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Costi assistenza domiciliare in Valtiberina: "Ripresentare il modello Isee", dice Romanelli

L'assessore al sociale dell'Unione dei Comuni spiega il da farsi per pagare di meno

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“Ripresentando un modello Isee idoneo, i costi di compartecipazione scenderanno in misura sensibile e il problema verrà risolto”. Alfredo Romanelli (nella foto), nelle vesti di assessore al sociale dell’Unione montana dei Comuni della Valtiberina Toscana ma anche di sindaco di Monterchi, spiega quale sia stata l’incongruenza di fondo dalla quale sono originate le fatturazioni con importi alquanto elevati, in qualche caso, per l’utenza del comprensorio che usufruisce del servizio di assistenza domiciliare per disabili e anziani. “In effetti – premette Romanelli – ho notato che gli importi da pagare sono piuttosto salati (in qualche caso superano persino i 4mila euro n.d.a.) e allora ho chiamato i funzionari dell’ente e i colleghi sindaci per segnalare che qualcosa non tornava”. E quindi? “Avevamo già riveduto il regolamento nel marzo del 2018 e i parametri dell’Isee proprio per agevolare queste particolari fasce di utenza, ma – precisa Romanelli – sono pervenuti modelli con dichiarazioni di redditi percepiti assai elevati e quindi ci siamo dovuti regolare di conseguenza. Ho allora convocato le famiglie per indicare loro la soluzione percorribile, peraltro contemplata dalla legge: quella di stilare un nuovo prospetto di Isee che possa venire incontro ad esse e che riguardi la specificità del soggetto. Non è necessario quindi l’Isee di tutti i componenti del nucleo, ma soltanto della persona richiedente l’assistenza: a quel punto, i valori di riferimento caleranno in maniera sensibile. Se però all’interno della famiglia vi fossero particolari difficoltà (vedi componenti disoccupati), allora è possibile presentare anche un modello con il quadro generale della situazione. In sostanza, le fatture emesse non verranno annullate, ma chiederemo alle famiglie di compilare un modello Isee in base alla loro convenienza. La vicenda – nei confronti della quale non vi è stata probabilmente chiarezza fino in fondo a livello di comunicazione – si concluderà con la rimodulazione e con un pagamento di pochi spiccioli per la ventina di utenze interessate, anche se ciò scatterà dal 2020”. Romanelli tiene tuttavia a ribadire il concetto: “Dal 2013, con approvazione unanime e quindi senza distinzioni politiche, la compartecipazione alle spese è un obbligo previsto dalla legge. Il nostro era stato finora l’unico territorio dell’Aretino a continuare a garantire i servizi di assistenza domiciliare in forma gratuita. Il danno erariale riscontrato ci ha costretti ad applicare la regola, pur tentando in ogni modo di alleviare il più possibile gli oneri a chi ha in casa queste particolari categorie di persone. Cosa che in questo modo sarà fattibile”. 

Redazione
© Riproduzione riservata
09/10/2019 22:12:18


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