Incontro al Ministero tra il Sottosegretario Gemmato e il Sindaco Silvia Chiassai Martini

“Una deroga per garantire un futuro certo al punto nascita della Gruccia”
Il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini è stata ricevuta prima dal Direttore Generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute e nel pomeriggio dal Sottosegretario alla Salute, On.Gemmato, che ha seguito personalmente in questi giorni la questione relativa al parere negativo alla deroga sul punto nascita di Montevarchi richiesta da Regione Toscana nel 2023.
Solo a seguito di quanto il Sindaco ha scoperto nelle prime settimane di gennaio, ovvero la chiusura del punto nascita della Gruccia formalizzata dalla Giunta regionale il 30 dicembre scorso, a seguito del parere negativo
arrivato nella primavera del 2024 e verbalizzato in quella del 2025, all’insaputa dei Sindaci del territorio, la Regione è stata “costretta” ha richiedere lrevisione del parere del CPNN, per quanto solo consultivo. Prima il Presidente Giani ha scritto al Ministro chiedendo di rivedere la soglia dei 500 parti decisa dall’Oms - scelta molto delicata e di competenza del Parlamento che non può essere la soluzione per il nostro caso- che non è accoglibile, ma grazie alla disponibilità del Ministro, la Regione Toscana potrà fornire una nuova relazione entro questa settimana per poter rivedereeventualmente il parere espresso formalmente nel maggio 2025 dal Comitato Punto Nascita Nazionale.
Solo a seguito di quanto il Sindaco Chiassai Martini ha scoperto prima dai giornali e poi richiedendo i documenti e grazie al grande sostegno di tutta la comunità del valdarno, il Presidente Giani ha ammesso che i dati su ledistanze dall'Ospedale San Donato di Arezzo non erano corrette e che provvederà a fare una nuova relazione.
Il Sindaco Chiassai Martini dichiara: “ La relazione di tre anni fa è stata redatta con dati non corretti sia per quanto riguarda le distanze che, la stessa Regione ha ammesso, che sulle potenzialità del nostro bacino di utenza. Oggi abbiamo un Primario e un reparto al completo con professionisti capaci che sono in grado di dare un servizio di grande qualità e in sicurezza alle donne del nostro territorio, che apre ad una situazione attuale molto diversa rispetto al passato. Dopo quello che la Regione Toscana ha fatto, non possiamo accettare che si limiti a chiedere una sospensione per i lavori in corso e che si avranno nel prossimo periodo sulla nostra autostrada. No, pertanto, ad una deroga a tempo, in attesa che l’emergenza traffico passi, vogliamo garanzie per il futuro del nostro punto nascita. Dopo aver nascosto la richiesta di deroga e il risultato, probabilmente per paura di ripercussioni sull'esito dell'elezioni regionali, dopo essere stati scoperti e aver ammesso che la relazione non è corretta, la Regione documenti le reali condizioni orografiche che non permettono di raggiungere in sicurezza l’Ospedale di Arezzo, senza contare l’alta percentuale di stranieri nel nostro territorio che non hanno l’auto e dovrebbero recarsi a partorire con i mezzi pubblici. Cosa dovrebbe fare la Regione? Creare un distretto unico del ValdarnoAretino e Fiorentino, sappiamo che insieme sono più di 800 i parti all’anno e questo garantirebbe un numero più che sufficiente di nati per mettersi in sicurezza dalle soglie previste per legge, formalizzando un servizio che già oggi diamo a Figline, Reggello ecc anche sul pronto soccorso da quando hanno scelto di chiudere il Serristori.
L’altra azione è quella di istituzionalizzare i rapporti già in parte esistenti con il presidio di Arezzo, permettendo livelli di integrazione tra strutture limitrofe con la costituzione di un’équipe condivisa per garantire la continuità assistenziale per la neonatologia oltre a poter prevedere un eventuale rotazione del personale, questo ci permetterebbe di avere un “plus” addirittura, visto che il punto nascita del San Donato è di secondo
livello. Queste sono le due azioni politiche che il territorio chiede alla Regione, oltre ad una relazione veritiera e attualizzata anche sulla situazione a pieno regime del punto nascita, l’arrivo del riconoscimento di Ospedale del bambino da parte dell’Unicef nel 2024 e il servizio non comune del parto in acqua, tutti punti di forza che non erano stati presi in considerazione nel 2023.
Il Sottosegretario Gemmato che segue personalmente da settimane la vicenda dichiara: “Per garantire la sicurezza delle donne è importante non scendere sotto la soglia dei 500 parti prevista dall’Oms, per questo la Regione Toscana dovrebbe mettere in campo tutte le strategie formali possibili per aumentare il numero delle partorienti. L’obiettivo non è impossibile da raggiungere, anzi, dopo neanche due mesi dall’inizio dell’anno sono già 73 i parti effettuati all’ospedale della Gruccia e l’importanza di una struttura in una zona di confine tra Valdarno Aretino e quello fiorentino che serve un bacino di oltre 100.000 abitanti e inserita all'intervento di un territorio provinciale con oltre 300.000 abitanti, ritengo possa essere un riferimento che non può venire a mancare. Il Ministro ha dato apertura alla revisione di un parere che a quanto pare si è basato su una relazione non attendibile, adesso spetta alla Regione fare quanto di sua competenza per dimostrare che questa struttura ha le caratteristiche perché abbia certezza per il futuro. Ricordo che qualche giorno fa è stato ricostituito il Comitato Punto Nascita Nazionale e quindi valuterà con grande attenzione quanto la Regione Toscana manderà nei prossimi giorni. C’è piena apertura da parte del Ministero, ma è fondamentale che questa volta la Regione faccia la sua parte fino in fondo a tutela del territorio del Valdarno.”

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