Fauna selvatica, Veneri: “Arezzo in testa alla classifica dei risarcimenti per i danni arrecati”

"Un primato preoccupante, anche se il problema riguarda tutta la Toscana"
E’ l’Atc di Arezzo, con 133.644 euro, il comprensorio in testa alla graduatoria regionale dei danni liquidati nel 2025 a causa della fauna selvatica, prevalentemente originati dall’azione dei cinghiali e, in subordine, dai caprioli. A livello provinciale, quindi aggiungendo il dato dell’Atc Valtiberina la somma sale a 142.210 euro, collocando Arezzo per poche decine di euro sotto la provincia di Grosseto.
È quanto emerge dalla risposta a un’interrogazione di Fratelli d’Italia in consiglio regionale giunta proprio nel giorno in cui l’aula discute il Piano Faunistico-Venatorio complessivo.
“Siamo il territorio più colpito da questo fenomeno- commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gabriele Veneri-, ma il problema è generalizzato a livello regionale. La causa principale di danni alle autovetture, alle aziende agricole e agli altri soggetti colpiti dalla fauna selvatica sono essenzialmente i cinghiali, con una percentuale del 77%, mentre il resto degli altri ungulati incide in maniera ancora minore. Con la nostra interrogazione chiediamo interventi efficaci, perché per il momento i dati dimostrano che la proliferazione di questi animali non è stata circoscritta e non calano gli episodi che li vedono protagonisti in negativo. Mi auguro che per Arezzo e per tutti gli altri territori ci siano novità importanti su questo versante”.
In Toscana, i dati forniti dimostrano che ammontano a circa 4 milioni di euro i danni provocati complessivamente dalla fauna selvatica nel triennio 2023/2025, con una crescita di oltre il 25 percento all’anno: poco più di un milione di euro nel 2023, un milione e mezzo nel 2024, 1,7 milioni di euro nel 2025. I 2351 incidenti stradali complessivi hanno causato 1,39 milioni di euro di risarcimenti, mentre sono 2,6 milioni di euro le liquidazioni alle aziende agricole. Responsabili dei danni sono i cinghiali e i caprioli, per una percentuale pari all’85%.
“Come suggeriscono i dati forniti dalla Regione, i numeri sono sicuramente sottostimati – puntualizza il consigliere regionale Gabriele Veneri–, perché non tengono in considerazione gli incidenti stradali per cui non è stato possibile provare la responsabilità degli animali e il sommerso dei danni all’agricoltura, causato dalla farraginosità dell’iter burocratico dei rimborsi. Burocrazia che, specialmente di fronte a danni non ingenti, spinge gli agricoltori a non presentare la richiesta. Resta, però, la sensazione che in questi anni non sia stato fatto abbastanza per il contenimento della fauna selvatica, in particolare per gli ungulati, e per la densità faunistica. I rischi per chi percorre le strade e per chi investe nelle aziende agricole sono troppo alti per non intervenire adeguatamente, a Arezzo e in ogni altra parte dove questo fenomeno arreca gravi problemi”.

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