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Ad Arezzo nasce il patto per il primo parco fluviale di comunità

Grande partecipazione al primo Piccolo Festival delle Arti Umide

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Un fiume che unisce, comunità che si riconoscono nelle proprie sponde e un progetto che guarda al futuro.

Ieri, ad Arezzo, è stato sottoscritto il Patto di Intenti per la creazione del primo Parco Fluviale di Comunità: così, sul torrente Chiassa, ha preso ufficialmente avvio un percorso condiviso di tutela, valorizzazione e fruizione sostenibile del corso d’acqua.

La firma è arrivata al termine della prima edizione del Piccolo Festival delle Arti Umide, iniziativa che ha portato, lungo il basso corso del Chiassa, un pubblico numeroso e coinvolto.

Trekking ambientale, plogging, musica, iniziative per grandi e piccoli e soprattutto il Palio delle Arti Umide, con le frazioni chiamate a confrontarsi nella realizzazione di opere di Land Art, hanno trasformato l’area che circonda la “chiusa” in un grande spazio di festa, creatività e partecipazione.

La sfida all’insegna dell’arte e del territorio ha visto le diverse comunità mettersi in gioco e raccontare attraverso le proprie opere, create con il materiale rinvenuto e raccolto sulle sponde, il rapporto con il fiume e con il paesaggio. Le creazioni, realizzate durante il Palio sono andate ad arricchire il primo museo di Land Art del territorio, inaugurato un anno fa proprio lungo il Chiassa e ad ampliare il percorso artistico a cielo aperto destinato a crescere insieme alla comunità.

La forte partecipazione al Festival ha confermato la vitalità del rapporto tra il torrente e le persone che vivono lungo il suo corso. Il Chiassa non è infatti soltanto un elemento del paesaggio, ma un patrimonio identitario per le frazioni che attraversa: il legame fisico e simbolico è stato costruito nel tempo ed è fatto di memoria, relazioni, tradizioni e senso di appartenenza, come raccontano gli abitanti della periferia aretina.

“È proprio da questa consapevolezza che nasce il progetto del Parco Fluviale di Comunità, pensato non semplicemente come uno spazio da tutelare, ma come un luogo da vivere e costruire insieme”, commenta Enrico Orlandini, uno degli organizzatori della giornata e del percorso partecipativo. “L’obiettivo – aggiunge - è mettere in relazione ambiente, cultura e partecipazione, promuovere la tutela della biodiversità e del paesaggio, una fruizione rispettosa del corso d’acqua, l’educazione ambientale e nuove occasioni di incontro e cittadinanza attiva. Il fiume si trasforma in una sorta di palcoscenico su cui si svolgono le attività promosse dalle varie associazioni”.

Il Palio delle Arti Umide e il museo di Land Art rappresentano già una prima esperienza concreta: attraverso la creatività, il fiume diventa protagonista di un racconto collettivo e le sue sponde si trasformano in un luogo dove natura, comunità e cultura possono incontrarsi.

A sottoscrivere il Patto sono state le associazioni del territorio insieme al Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, nell’ambito del Contratto di Fiume “Abbraccio d’Arno”. L’intesa punta a costruire una rete stabile di collaborazione, capace di accompagnare nel tempo la crescita del progetto e di dare continuità alle iniziative dedicate al Chiassa.

“La firma di questo Patto rappresenta molto più di un atto formale: è l’inizio di un’alleanza tra istituzioni, associazioni e comunità locali per costruire insieme un nuovo modo di vivere il torrente – sottolinea il Direttore Generale del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, Tulio Marcelli, che ha partecipato alla giornata –. Lo straordinario numero di presenze al Festival dimostra che esiste una comunità pronta a prendersi cura del proprio fiume e a farne un luogo di incontro e di identità. Il Consorzio sarà al fianco delle associazioni in questo percorso, nella convinzione che sicurezza idraulica, tutela ambientale, valorizzazione del territorio e partecipazione possano procedere insieme».

Con la sottoscrizione del Patto prende quindi forma una comunità del fiume, fatta di associazioni, istituzioni e cittadini, chiamata a trasformare idee ed entusiasmo in un percorso concreto e duraturo.

Il Parco Fluviale di Comunità del Chiassa nasce così da una giornata di festa, ma guarda molto più lontano: alla costruzione di un territorio in cui il fiume non sia soltanto da proteggere, ma anche da conoscere, vivere e raccontare. Un patrimonio comune che attraverso l’arte, la partecipazione e la cura può diventare sempre più protagonista della vita delle comunità.

Redazione
© Riproduzione riservata
07/08/2026 11:44:03


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