Oltre cinquanta trattori d’epoca hanno colorato il Primo Maggio a Città di Castello

Piazza Garibaldi si è trasformata in un vero e proprio scenario della civiltà contadina
Oltre cinquanta trattori d’epoca hanno colorato il Primo Maggio a Città di Castello all’insegna di lavoro, storia, tradizione e fede. Per l’intera mattinata la suggestiva piazza Garibaldi si è trasformata in un vero e proprio scenario della civiltà contadina con sullo sfondo i palazzi Vitelli a San Egidio e Albizzini, fra rinascimento e arte contemporanea. La sfilata dei trattori d’epoca attorno alle mura è stata organizzata per la prima volta i 35 anni dalla nascita del C.L.E.A.T. (Club Landini Epoca Alto Tevere) con il patrocinio del comune: dal parcheggio della scuola elementare di Riosecco ha attraversato le vie della città fino a piazza Garibaldi dove i giganti di acciaio hanno acceso i motori per la gioia dei numerosi presenti. La schiera “mozzafiato” dei trattori in esposizione è stata impreziosita da alcuni esemplari unici di epoche diverse fra cui un Landini del 1934. “Lo scopo della nostra associazione – ha dichiarato soddisfatto il presidente Bruno Battistoni, che ha ricevuto la vista del sindaco Luca Secondi, dell’assessore, Rodolfo Braccalenti, del presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta e del consigliere comunale, Roberto Brunelli - è quello di far rivivere e far conoscere a tutti questi gloriosi testa calda che hanno significato molto per il progresso del lavoro agricolo, quando il lavoro nei campi era predominante nell’economia locale. Se ancora oggi l’attività agricola riesce ad essere importante nella nostra vallata malgrado l’avanzare dell’industria, molto lo si deve anche a questi vecchi trattori che hanno contribuito a creare una coscienza fondata sul lavoro nei campi e l’attaccamento alla natura. L’iniziativa del primo maggio, è andata proprio nella direzione di celebrare il passato, le tradizioni con uno sguardo al futuro, nella giornata simbolo che esalta il valore del lavoro e soprattutto le persone che in ogni categoria da sempre sono protagoniste della storia”, ha concluso Battistoni nel ringraziare il sindaco Luca Secondi per la concessione del patrocinio ed il sostegno alla manifestazione. La giornata ha celebrato come da tradizione anche un momento religioso che affonda le radici in consuetudini secolari. in occasione della festa di San Giuseppe Lavoratore, patrono dei lavoratori. Alle ore 12 si è tenuta la prima edizione della “benedizione dei trattori”, evento che ha richiamato una grande affluenza di pubblico. Uomini e donne di ogni età, custodi del lavoro della terra, hanno ricevuto la benedizione impartita dai parroci don Fabio Radicchi e don Giorgio Mariotti, in un clima di profonda partecipazione e comunione. “Un’iniziativa nata per ringraziare il Signore del dono del lavoro e per affidare a San Giuseppe Lavoratore le fatiche e le speranze di chi ogni giorno coltiva la terra – hanno dichiarato don Fabio e don Giorgio – vedere così tanti giovani appassionati ci riempie di gioia: significa che la tradizione non muore e che la fede sa ancora parlare al cuore della nostra gente”. Particolarmente significativa, infatti, la presenza di tanti giovani appassionati di agricoltura, fra cui l’imprenditore Gabriele Bartolucci, segno concreto che il legame con la terra continua a vivere nelle nuove generazioni. Il C.L.E.A.T. (club Landini epoca alto tevere) è un’associazione di appassionati di vecchi trattori con sede in Città di Castello che nel 1989 ha cominciato a riproporli all’attenzione degli abitanti della vallata. Lo scopo della associazione è quello di far rivivere i gloriosi testa calda che hanno significato molto per il progresso del lavoro agricolo, quando il lavoro nei campi era predominante nell’economia locale. Dal 1991 ad oggi la C.L.E.A.T. ha organizzato diverse manifestazioni locali e non, ma la manifestazione clou è “la motoaratura dagli anni 30 ad oggi” che è giunta alla XXXIII° edizione.

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