Festeggiati i tredici anni di attività dell'Accademia Enogastronomica della Valtiberina

Dall'enogastronomia alla cultura, dal turismo alla solidarietà
L’Accademia Enogastronomica della Valtiberina nasce nel 2013 dall’idea di un gruppo di persone che erano solite ritrovarsi per concedersi una piacevole pausa “godereccia”. Il gruppo è ben presto diventato Accademia con un preciso obiettivo da raggiungere: promuovere la cultura dello star bene a tavola (in base al motto secondo cui non è importante “quanto”, ma “cosa” si mangia), recuperare in maniera fedele i piatti tipici della tradizione altotiberina attraverso una riscoperta delle ricette originali e valorizzare la preparazione delle pietanze con prodotti all’insegna della genuinità. Ogni anno viene pianificato un calendario di eventi a tema nei vari ristoranti della vallata, spesso in linea con la stagione nella quale si tengono; accanto all’ordinario, si inseriscono altre iniziative come corsi di vino o altre prelibatezze del territorio (formaggi, miele, marmellate, vinsanto, tartufi e tanto altro).
L’Accademia ha ricevuto anche il prestigioso riconoscimento da parte dello studioso Michele Leone, che ha inserito l’associazione fra le 30 principali Accademie e Confraternite d’Italia con il ruolo di custodi del gusto e della tradizione gastronomiche italiane, affiancando l’Accademia della Valtiberina, a Confraternite di prestigio come quella del Peperoncino o del Baccalà. Michele Leone, percorrendo il nostro Paese in un viaggio on the road, sulle tracce dei moderni cavalieri custodi delle tradizioni gastronomiche, ha scritto il libro “Viaggio tra le confraternite enogastronomiche italiane”, premiando coloro che portano avanti la cultura del buono, del genuino e del bello. L’Accademia Enogastronomica della Valtiberina è l’unica a rappresentare la Toscana nella guida.
Da qualche anno l’Accademia non è più soltanto enogastronomia, nel senso che spazia anche su altri ambiti come cultura, economia, turismo e solidarietà. Più volte è stata organizzata la Cena della Solidarietà, con il ricavato devoluto in favore di associazioni o enti impegnati nell’assistenza delle persone con gravi problematiche o per l’acquisto di importanti strumentazioni. E quando non sono stati raccolti i soldi, i soci hanno fornito un aiuto tangibile stando vicini ad anziani e bisognosi.
Dal 2019 l’Accademia Enogastronomica della Valtiberina è grande protagonista nel periodo delle festività natalizie con la Mostra di Arte Presepiale Città di Sansepolcro nella chiesa dei Servi di Maria e nell’annesso convento, sede di esposizioni collaterali. Sono migliaia le persone che ogni anno visitano la Mostra, facendola entrare tra quelle più apprezzate e importanti di Italia.
Tanti anche i convegni realizzati nei vari Comuni del comprensorio dove sono stati affrontati argomenti riguardanti economia e turismo, cosi come la pubblicazione di libri e la partecipazione ad eventi in tutto il territorio nazionale.
Nel 2025 l’associazione ha organizzato nel Comune di San Giustino, all’interno della splendida Villa Graziani, il “Festival nelle Terre di Plinio”. Un’esperienza all’insegna del gusto, della cultura, del territorio e della qualità, da vivere in un luogo dal fascino antico. Fumo lento, masterclass, laboratori, show cooking, cultura, musica e tanto altro
Il 13 giugno del 2026 abbiamo inaugurato il M.A.M.S (Museo Arti e Mestieri Sansepolcro) in piazza Dotti, un grande iniziativa culturale per la città, che ha ricevuto grandi apprezzamenti da tutta la popolazione di Sansepolcro e dai comuni limitrofi, per la qualità dei lavori eseguiti e la rilevanza storica del progetto. Al suo interno comprende altri tre progetti:
Il “Chiostro del Pellegrino”: un luogo di accoglienza e di informazione per coloro che percorrono il Cammino di Francesco. Un progetto a cui hanno aderito con entusiasmo tutti i Comuni della Valtiberina, a cui si sono aggiunti Chiusi Della Verna e Assisi.
