempo e voglia in questa calura  di dissentire da una scelta lessicale di una consigliera comunale, e complimentarmi con tutto il Cnat99 per i bei risultati raggiunti: chi li strumentalizza non è certo la sottoscritta, quanto chi non è stato in grado di gestire una fase, sicuramente complessa, ma affrontabile  con le tempistiche giuste, con trasparenza e determinazione, costringendoli ad un disagevole e costoso trasferimento.

La “gravità” a cui io mi riferisco è di scelte, obbligate da incertezze gestionali, che penalizzano tutti anche dal punto di vista economico, comprese  le casse di Polisport e del Comune. Attendiamo i prossimi sviluppi, sperando che tutte le energie dell’amministrazione e del gestore siano rivolte non a me, ma a programmare le attività e a gestire impianti e  dipendenti, che attendono da tempo la stabilizzazione, piuttosto che a  rinviare i lavori, rischiando così di compromettere anche la stagione natatoria estiva, dopo quella invernale.

Emanuela Arcaleni, Castello Cambia

Redazione
© Riproduzione riservata
15/08/2024 08:11:05


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