Il futuro culturale di Arezzo non è un "rave party"

SI ad arte, università e artigianato d'eccellenza
In merito alle recenti voci riguardanti un possibile ritorno di Arezzo Wave in città, avverto il dovere, in qualità di Responsabile Provinciale alla Cultura della Lega, di esprimere la mia ferma e motivata contrarietà a questa ipotesi.
Arezzo non ha bisogno di guardare al passato con nostalgia verso manifestazioni che, pur avendo avuto una risonanza mediatica, hanno purtroppo portato con sé evidenti criticità legate al degrado urbano, alla sicurezza e a tragedie indelebili, come la dolorosa perdita di una giovanissima vita per overdose. (Si veda a questo proposito il servizio delle Iene: Berry - Arezzo Wave).
Resto fermamente convinta che la nostra città non abbia bisogno di un surrogato di "rave party" per trovare la propria identità.
Arezzo deve investire sulle risorse che già possiede, capaci di generare un valore reale, duraturo e rispettoso del territorio. Come ho sempre ribadito, abbiamo potenzialità autentiche e un ricco patrimonio storico-artistico tutto da valorizzare e promuovere. Arezzo deve puntare su università e ricerca per attrarre giovani menti e investire sul futuro delle nuove generazioni attraverso il sapere. Dobbiamo ripartire dall'eccellenza del nostro artigianato artistico di qualità e dalla straordinaria tradizione enogastronomica, che rappresentano la nostra identità più profonda e un indotto economico stabile.
Dobbiamo fare cultura valorizzando ciò che Arezzo ha nel proprio DNA: una città d'arte, d'ingegno e di tradizioni secolari. Questo è l'unico vero modello di sviluppo su cui pensare e agire per il futuro e per il bene di questa città.
Silvia Salvadori

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