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Presentata a Bruxelles la X edizione del Festival dei Cammini di Francesco

Dall’11 aprile al 31 maggio sette fine settimana di eventi tra Umbria e Toscana

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È stata presentata mercoledì 4 marzo a Bruxelles, presso le sedi regionali di Umbria e Toscana in Unione Europea, la X edizione del Festival dei Cammini di Francesco, in programma dall’11 aprile al 31 maggio tra Umbria e Toscana. Un lancio internazionale che sottolinea la dimensione interregionale ed europea di un progetto culturale nato nel 2017 su iniziativa della Fondazione Progetto Valtiberina e divenuto, nel tempo, una delle principali piattaforme di riflessione sul francescanesimo contemporaneo, anche grazie alla collaborazione con alcuni significativi partner istituzionali come l’Opera e la Comunità francescana di Santa Croce a Firenze, il Sacro Convento di Assisi – Basilica di San Francesco e altre realtà storiche.

La conferenza di lancio della manifestazione, dal titolo “Paths that Unite: Interregionality as a Driver for Territorial Development”, ha messo al centro il valore dei cammini come infrastruttura culturale e strumento di sviluppo territoriale, con interventi delle Regioni Umbria e Toscana, di esponenti delle Istituzioni europee e dell’ambasciatrice d’Italia in Belgio.

«È sempre un onore rappresentare l’Italia quando si tratta di eccellenze che riguardano i territori e la produzione culturale. Con i Cammini e con il Festival il Paese viene promosso nel modo migliore, e farlo a Bruxelles significa anche guardare alla prospettiva europea e a ciò che l’Unione può offrire», ha sottolineato l’ambasciatrice Federica Favi.

 

Dieci anni di festival, ottocento anni di memoria

 Il 2026 segna un doppio anniversario: i dieci anni del festival e gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. L’edizione di quest’anno si intitola “Statemi vicino e cantate. Il testamento di Francesco”, una frase che attraversa gli ultimi giorni del Santo e che diventa oggi chiave di lettura del presente.

Non una celebrazione retorica, ma un’interrogazione sul nostro tempo: attraverso la consueta formula itinerante, tra camminate, incontri e spettacoli, la manifestazione approfondirà questioni centrali come la crisi ambientale, il fine vita, l’inclusione, la disinformazione, l’economia civile, la disabilità, il rapporto tra spiritualità e scienza.

«Quando siamo partiti nel 2017 – spiega il presidente della Fondazione Progetto Valtiberina, David Gori – il Festival era un’intuizione legata alla necessità di ridare centralità ai cammini francescani e al nostro territorio. Oggi è una piattaforma culturale riconosciuta, capace di generare impatto economico, turistico e sociale. Ha contribuito a rafforzare l’identità dell’Alta Valle del Tevere e a inserirla in una rete più ampia di luoghi francescani, estendendo progressivamente il proprio raggio d’azione anche attraverso un crescente rapporto di collaborazione con istituzioni e realtà autorevoli del panorama nazionale ed internazionale».

Accanto alla dimensione culturale, il Festival si conferma leva di rigenerazione territoriale e parte integrante del Distretto interregionale di economia civile umbro-toscano promosso dalla Fondazione. «Il Festival – sottolinea la direttrice generale Marta Pasqualini – non è un evento isolato ma l’espressione culturale di una visione più ampia: mettere in relazione cammini, comunità, istituzioni e imprese significa costruire un modello di sviluppo realmente rigenerativo, capace di superare i confini amministrativi».

«Proprio questo sistema di relazioni – spiega Massimo Mercati, vicepresidente della Fondazione Progetto Valtiberina – è uno dei capisaldi dell’economia civile, attorno a cui in questi anni abbiamo cercato di sviluppare l’idea di cosa potessero fare i cittadini per la crescita dei propri territori».

 

Bruxelles: l’interregionalità come modello europeo

 L’appuntamento di Bruxelles ha rappresentato non solo un lancio simbolico, ma la conferma di un percorso che vede nel sistema dei cammini francescani un’infrastruttura culturale capace di connettere territori.

«Questo progetto dimostra come la collaborazione tra territori vicini possa rafforzare l’identità delle comunità e aprire nuove opportunità di turismo sostenibile e scambio culturale», ha affermato Silvia Burzagli, responsabile dell’ufficio di Bruxelles della Regione Toscana.

«Iniziative come questa che uniscono Umbria e Toscana nel segno di San Francesco e di un turismo lento che diventa accoglienza rappresentano un valore contemporaneo molto forte. I cammini dimostrano che anche le aree interne hanno una grande prospettiva», ha dichiarato Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, a commento dell’evento durante il quale sono intervenuti anche gli assessori regionali Simona Meloni e Thomas De Luca.

«Esiste un’infrastruttura meno visibile di altre ma fondamentale allo stesso modo: quella fatta di memoria, comunità e cultura. I cammini non sono solo percorsi geografici, ma relazioni tra territori», ha affermato Antonio Mazzeo, vicepresidente del Comitato europeo delle Regioni.

Il tema è stato trattato anche da Alessandra Luchetti dell’Education and Culture Executive Agency della Commissione europea, che ha illustrato il ruolo dei programmi europei di cooperazione culturale.

«Il Festival dei Cammini di Francesco è prima di tutto uno strumento per mettere insieme persone, idee e luoghi: il nostro lavoro è creare connessioni tra territori e comunità», ha sottolineato la curatrice artistica Giovanna Zucconi.

 

Un programma diffuso nei luoghi centrali del francescanesimo

 Il Festival dei Cammini di Francesco 2026 si snoda su sette fine settimana consecutivi, tra l’11 aprile e il 31 maggio, con tappe in alcuni dei luoghi più suggestivi tra Umbria e Toscana

Ogni weekend combina camminate tematiche - organizzate anche quest’anno in collaborazione con il Circolo degli Esploratori - incontri culturali e momenti performativi, secondo l’impianto concettuale della decima edizione.

Redazione
© Riproduzione riservata
05/03/2026 14:25:09


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