"Riportare la medicina nucleare di Arezzo al rango di Unità Operativa Complessa"

La richiesta di Marco Casucci Commissario provinciale Noi Moderati Arezzo
«La vicenda della Medicina Nucleare di Arezzo rappresenta una ferita ancora aperta per il nostro territorio. Il declassamento da Unità Operativa Complessa a Unità Semplice Dipartimentale, avvenuto circa dieci anni fa, continua a produrre effetti negativi non solo sull’organizzazione interna, ma anche sulla capacità dell’Azienda Sanitaria Toscana Sud-Est di dotarsi di un’area dipartimentale, come invece avviene in altre Aree Vaste della Toscana». Così il commissario provinciale di Noi Moderati Marco Casucci che aggiunge. «Ricordo come la scelta di allora sia stata difficile da comprendere e ancor più da accettare, soprattutto alla luce della storia e del ruolo della struttura aretina. La PET-TAC del San Donato – sottolinea ancora il commissario di Noi Moderati– è stata una delle prime in Toscana, donata nel 2005 grazie alla straordinaria generosità dei cittadini e al contributo di due milioni di euro del CALCIT. Parliamo di un patrimonio costruito dalla comunità, che merita rispetto e valorizzazione». La Medicina Nucleare di Arezzo continua a distinguersi per volumi e qualità delle prestazioni, spiega ancora l’esponente di Noi Moderati. «Ad Arezzo vengono effettuati oltre 2.500 esami PET all’anno – ricorda Casucci – con un’attrattività che supera i confini regionali. È evidente che una struttura con questa complessità non possa rimanere priva di una UOC, né che il personale possa essere privato del giusto riconoscimento professionale». Il commissario evidenzia come la richiesta di ripristinare l’Unità Operativa Complessa sia «una battaglia storica del CALCIT, fatta propria anche dall’allora direttore generale Antonio D’Urso, che aveva riconosciuto la solidità dei numeri e la rilevanza clinica dell’attività svolta». Da qui la richiesta alla Regione del Commissario Provinciale di Noi Moderati. «Riportare la Medicina Nucleare di Arezzo al rango di UOC – conclude Casucci – sarebbe una vittoria per tutti: per i professionisti che ogni giorno garantiscono eccellenza, per i pazienti che trovano risposte rapide e qualificate, per un territorio che ha investito risorse, fiducia e identità in questo servizio. Attendiamo dalla Regione segnali concreti e finalmente positivi. Arezzo ha già dimostrato di meritare questo riconoscimento».

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