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Punto nascita dell'ospedale della Gruccia a Montevarchi

Il sindaco Chiassai torna ad alzare la voce

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Con questa comunicazione desidero nuovamente rendere partecipi i consiglieri comunali di quanto sta accadendo al Punto Nascita della Gruccia, avendo condiviso con tutti voi la necessità inequivocabile di mantenere questo servizio, non solo per tutelare il diritto di nascere in sicurezza nel nostro territorio, ma anche per salvaguardare il futuro dell’ospedale e delle nostre comunità. Una battaglia che torno a ribadire non ha medaglie, appartenenze partitiche, simboli o bandiere. È una battaglia trasversale che riguarda tutti, il futuro dei nostri figli, delle giovani coppie, e il diritto delle persone a continuare a vivere in un territorio che non venga privato dei servizi essenziali. Per questo continuo a chiedere alla politica regionale e nazionale di agire, perché il rischio concreto è quello di accorgerci troppo tardi delle conseguenze di decisioni sbagliate. Nella Conferenza dei Sindaci dell’8 maggio scorso, alla presenza del Direttore Generale della Asl Toscana Sud Est, Marco Torre, e del Direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale della Gruccia, dottor Filippo Francalanci, è stato ufficializzato dalla Asl l’invio al Comitato Percorso Nascita Nazionale del Ministero della Salute della nuova relazione tecnica e del corposo dossier infrastrutturale predisposto dalla Regione Toscana. Si trattava di un documento approfondito, di oltre 200 pagine, al quale l’Assessorato alle Infrastrutture ha lavorato per mesi e che analizza strade, distanze e tempi di percorrenza tra il Valdarno e il San Donato, evidenziando criticità concrete e rilevanti per la sicurezza delle partorienti e dei nascituri. Un lavoro che superava gli errori e le valutazioni irrealistiche trasmesse nel 2023, che avevano contribuito ad aggravare le criticità relative al numero dei parti del nostro Punto Nascita, già note dal 2022. Durante quella riunione è stato inoltre confermato un dato estremamente significativo, il Punto Nascita del Valdarno è oggi l’unico dell’Asl Toscana Sud Est a registrare una crescita, con un incremento di +22 parti rispetto all’anno precedente, in un contesto nazionale caratterizzato da difficoltà evidenti nel raggiungimento delle soglie previste dalla legge. In quella sede ho ribadito con forza che una semplice proroga legata ai lavori sull’Autostrada A1 non potesse rappresentare la soluzione definitiva. Non possiamo accettare una deroga temporanea che ignori le reali difficoltà orografiche e infrastrutturali del nostro territorio, perché il problema non riguarda soltanto i lavori in autostrada, ma la concreta impossibilità per molte Piazza Varchi n. 5 – 52025 Montevarchi (Arezzo)  +39 055 91081 – 0559108341 Fax: +39 055 982851 - P.IVA: 00177290517 comune.montevarchi@postacert.toscana.it sindaco@comune.montevarchi.ar.it www.comune.montevarchi.ar.it Città di Montevarchi Il Sindaco __________________________________________________________________________ donne di raggiungere in sicurezza gli ospedali di Arezzo o Firenze in tempi compatibili con un parto. I dati parlano chiaro poiché in condizioni realistiche di traffico, i tempi di percorrenza dal Valdarno verso i principali presìdi ospedalieri limitrofi oscillano tra i 60 e gli 80 minuti. Tempi che, nelle fasi finali della gravidanza, possono fare la differenza tra sicurezza e rischio. Ma si continua ad evidenziare i lavori in autostrada che rappresentano solo un aspetto del problema. Un rischio che non deriva dall’attività del nostro Punto Nascita, che continua invece a garantire standard elevati di qualità e sicurezza: un’unità operativa completa, attiva 24 ore su 24, con professionisti preparati ed esperti, capace di offrire servizi di eccellenza e un’assistenza umana e qualificata alle donne e alle famiglie, con servizi unici, tra cui il parto in vasca, fiore all’occhiello del reparto. Trovo anche profondamente deludente e irrispettosa la continua assenza sul territorio dell’Assessore regionale alla Sanità Monni nei momenti di confronto con le comunità locali. Anche l’incontro previsto in Conferenza dei Sindaci lo scorso 19 maggio è stato rinviato per la seconda volta. Le nostre comunità meritano