Andrea Lignani Marchesani: Aumento della Tari a Città di Castello

"Incubi per la futura Amministrazione comunale, magari alternativa alla presente"
Il Piano Economico e Finanziario per la Tariffa rifiuti 2026 è apparentemente un adeguamento di ordinaria amministrazione annuale con comunque incrementi seppur modesti a carico delle famiglie e delle attività produttive. In realtà le prospettive sono tutt’altro che rosee sia alla luce dell’analisi delle voci di costo che della relazione dell’AURI. Se il totale delle entrate massime evidenzia infatti un aumento significativo fissando l’importo a 9.343.788 euro con un incremento di quasi 500.000 euro, il valore del PEF risente di detrazioni per 547.000 euro portando il costo complessivo di copertura della tariffa a “soli” 8.796.276 euro con un aumento a carico di famiglie e attività di circa 235.000 euro. Aumenti contenuti dunque ma dovuti essenzialmente al recupero presunto dell’evasione stimato quest’anno in 450.000 euro quando negli anni passati detta cifra restava ferma a 190.000 euro. Inoltre questi aumenti non saranno spalmati in maniera equa ma si caricheranno, per effetto delle politiche green dell’ARERA, principalmente sulle famiglie numerose con un’inversione di tendenza rispetto al 2025. In pratica mentre negli anni recenti la cosiddetta tariffa puntuale aveva portato a penalizzare le famiglie numerose, il 2025 aveva visto una positiva inversione di tendenza purtroppo vanificata e ampiamente recuperata con le tariffe 2026; in un appartamento di 100 m2 un nucleo monofamiliare pagherà nel 2026 circa 169 euro contro i circa 165 del 2025 ed i circa 167,5 del 2024 mentre una famiglia di 4 persone pagherà circa 305 euro nel 2026 contro i 290 del 2025 e i 199 del 2024 senza considerare le maggiorazioni del tributo provinciale del 5% ed altre voci perequative. Fin qui dunque l’impatto per quest’anno ma all’orizzonte ci sono nubi determinate da un confuso e utopistico piano regionale dei rifiuti e soprattutto da quanto esposto dalla relazione dell’AURI che rimanda al quarto trimestre dell’anno in corso la fine dell’istruttoria sulla istanza di riequilibrio economico finanziario attivata dal gestore Sog.E.Co. con istanza n.3107 del 29 marzo 2024. Solo alla fine di detta istruttoria in pratica sarà certo che nel quadriennio 2026-2029 non esistano elementi che consentano di ravvisare un disequilibrio strutturale con conseguenti criticità reddituali e finanziarie da riversare poi nelle tasche degli utenti. dover fare i conti con aumenti capestro per i cittadini per colpa di una gestione non da lei predisposta. Per usare le parole di AURI “la predisposizione tariffaria è pertanto definita in via prudenziale e conguagliabile e la verifica dell’equilibrio della gestione deve intendersi allo stato riservata e non definitiva , salvo ogni successiva rideterminazione a valere sulle annualità 2027-2029 all’esito della conclusione del procedimento di riequilibrio”. Ce ne è abbastanza per nutrire qualche dubbio sulle prospettive di un ambito che all’indomani della gara era stato trionfalmente definito come indipendente dal punto di vista impiantistico, attrattore di investimenti e con tariffe conseguentemente basse per i cittadini. Sogni. Che possono diventare incubi per la futura Amministrazione comunale, magari alternativa alla presente, che potrebbe fare i conti con aumenti capestro per cittadini e attività per scelte non da lei determinate.
Andrea Lignani Marchesani

Commenta per primo.