Premio Nonviolenza: un riconoscimento che accompagnano il Premio Cultura della Pace

Nell’edizione 2026 a Sansepolcro viene conferito a Shiva Boroumand e Parisa Nazari
Alla vigilia della Festa della Repubblica, l’Amministrazione Comunale e la Presidenza del Consiglio Comunale ritengono importante tornare a riflettere sul significato profondo del Premio Nazionale Nonviolenza, uno dei riconoscimenti che da anni accompagnano il percorso del Premio Cultura della Pace.
La ricorrenza del 2 giugno rappresenta infatti non soltanto la celebrazione della nascita della Repubblica italiana e dei valori democratici sanciti dalla Costituzione, ma anche un momento per richiamare principi fondamentali come quello contenuto nell’articolo 11, con cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
In un contesto storico segnato da conflitti, tensioni internazionali, fragilità sociali e nuove forme di violenza che attraversano anche la quotidianità delle nostre comunità, il tema della nonviolenza assume un valore ancora più attuale. Per questo il Premio Nonviolenza non rappresenta soltanto un riconoscimento assegnato a figure particolarmente meritevoli, ma diventa occasione di confronto e riflessione sui valori della pace, del dialogo, del rispetto dei diritti umani e della convivenza civile.
La scelta di conferire l’edizione 2026 del riconoscimento a Shiva Boroumand e Parisa Nazari, esponenti del movimento iraniano Donna, Vita, Libertà, richiama l’attenzione sul coraggio di chi continua a difendere i diritti e la libertà attraverso strumenti pacifici, anche in contesti segnati da repressione e violenza.
Ma il tema della nonviolenza non riguarda soltanto i grandi scenari internazionali. Interroga anche la nostra quotidianità, i rapporti tra le persone, il modo in cui ci confrontiamo con chi la pensa diversamente e la capacità di costruire comunità fondate sul rispetto reciproco.
Oggi la violenza assume forme nuove e spesso meno evidenti: si manifesta nelle parole, nei comportamenti discriminatori, nei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, nell’aggressività che troppo frequentemente caratterizza il dibattito pubblico e i social network. In un mondo sempre più connesso, il digitale offre straordinarie opportunità di dialogo, ma può diventare anche terreno di scontro, isolamento e sopraffazione.
Particolarmente delicata è la situazione che coinvolge molti giovani, chiamati a crescere in una società complessa, dove il disagio, la solitudine e la difficoltà di costruire relazioni autentiche possono trasformarsi in forme di chiusura o conflitto. Per questo parlare di nonviolenza oggi significa anche promuovere educazione, ascolto, inclusione e consapevolezza.
“Il Premio Nonviolenza – sottolinea il Presidente del Consiglio Comunale Antonello Antonelli – non vuole essere soltanto un riconoscimento assegnato a personalità o realtà particolarmente meritevoli. Vuole essere soprattutto un’occasione per fermarsi a riflettere. In un tempo in cui siamo quotidianamente raggiunti da immagini di guerre, conflitti e sofferenze, ma anche da episodi di intolleranza e aggressività che si manifestano nella vita di tutti i giorni, diventa fondamentale recuperare il valore del dialogo e del rispetto reciproco. La nonviolenza non è passività, ma una scelta coraggiosa e consapevole che riguarda ciascuno di noi. È un messaggio che sentiamo il dovere di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, affinché possano costruire un futuro fondato sulla comprensione, sulla responsabilità e sulla pace.”
Da anni Sansepolcro porta avanti, attraverso il Premio Cultura della Pace e il Premio Nonviolenza, un percorso di approfondimento culturale e civile che invita a guardare oltre l’attualità e a interrogarsi sui valori che tengono insieme una comunità. Un impegno che oggi appare più prezioso che mai.

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