Gli “Orti di San Francesco”: è stato riqualificato lo spazio verde del Bastione di Porta del Ponte, creando un angolo di pace e tranquillità. Si è voluto ricreare un luogo con forti riferimenti storici, in quanto per decenni questa terra era utilizzata dai cittadini per coltivare gli orti.
Le “Panchine dell’Inclusione”: un’installazione artistica e sociale, per sensibilizzare la comunità su temi di civiltà, diritti e memoria. Un simbolo concreto per rompere il velo dell’indifferenza, un luogo di ritrovo, di aggregazione, che possa portare giovani e adulti a riflettere.
Facciamo anche presente che i locali della ex scuola Luca Pacioli non sono la sede della nostra associazione, ma sono destinati al solo scopo museale (M.A.M.S.)
Quanto descritto è la nostra attività, dove in poche righe abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto in tredici anni e quello che faremo in futuro.
Spinti dai nostri tanti soci vogliamo fare anche chiarezza su alcune situazioni:
· L’Accademia subito dopo la sua nascita, decise di aprire una sede in via Fraternita dove è rimasta fino al 2025, pagando regolarmente l’affitto alla proprietà e le varie utenze, senza mai usufruire di contributi pubblici.
· I contributi pubblici che abbiamo ricevuto sono relativi alle varie realizzazioni della Mostra di Arte Presepiale di Sansepolcro, che hanno permesso alla manifestazione di essere un “fiore all’occhiello di Sansepolcro”, come più volte ha dichiarato il sindaco biturgense Fabrizio Innocenti e tra le più apprezzate e visitate d'Italia.
· Per quanto riguarda il M.A.M.S. i lavori di realizzazione del Museo sono stati tutti finanziati dall’Accademia e da sponsor privati. L’amministrazione comunale ha provveduto a eseguire alcune opere di straordinaria manutenzione, come la riparazione del tetto, ridotto a un colabrodo e altri lavori. Abbiamo partecipato e vinto dei bandi regionali che ci hanno permesso di eseguire alcuni lavori, e questa è una ulteriore conferma della bontà del progetto che siamo andati a realizzare per la città di Sansepolcro.
· In ultimo vogliamo chiarire anche il perché una persona continua da dieci anni a questa parte, a gettare fango nella nostra associazione e ad alcuni membri del direttivo, dimostrando grande fantasia nel raccontare bugie, nel creare profili social “farlocchi”, mettere “zizzania”, ma soprattutto rosicando parecchio. Abbiamo tre raccoglitori dove abbiamo archiviato quello che ha detto e fatto, dai social, alle chiacchiere da bar (nei luoghi pubblici anche i muri hanno orecchie) dai screenshot ad alcune email che amici comuni ci hanno inviato. Questa persona era un socio della nostra associazione che una decina di anni fa fu “allontanato” per dei comportamenti non graditi a molti dei nostri affiliati. Facciamo presente che in 13 anni non abbiamo mai espulso nessuno, associando oltre duemila persone, poi è normale che c’è chi va, chi arriva e chi ritorna. Molto di quello che ha detto e fatto era perseguibile di denuncia (nel nostro direttivo abbiamo due noti avvocati) ma abbiamo preferito non rispondere alle offese, andando avanti per la nostra strada e i successi che abbiamo ottenuto non hanno fatto altro che aumentare l’odio nei nostri confronti. Sinceramente vedere una persona, alla soglia dei 70 anni, che si rende protagonista di questi atteggiamenti inqualificabili, non ci fa che “tenerezza”. Vorremo dargli un consiglio: la smetta di guardare in “casa degli altri” e guardi in “casa sua”, “viva la sua vita con serenità”, cosi forse evita anche di consumare una quantità industriale di Maloox.

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