Sansepolcro si ferma ad ascoltare l’Alzheimer: un convegno tra dolore, cura e speranza

Medici, istituzioni, scuola e testimonianze dirette al centro di una riflessione profonda
La Sala Consiliare di Sansepolcro gremita in ogni ordine di posto, il silenzio attento del pubblico, le testimonianze capaci di toccare corde profonde: il convegno promosso dall’Inner Wheel Club di Sansepolcro sul tema “L’assistenza al malato di Alzheimer tra limiti e speranze” si è trasformato in molto più di un appuntamento informativo. È stato un momento di partecipazione collettiva, in cui la comunità della Valtiberina Toscana si è fermata ad ascoltare e riflettere su una delle fragilità più dolorose del nostro tempo.
Ad aprire i lavori, nella mattinata del 16 maggio, è stata la presidente dell’Inner Wheel Club di Sansepolcro, Annalisa Di Renzo, con un intervento che ha immediatamente dato il tono all’incontro. Non un discorso formale, ma un richiamo alla responsabilità civile e morale di una comunità chiamata a non lasciare sole le famiglie che convivono con la malattia.
“Quando parliamo di Alzheimer, non parliamo soltanto di una malattia. Parliamo di persone, di memorie che lentamente si affievoliscono, di identità che cercano di restare ancorate a ciò che sono state”, ha sottolineato la presidente, ricordando come il senso più autentico dell’Inner Wheel risieda proprio nella vicinanza concreta, nella solidarietà silenziosa e nella capacità di trasformare i valori in gesti reali.
Parole accolte con attenzione da una platea numerosa, composta non solo da cittadini e famiglie, ma anche da rappresentanti delle associazioni e dei club service locali, oltre che da una terza classe del Liceo “Città di Sansepolcro”; una presenza significativa che ha conferito al convegno anche un importante valore educativo e intergenerazionale.
A moderare l’incontro è stato il dottor Francesco Del Teglia, che ha accompagnato il pubblico lungo un percorso articolato tra aspetti medici, assistenziali e sociali della malattia.
Gli interventi delle relatrici hanno affrontato il tema da prospettive diverse ma complementari.
La geriatra Maida Lucarini ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane che l’Alzheimer impone non solo ai pazienti, ma anche alle famiglie e ai caregiver, spesso lasciati soli nella gestione della malattia. Ha sottolineato l’importanza di una cura che unisca competenza medica, sostegno psicologico e rispetto della dignità della persona.
La dottoressa Angela Pellicanò ha ricordato quanto il medico di famiglia sia spesso il primo presidio nel riconoscere i segnali della demenza e nell’accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso della malattia.
Molto apprezzata anche la relazione della dottoressa Martina Chimentelli, che ha illustrato i percorsi di sostegno disponibili sul territorio, dall’assistenza domiciliare ai servizi residenziali, evidenziando la necessità di costruire interventi personalizzati sulle esigenze di ogni famiglia.
Particolarmente toccanti le testimonianze di Valeria Noferi, presidente della Commissione Pari Opportunità e assessore comunale di Sansepolcro, e di Lidia Dini, che hanno restituito al convegno la dimensione più autentica e concreta del vivere accanto alla malattia. Racconti capaci di emozionare e di ricordare come, dietro ogni diagnosi, esistano vite, relazioni, fatiche silenziose e bisogno di vicinanza.
Presente anche l’assessore Mario Menichella, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, sottolineando l’importanza di iniziative che mettono al centro la persona e rafforzano il senso di comunità.
L’impressione condivisa, al termine della mattinata, è stata quella di aver assistito non soltanto a un convegno ma a un’occasione di ascolto e consapevolezza collettiva. In un tempo in cui l’invecchiamento della popolazione rende sempre più urgente affrontare il tema delle malattie neurodegenerative, l’Inner Wheel Club Sansepolcro ha saputo creare uno spazio di informazione, ascolto e sensibilizzazione, dimostrando come la solidarietà possa tradursi in azione concreta.
Perché, come ricordato dalla presidente Annalisa Di Renzo nel passaggio conclusivo del suo intervento, “anche quando la memoria vacilla, l’umanità deve restare salda”.

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