L'Arezzo parte con il piede giusto

L'analisi della partita di Giorgio Ciofini
Buona la prima, con le Rondinelle sotto le gronde e in premio gita a Cagliari di Coppa, dal sapore antico eppure nuovissimo. Tornano finalmente in città storie di grande calcio, che mancavano da vent'anni e vanno gustate come un piatto di panzanella, con questi climi. Poi sara' Campionato. A una decina di giorni dal via in quel di Benevento, la settimana di Ferragosto, s'annuncia caldissima. C'è da vendere cara la pelle in terra sarda e, soprattutto, da rifinire l'Arezzo con tutti i crismi. Un compito, quest'ultimo, di grande importanza per la nuova stagione dell'Arezzo di Bucchi, Cutolo e del Presidentissimo. Buone indicazioni sono arrivate dalla prima di Coppa. Sono anche pervenuti aggiornamenti utilissimi, per gli ultimi venti giorni di mercato. Ma c'è anche qualche domanda. Comincio da Capitan Ionita, che e' gia' una notizia mica da poco?. Bucchi lo ha scelto come capitano e come suo vice in campo. In attesa di Iaccarino e di scegliere il regista, ha provato a sorpresa Chierico. Il nostro Luca deve imparare il compito, ma ne ha facoltà. Poi c'è Viviani, che di regia se ne intende e l'ha confermato con un bel finale. Vedremo. Certo il regista e' sempre fondamentale, per la qualità del film. Con Ionita, in Coppa, promosso a pieni voti Sala, un interno che sa usare il destro e il sinistro, difendere e attaccare con uguale efficacia. Tavernelli, il don Camillo della Valtiberina, autore anche dell'euro gol, che ha chiuso la partita, e' promosso da tempo. Su buoni standard, con il Brescia, tutti gli altri. Gli interrogativi che ci lasciano le Rondinelle, riguardano i piedi di Nunziante e la condizione di Cerri. Il portiere (classe 07) e' stato autore di interventi decisivi su Rizzo Pinna e Marras (due volte), ma ha mostrato chiari limiti a impostare dal basso e Armati l'ha anche graziato in avvio di partita, dopo una uscita molto incerta, su palla rimbalzante all'altezza del piede e sinistro. A discolpa va messa in ballo un po' di emozione al debutto di un ragazzone che e' una promessa del calcio italiano, ma ha solo 19 anni. Cerri è tutt'altro caso. Per lui va considerato cosa buona e giusta non aver lesinato l'arduo impegno negli schemi di Bucchi e l'assist per il gol di Arena. Il suo fisico imponente richiede un rodaggio allungato e certo non sbaglierà più' un gol, come quello di ieri, su assist al bacio di Varela, autore di un gran finale di partita. Subentrato dalla panchina, Momo ha ricordato a tutti, che resta una pedina utilissima anche in B nei finali di partita. Con Ravasio e Ciacci sul mercato, Cerri ora merita un compagno (o due) all'altezza. Qui, con quel che costa al centravanti il gioco di Bucchi, c'è da rifare una staffetta, che l'anno scorso esalto' i suoi protagonisti, autori di 23 reti in coppia, che oggi li rende richiestissimi sul mercato di C.
Giorgio Ciofini

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