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L’anello mancante tra scimmie e uomini è stato scoperto in Germania

Secondo i ricercatori questo animale aveva le braccia per arrampicarsi sugli alberi

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Forse bisognerà aggiornare i libri di storia nelle loro primissime pagine: una nuova scoperta potrebbe anticipare il momento in cui abbiamo iniziato a camminare su due piedi. È stato scoperto in Baviera, in Germania, quello che potrebbe essere considerato l’anello mancante tra gli esseri umani e i nostri antenati, simili alle scimmie che vissero dodici milioni di anni fa. Secondo i ricercatori, questa strana scimmia aveva le braccia adatte ad arrampicarsi sugli alberi e aveva le gambe come le nostre che gli permettevano di camminare su due piedi. La scoperta ci fornisce la prima immagine di come potrebbe essere stato l’ultimo antenato comune delle scimmie e degli umani. 

I fossili di questo periodo sono rari, ma la scoperta di questo essere, chiamato Danuvius guggenmosi, in onore di un dio del fiume Celtico, retrodata l’inizio della camminata su due piedi. Basandosi sulla forma delle ossa di Danuvius, gli esperti hanno concluso che l’animale si muoveva in un modo unico: si arrampicava e poteva oscillare da un ramo all’altro ma poteva anche camminare su due piedi. Danuvius era alto circa un metro e pesava fino a poco più di 30 chilogrammi. Rappresenta il collegamento mancante.

«È stato sorprendente per noi renderci conto di quanto certe ossa siano simili a quelle degli umani, a differenza di quelle delle grandi scimmie» spiega Madelaine Boehme dell'Università di Tubinga in Germania. «Personalmente sono rimasta molto sorpresa - continua - dalla grande somiglianza di Danuvius nella parte posteriore e nelle ossa dello stinco, in contrasto con le scimmie. Questo è stato inaspettato per tutti noi. Danuvius è una scimmia e un essere umano in un solo corpo».

I suoi resti sono stati scavati in una regione montuosa chiamata Allgau, che oggi è popolare tra i turisti per i suoi castelli in stile fiabesco. Le ossa provenivano da almeno quattro esemplari - un maschio, due femmine e un giovane - e comprendevano non solo i denti ma anche parti del cranio, della mascella, della gabbia toracica e della colonna vertebrale, insieme alle ossa di braccia, gambe, dita e piedi. Lo scheletro del maschio adulto era così completo che i ricercatori sono stati in grado di descriverne in dettaglio gli arti e le proporzioni del corpo. E di darli appunto addirittura un nome. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
07/11/2019 22:05:00


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