L'Eroica e non solo: Giancarlo Brocci protagonista del Premio Michelangelo

Un viaggio tra i valori più autentici dello sport e della cultura
Non una semplice premiazione, ma una serata capace di lasciare il segno. Il Premio Michelangelo, assegnato a Giancarlo Brocci – medico, giornalista, scrittore e ideatore dell'Eroica – si è trasformato in un viaggio attraverso i valori più autentici dello sport, della cultura e del territorio. Davanti a un pubblico numeroso e attento, Brocci ha conquistato i presenti con il suo straordinario talento di narratore, accompagnandoli con eleganza, garbo e ironia nel mondo visionario che ha dato vita a uno degli eventi ciclistici più conosciuti e apprezzati a livello internazionale. Al centro del suo racconto, la filosofia dell'Eroica: il recupero di un territorio straordinario come Gaiole in Chianti, rimasto – fortunatamente – indietro rispetto alla modernità più frenetica, con le sue iconiche strade bianche, i paesaggi senza tempo e un modo diverso di vivere lo sport. Un ciclismo che riscopre il valore della partecipazione, della condivisione e della fatica, lontano dall'ossessione della vittoria a tutti i costi e dalle scorciatoie offerte da mezzi proibiti, illegali e antisportivi. È stato un grande onore anche per il grande nome a cui è dedicato il premio – ha detto lo stesso Brocci – ma l’aver mosso tutta una serie di sentimenti positivi, di emozioni e di riscoperta di valori autentici credo che sia una cosa che torna merito ad un’iniziativa come questa”. Da 90 a 9000mila: questo il salto fatto nel tempo da l’Eroica, ma a Caprese Michelangelo erano presenti anche i presidenti de l’Intrepida e della Chianina rispettivamente Fabrizio Graziotti e Roberto Apolloni. “C’erano perché primo di tutto sono degli amici: tutti loro hanno imparato una cosa fondamentale; nessuno deve sentirsi imprenditore sportivo. Tutto va fatto solo per passione”. Brocci ha ricordato come il ciclismo di un tempo fosse duro, spesso durissimo, non solo per le condizioni delle strade e dei mezzi, ma anche perché rappresentava per molti un'occasione di riscatto sociale. C'era chi correva per vincere, ma anche chi partecipava semplicemente per vivere una giornata diversa, per trovare un momento di dignità, di comunità, persino per poter condividere un ristoro che, in un'epoca difficile, aveva un valore ben più profondo di quello sportivo. È questa l'anima dell'Eroica: la bellezza della fatica, il gusto dell'impresa, la riscoperta di una verità tanto semplice quanto attuale, ovvero che ciò che si conquista con sacrificio, impegno e costanza restituisce una soddisfazione infinitamente più grande. Non è mancata una riflessione sul successo e sul significato del vincere. Brocci ama definirsi un "perdente di successo", spiegando come preferisca rinunciare alla vittoria quando "i giochi sono truccati". Un evento nuovo, ma di successo grazie ad un gioco di squadra con in testa la Polisportiva Michelangelo, il Comune di Caprese Michelangelo e il supporto di alcuni sponsor privati. Dal palco, l’amministrazione rappresentata dal sindaco Marida Brogialdi e dall’assessore alla cultura Simone Palermo, ha ribadito la bontà del progetto incaricando gli organizzatori di gettare già le basi per l’edizione 2027. Un vero e proprio talk-show nel luogo dove Michelangelo Buonarroti è venuto alla luce, diretto dall’intramontabile Andrea Franceschetti che ha saputo condurre una conversazione coinvolgente e ricca di spunti. Chi ha avuto la fortuna di essere presente è rimasto affascinato dalla sua capacità affabulatoria, dal modo in cui riesce a intrecciare storie, ricordi e ideali trasportando il pubblico in un universo fatto di autenticità e passione. Un racconto che induce a guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più, nella convinzione che, con le persone giuste e senza alterare le regole del gioco, si possa ancora provare a vincere onestamente.

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