Umbria Film Festival 2026, si chiude la 30esima edizione: oltre 1500 spettatori in 5 giorni

A Gurinder Chadha l’Excellence Award nella serata conclusiva. Il Festival guarda già al 2027
Si è conclusa domenica 19 luglio la 30esima edizione dell’Umbria Film Festival che per cinque giorni ha trasformato Montone in una sala cinematografica diffusa e a cielo aperto, coinvolgendo oltre 1.500 spettatori tra incontri, concorsi e proiezioni. Nella serata conclusiva sono stati premiati Backstreet Birds di Gertrūda Nemčauskaitė, vincitore di ShortsUp, e Astronauta di Giorgio Giampà, vincitore di AmarCorti, mentre a Gurinder Chadha è stato consegnato l’Excellence Award.
Per ShortsUp, il concorso internazionale di cortometraggi dedicato al pubblico più giovane, il premio è stato assegnato a Backstreet Birds di Gertrūda Nemčauskaitė. Le menzioni speciali sono andate a Prout di Marc-Henri Wainberg, Triassic Cuddle di Iulia Teodora Turicianu e Wolfie di Philippe Kastner.
Per AmarCorti, il concorso dedicato ai cortometraggi italiani, la giuria composta dalla direttrice della fotografia Maura Morales Bergmann, dal regista Maurizio Sciarra e dallo sceneggiatore e scrittore Massimo Torre ha premiato Astronauta di Giorgio Giampà. Le menzioni speciali sono state assegnate ad Arca di Lorenzo Quagliozzi e a Kushta Mayn – La mia Costantinopoli di Nicolò Folin.
La giuria ha premiato Astronauta con la seguente motivazione: “Il sogno di astronauta, con l’H davanti, appartiene a tutti noi e lo fa con una forte coerenza narrativa, corrispondente alla dimensione temporale del racconto. Impatto visivo ed emotivo incisivi che gli interpreti non professionisti ci restituiscono con intensità espressiva. Riesce a restituire con le immagini un mondo distante dalla nostra cultura”.
La menzione speciale ad Arca è stata assegnata con la seguente motivazione: “Grande visionarietà, uso intelligente e creativo delle nuove tecnologie al servizio di un’idea fortemente evocativa e sensata. Il cinema come unico lascito della migliore umanità”.
La menzione speciale a Kushta Mayn – La mia Costantinopoli è stata assegnata con la seguente motivazione: “Un cortometraggio che affronta coraggiosamente un tema esistenziale importante che tutti siamo costretti, prima o poi, ad affrontare: non tradire se stessi o accettare il compromesso. Inconsueta l’ambientazione storica, ben risolta narrativamente, nel rispetto filologico del linguaggio dell’epoca”.
Protagonista della cerimonia conclusiva è stata Gurinder Chadha, che ha ricevuto l’Excellence Award dell’Umbria Film Festival per una carriera capace di affrontare profonde questioni politiche e sociali attraverso l’ironia, l’emozione e la vitalità del racconto popolare.
La regista di Sognando Beckham ha ricordato come il proprio percorso artistico sia nato dal desiderio di portare sullo schermo persone, famiglie e comunità che raramente avevano avuto la possibilità di raccontarsi attraverso il proprio punto di vista. “Ho iniziato a fare film – ha raccontato la regista – perché volevo cambiare il modo in cui le persone pensavano a persone come me e perché volevo vedere sullo schermo più storie capaci di mostrare il mio mondo dal mio punto di vista, con persone che mi assomigliavano». Nel corso dell’incontro Chadha ha ribadito il valore del cinema come strumento per contrastare stereotipi e pregiudizi, mettere in relazione culture differenti e restituire il contesto storico necessario a comprendere la diversità delle società contemporanee.
La regista ha inoltre confermato di essere al lavoro sul seguito di Sognando Beckham, precisando di voler procedere soltanto dopo aver trovato la storia e la forma più adatte per realizzarlo.
La serata è proseguita con la proiezione di Leviticus di Adrian Chiarella, ultimo appuntamento della sezione The Square: film sotto le stelle.
“Questa edizione – ha dichiarato Michela Paganelli, presidente dell’Associazione Umbria Film Festival Aps – ha confermato la vocazione internazionale del Festival e il suo legame profondo con Montone, lasciando il segno di un’esperienza corale, viva e capace di parlare attraverso il cinema il linguaggio della cultura e del confronto. Guardiamo al 2027 con la responsabilità di continuare a costruire uno spazio libero e coraggioso, aperto a lingue, emozioni e visioni differenti”. “La risposta del pubblico – ha aggiunto la direttrice artistica Maria Teresa Cavina – ha confermato la vitalità di un Festival che sta diventando anche un laboratorio di idee, progetti e relazioni. La magia di Montone avvicina ospiti, autori e spettatori e crea legami destinati a proseguire oltre la manifestazione. Questa edizione ci ha permesso di riconoscere con maggiore chiarezza la nostra identità e la strada sulla quale continuare a crescere».
La 30esima edizione dell’Umbria Film Festival ha registrato un’ampia copertura mediatica, con oltre 160 articoli pubblicati su testate giornalistiche nazionali e locali. Anche la partecipazione online ha confermato la crescita del Festival: i contenuti diffusi durante la manifestazione hanno raggiunto 94.290 visualizzazioni su Instagram e 70.839 su Facebook, per un totale di oltre 165 mila visualizzazioni. Nel corso dell’edizione sono stati inoltre registrati circa 300 nuovi follower complessivi sulle due piattaforme.
L’edizione del trentennale si è aperta nel segno di San Francesco, nell’anno dell’VIII Centenario del Transito, con la consegna delle Chiavi della Città a Elio Germano nella Chiesa di San Francesco. In Piazza Fortebraccio, l’incontro Parlando di San Francesco ha messo in dialogo la figura del santo con le sfide del cinema indipendente contemporaneo. La serata è proseguita con la proiezione di Il sogno di Francesco, alla presenza del regista Arnaud Louvet e del produttore Francesco Virga.
La seconda giornata ha rivolto lo sguardo all’accessibilità, alla cultura e all’inclusione, prima di portare in Piazza Fortebraccio i racconti da Gaza di Everyday in Gaza e Chronicles from the Siege, presentato a Montone dal regista palestinese-siriano Abdallah Al-Khatib. Venerdì 17 luglio il festival ha celebrato Dario Fo, nel centenario della nascita e a dieci anni dalla scomparsa, attraverso incontri dedicati alla satira e alla libertà di parola, l’omaggio a Mistero buffo e la proiezione di Lo svitato di Carlo Lizzani, alla presenza di Mattea Fo e Stefano Bertea.
Sabato 18 luglio è stato invece dedicato a Gillo Pontecorvo, a vent’anni dalla scomparsa e a sessant’anni dall’uscita di La battaglia di Algeri. Il film è stato proiettato in Piazza Fortebraccio alla presenza del figlio Marco Pontecorvo, che ne ha ripercorso l’eredità artistica e civile. Accanto agli incontri e alle proiezioni serali, i concorsi ShortsUp e AmarCorti hanno confermato il ruolo centrale del cortometraggio nell’identità del Festival, offrendo spazio ad autori, nuovi linguaggi e pubblici di generazioni differenti.

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