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Sun Yang, il gigante cinese del nuoto squalificato per 8 anni

Il tribunale dello sport condanna il nuotatore che ha scatenato le proteste sui podi

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Si scopre, senza troppe sorprese, che Sun Yang non aveva scuse per frantumare la provetta con il suo test antidoping. Il tribunale dello sport gli ha dato 8 anni di squalifica, la massima punizione, escluso il bando a vita, per chi bara ed è pure recidivo. Il nuotatore ha spiegato in un'udienza a porte aperte, durata 8 ore, di essersi sentito minacciato perché il controllore della Wada non aveva le credenziali necessarie. Il verdetto del Tas dice il contrario: “La procedura è stata verificata e ritenuta corretta e, soprattutto, un conto è denunciare sospetti e lasciare il campione intatto, un altro è renderlo inservibile”. Quello che avevano pensato tutti, tranne la Fina, la federazione internazionale del nuoto che ha sempre ammesso Sun a ogni competizione nonostante le frequenti anomalie. Fino a creare il caos.

Sun, il gigante cinese dello stile libero, si era preso tre mesi per un infrazione considerata minore nel giugno 2014 e anche allora il test, positivo a una sostanza da poco inserita nella lista della Wada, era saltato fuori mesi dopo, postumo, a sospensione effettuata in un periodo dell’anno senza gare. Bizzarro.

Da allora la preparazione di Sun è diventata un mistero e lui ha iniziato a comportarsi in modo strano. Nel 2015 è sparito dai blocchi un minuto prima del confronto per i 1500 metri: Paltrinieri diventa campione del mondo per la prima volta e il rivale non si presenta. Le ricostruzioni sono caotiche, Sun litiga con i colleghi prima di un via che per lui non arriva mai, tira pugni agli armadietti, lascia la piscina. Intemperanze che si ripeteranno.

Da lì in poi ogni gara è un problema. Sun, primo oro olimpico della Cina, a Londra 2012, provoca contestazioni. Mack Horton, l’Australiano delle lunghe distanze in piscina, lo accusa apertamente in un crescendo di recriminazioni che diventano ingestibili agli ultimi Mondiali dove Sun vince altri due titoli (200 sl e 400 sl), ennesime medaglie di una carriera d grande successo che ora andrà definitivamente rivista. Horton si rifiuta di salire sul podio dei 400 stile libero mentre l’italiano Detti, bronzo, va per la sua strada e, come è legittimo, prova a godersi il momento nella baraonda e non pensare al resto. È dopo questa protesta, seguita da una identica dello scozzese Scott Duncan, che il Cio decide di ribadire e ridefinire le regole delle premiazioni a Cinque cerchi. Vietata ogni forma di rifiuto al protocollo perché chi c’è ha il diritto di esserci e le carte in regola. A quanto pare non è così. Sun Yang, come minimo, non doveva nuotare agli ultimi Mondiali. La sua carriera, da 3 ori ai Giochi, 12 ai Mondiali e infiniti punti di domanda, in pratica finisce qui, il cinese ha 28 anni e a Tokyo non potrà difendere il titolo dei 200 stile libero, oro di Rio 2016 che il sudafricano Chad Le Clos, ufficialmente argento, già reclama.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
28/02/2020 14:44:08


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