Avviati i lavori per la Pieve di San Pancrazio nel Comune di Sestino

Progetto da quasi un milione di euro: riapertura prevista per Natale
Un comunicato del Sindaco Franco Dori, cui è seguito quello del parroco don Absalonne, comunicava alla popolazione l’imminente apertura del cantiere per consolidare la Pieve di S.Pancrazio.”Un annuncio molto atteso - sottolinea il sindaco Dori - perché la richiesta è di vari anni addietro, coeva ad interventi realizzati in altre due chiese della diocesi aretina. Devo sottolineare, ancora, il fecondo rapporto con la Soprintendenza dei beni Archeologici e il personale dei vari uffici e della Diocesi. Certamente è stato un percorso complesso, anche perché per la consistenza finanziaria, il progetto è stato curato da Uffici di Pisa”. Complessivamente il progetto è finanziato con 965.000 Euro.
L’annuncio era atteso perché l’antico edificio mostra vistosi segni di crepe e umidità. Non è la prima volta che richiede interventi vari, così come - in tempi recenti- sono stati realizzati importanti interventi sull’arte sacra, recuperando quadri e affreschi dal Trecento in poi. Certamente l’attuale struttura pievana si presenta architettonicamente molto diversa da quella originale, essendo stata ricostruita quasi interamente dopo il catastrofico terremoto del 1781, e riconsegnata alla comunità sestinate per intervento del Granduca Pietro Leopoldo. Ma la sua storia millenaria - e i suoi vari reperti - sono un ”abbecedario” della storia di Sestino. Essa, come è noto, sorge nel sito della “curia romana”, conserva la struttura della cripta del periodo Ravennate e nei locali attigui sono numerosi i reperti del periodo, con lacerti di pavimentazioni, numerosi manufatti di plutei medievali e archetti intrecciati. L’altare maggiore attuale sottolinea due momenti di religiosità. Infatti è sorretto da un cippo romano con dedica al ”Genius Curiae” e dalla pietra mensuale dell’altare che porta la data della riorganizzata Pieve- 1259- pieve comprimaria della storica Provincia della Massa Trabaria. La Pieve di S.Pancrazio fu, infine, la “cattedrale” dell’autonomo Piviere di Sestino, voluto da Papa Leone X nel 1520.
Il ritorno di attenzione sulla Pieve fa pensare che potrebbero apparire nuovi reperti e consolidare o ampliare le conoscenze finora emerse nel sottosuolo o tramandate da documenti. Sono stati, infatti, lavori realizzati in più periodi e recentemente quelli di Minto e degli anni Ottanta del secolo scorso, che hanno fatto emergere complessivamente la cripta, lo strato romano sottostante la pieve e la canonica e altri elementi, come le fondamenta di un campanile rotondo, di epoca ravennate, tracce dell’acquedotto romano che forniva l’acqua al centro abitato, e soprattutto l’ antica chiesa battesimale, con attorno un interessante cimitero del sec. XV, che ha portato numerosi scheletri all’attenzione di studiosi nazionali e internazionali.
In definitiva le speranze di Sestino sono molte: “Gli addetti al presente programma hanno dimostrato sempre - sottolinea il sindaco Dori - una costante attenzione alle problematiche archeologiche e culturali del comune di Sestino” e sono spesso presenti nel nostro territorio.
Giancarlo Renzi

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