Da Pieve Santo Stefano la salvezza per i boschi della Val di Fiemme

Progetto tra l'istituto Camaiti, i carabinieri forestali e il Trentino. "Qua i semi di abete rosso"
Foglio 24bis. Procedete. È con questa intesa tra tecnici che è scattata la scintilla. Da Pieve Santo Stefano il seme dell’abete rosso per la ripiantumazione delle foreste in Val di Fiemme danneggiate dagli eventi calamitosi. L’istituto “Camaiti” in aiuto del Trentino Alto Adige tramite il progetto “One, Two.. Tree”, sposato anche dal centro Nazionale Biodiversità dei carabinieri forestali, il Comune e la provincia di Arezzo. “Il progetto è nato dalla sofferenza che ci hanno suscitato le immagini delle piante rase al suolo – sottolinea il dirigente scolastico, Laura Cascianini – e la memoria è tornata agli anni in cui l’istituto di Pieve accoglieva nel convitto studenti trentini per occuparsi della loro istruzione. Ci sembrava anche un messaggio educativo quello di offrirci in un’ottica di solidarietà, ovvero piegare le nostre ore di alternanza scuola-lavoro per aiutare al ripopolamento boschivo. Ci siamo fatti carico di portare in Trentino, per conto dei nostri carabinieri forestali, un sacchettino con dei semi di abete rosso che è la pianta maggiormente colpita garantendo dal rischio estinzione un patrimonio boschivo così importante. Manderemo i nostri studenti, ma ci siamo resi disponibili ad accogliere quelli del Trentino in modo tale da potenziare lo scambio. Vorremmo che questo progetto sia un segnale di ottimismo, di proposta e di grande monito per la salvaguardia della nostra natura”. Mercoledì, a Trento, si è svolto l’incontro dove il progetto dell’istituto di Pieve è stato accolto con entusiasmo dall’assessore provinciale all’agricoltura e foreste, Laura Zanotelli. “Il nostro centro è nato per conservare il seme della flora d’Italia – commenta il Tenente Colonnello, Silvia Biondini – e abbiamo anche molte semente dell’abete rosso proveniente dalla Val di Fiemme. Questo tipo di conservazione la facciamo proprio per far fronte a particolari eventi calamitosi: avere a disposizione dei semi sempre pronti nella banca del germoplasma consente di poter fare un intervento mirato. Con entusiasmo abbiamo aderito a questa iniziativa che centra perfettamente lo scopo per cui questi centri nazionali per la biodiversità esistono”. Come gesto simbolico, in attesa di perfezionare l’accordo tra le parti, è stato consegnato uno scrigno in legno dove era custodito appunto un sacchetto con i semi di abete rosso.
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