Donna di Città di Castello muore dopo un intervento di chirurgia estetica

La procura di Perugia ha aperto un fascicolo per fare chiarezza
Un decesso, quello della donna di 74 anni di Città di Castello che per la procura perugina merita di essere chiarito perché maturato dopo un lungo ricovero avvenuto all’indomani di un intervento di chirurgia estetica. Una fatalità o una responsabilità per le quali sono stati iscritti nel registro degli indagati due medici, un chirurgo di 65enne e un anestesista di 36 anni. La donna, deceduta sabato 25 luglio, si era sottoposta in una clinica privata - era il 30 ottobre - a un intervento di chirurgia plastica consistita in lifting cervico facciale secondario e rimozione di xantelasmi. La donna era però finita in coma e ricoverata d’urgenza all’ospedale di Perugia con “sospetta tossicità da anestetico locale”. Con un quadro sempre più drammatico era poi stata trasferita nella Rianimazione di Città di Castello e quindi alla Muzi Betti: la diagnosi sulla cartella clinica parlava di “encefalopatia post anossica”, termine medico per indicare un danno cerebrale causato dalla totale mancanza di ossigeno (anossia) o dalla forte riduzione (ipossia) al cervello. Otto mesi dopo il decesso della donna ha messo fine a un lungo calvario per lei e i familiari, il marito e due figli. Ora i magistrati contestano ai due professionisti una “colpa generica per imperizia, imprudenza e negligenza”. Oggetto di verifica la eventuale “violazione di regole cautelari e di linee guida specifiche di settore” ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti, “anche relative alla tempestività dell’intervento salvavita, al corretto trattamento antibiotico preventivo o contestuale all’intervento e alla adeguatezza della operazione e dei trattamenti stessi alle condizioni psicofisiche e di età della paziente”.

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