ascolto, presenza e rispetto, non solo quando si tratta di tagliare nastri. Se oggi il tema del Punto Nascita della Gruccia è ancora centrale, questo è avvenuto grazie alla mobilitazione dei cittadini, degli operatori sanitari e delle comunità del Valdarno, che stanno difendendo il diritto ad avere un futuro. Quanto rivelato ancora una volta da La Repubblica nell’articolo del 22 maggio scorso, relativo a una deroga di un solo anno, rappresenta per me una presa in giro che il Valdarno non merita. Per quanto mi riguarda, non posso che considerarla un fallimento, come ho già evidenziato più volte, si tratta di un semplice palliativo come quello che si somministra a un malato terminale. Non c’è niente da festeggiare. Ritengo che questo sia il vero obiettivo della Regione, ottenere il minimo indispensabile sfruttando la motivazione dei lavori sull’A1, concedendo quindi un solo anno per raggiungere i 500 parti, quando sono ormai tre anni che tale soglia non viene raggiunta. Nessuna deroga per motivi orografici, che rappresentava invece l’unica reale possibilità per salvare il futuro della Gruccia. Per questo oggi dico, con estrema franchezza, che mi vergogno, come Sindaco, come donna e come madre, di una politica fatta di interessi lontani dalle comunità, dove il diritto di nascere in sicurezza non viene considerato prioritario rispetto ai bilanci, ai tagli e ai risparmi, perpetuati sulla nostra pelle e sulla nostra salute. Tutto questo mentre, da decenni, chi ha governato la Regione ha generato un buco di bilancio da un miliardo di euro e pretende anche di farlo ripagare ai cittadini con l’Irpef più alta d’Italia. Ci sono inoltre due ulteriori criticità che ritengo inaccettabili: 1. I Sindaci e i cittadini apprendono notizie decisive dai giornali, in questo caso ancora una volta da La Repubblica, che sembra essere diventato l’organo ufficiale della Giunta regionale, anziché dalle sedi istituzionali preposte al confronto. Notizie inizialmente ridimensionate dalla Asl e poi puntualmente confermate dal Presidente Giani. 2. La seconda riguarda l’assenza costante dell’Assessore regionale alla Sanità Monni su questa vicenda. Mi chiedo cosa possa esserci di più importante della lotta per mantenere un Punto Nascita in un territorio di oltre 100 mila abitanti. Non so se si tratti di incompetenza amministrativa, disinteresse o altro. La vera questione non è il Decreto Balduzzi, ma l’assenza di una strategia politica chiara per salvaguardare i servizi sanitari nei territori. Non basta che il Presidente della Regione riconosca pubblicamente che una proroga di un anno non risolve il problema del mancato raggiungimento dei 500 parti annui e inviti le donne a partorire nel territorio di riferimento. È evidente che serva una progettualità concreta, a meno che tutto questo non nasconda la volontà di chiudere definitivamente il servizio. Per questo continuo a ribadire la necessità di costruire un distretto sanitario unico del Valdarno, capace di integrare in maniera strutturale il Valdarno aretino e quello fiorentino, soprattutto dopo la chiusura del Punto Nascita del Serristori di Figline Valdarno. Una scelta che permetterebbe di superare stabilmente la soglia dei 500 parti e di garantire continuità e sicurezza ai servizi. Resta inoltre fondamentale l’integrazione con la Neonatologia e la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale San Donato di Arezzo, che assicura la presenza di specialisti attraverso turni presso il nostro ospedale. Questa organizzazione consente di mantenere alta l’attenzione e l’esperienza necessarie nella gestione dei neonati, rappresentando un valore aggiunto per il nostro Punto Nascita. Tra un anno terminerà il mio mandato. Spero soltanto che ci sarà ancora un Sindaco che continuerà questa battaglia per rafforzare il ruolo del Punto Nascita come presidio fondamentale e irrinunciabile di sicurezza per le donne e per i nascituri, e che questo tema diventi centrale nelle prossime elezioni amministrative, sulla base di questioni che la comunità sente vicine. Perché il vero rischio è l’impoverimento della nostra vallata, che passa dalla perdita dei servizi, della sanità e del diritto alla salute. Il Sindaco Dott.ssa Silvia Chiassai Martini

Redazione
© Riproduzione riservata
26/05/2026 16:34:16


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