Opinionisti Alessandro Ruzzi

Amministrazione copia i metodi staliniani, il pensiero unico unito al culto della personalità

...invece l'ho pagato (insieme a tutti voi)

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Titolo di questa riflessione è la definizione Treccani della parola usata a pagina 195 del cosiddetto "bilancio sociale", donatoci -appunto- dalla giunta aretina qualche giorno fa. Download a https://ilfuturogiaqui.it/ , sta arrivando via postale.

Lo paga il Comune, cioè tutti gli aretini, stanziati quasi 80.000€.

Piegando le interpretazioni al proprio interesse, la giunta in delibera si arrampica sulla legge che obbliga i comuni a redigere una relazione di fine mandato e "così ritiene doveroso, al di là delle previsioni di legge, come utile e complementare completamento della relazione di fine mandato prevista" produrre a costo nostro il libello.

Riferisce di simili esperienze ad Ascoli Piceno, Parma, Macerata, Piombino: temo il mio google non funzioni, ho trovato solo quello di Ascoli, simile maggioranza comunale destrorsa, stesso fornitore. Molto simile anche il prodotto, Arezzo ne ha una brutta copia.

Interessante anche capire quali saranno i destinatari delle 2.000 copie da 200 pagine 24x27cm extralusso rilegate in oro a caldo (quasi 8€ l'una di sola stampa) mentre è facile immaginare che le 50.000 copie da pidocchiosi (32 pagine, 14x19, in carta igienica spillata) da 18 centesimi andranno al popolino. Dono de 'sta cippa.

Spesso si dice "a caval donato non si guarda in bocca", ma il bilancio sociale non è cosa utile o gradita, quindi io preferisco guardare in bocca a questa glorificazione della giunta che grava sulle tasche degli aretini.

Alla faccia del bicarbonato di sodio avrebbe detto Totò, peraltro gran parte della spesa è andata ad una azienda esterna al territorio di Arezzo, perché -secondo la giunta Ghinelli- il Comune non dispone di professionalità adeguate che sono fortunatamente disponibili a Parma, a pagamento.

Con tutte le persone che hanno assunto per tutte le iniziative che si sono inventati non hanno un grafico capace di fare una schifezza come quella che ci "donano"? Niente di innovativo, riedizione del già fatto altrove.

Basta vedere la punteggiatura delle cifre, a volte sì, altre no: farà fino!

Pensando male, potrei credere che non ci sia disponibilità a sporcarsi le mani con una opera così meramente pubblicitaria, l'imbarazzo infatti viene pagato con quasi 50.000€, miei e vostri soldi; il resto va per la stampa a cui si aggiungerà il costo di spedizione ai pidocchiosi del regalo, sempre a spese nostre. Credo si supereranno i 100.000€. Li paghino i sostenitori di Ghinelli, potranno anche ringraziare i loro beniamini pel regalo, avere la dedica. No, io non ringrazio. Anzi.

Aldilà delle prevedibili future interrogazioni d'opposizione su un report che puzza di propaganda elettorale, si è espresso Bianconi che con Ghinelli condivideva la compagine politica. Io non conoscevo il padre del sindaco, sapevo che era politicamente impegnato nel Movimento Sociale Italiano e che questo si riverberava anche nell'attività professionale poiché era frequentemente avvocato a difesa dei camerati portati in tribunale. Ma, leggendo le parole di Bianconi che lo conosceva, noto la raffigurazione di una onestà intellettuale che avrebbe portato il padre del sindaco della nostra città a non apprezzare questi "regali" da qualunque parte politica venissero. Ricordo che il sindaco Lucherini fece stampare, al termine di un suo mandato, un numero speciale della rivista Aerre con cui elogiava il proprio operato. Magari altrettanto avrà fatto il sindaco Fanfani.

Le cattive abitudini non sono state prerogativa di una unica parte politica.

Ma il candidato alfiere del cambiamento non ci dice dove sia la modifica, escluso la spesa invereconda e l'uso della parola "dono". Solitamente ci si aspetta il cambiamento in meglio, non che si continui a sbagliare con l'unico risultato di aumentare il costo riversato sui cittadini.

E' lampante per me come le promesse elettorali non siano state mantenute da questa giunta. Che non trova niente di meglio che concedersi una elegia.

Ci sono oltre 40 fotografie del nostro primo cittadino, alcune istituzionali (con fascia tricolore), altre mi paiono private: come altro considerare per esempio la foto a pag188 con Ghinelli sotto lo stendardo "parte guelfa"?

Nel libro -che descrive l'orgoglio ritrovato di Arezzo grazie alla attuale amministrazione- mi sarei magari aspettato un richiamo all'episodio storico, ricordato da Dante nella Commedia, che vide le truppe della ghibellina Arezzo sconfitte nella piana di Campaldino dalle truppe guelfe infarcite di fiorentini. Durante tutto il mio periodo scolastico mi veniva insegnato che Arezzo era ghibellina, lo confermavano i merli del torrione comunale (rifatti durante il fascio) a coda di rondine; ma deve essere cambiato qualcosa se il sindaco di Arezzo pubblica in tale poderosa opera editoriale (credo destinata anche al di fuori della nostra città) l'immagine che lo lega ad una associazione che con la storia e la tradizione della mia città totalmente contrasta essendo incentrata su Firenze, la dominante che rase al suolo la città vecchia. Salvo poi immaginare che questa inclinazione è ben vista in certi ambienti, omaggio alla ortodossia papalina che rappresenta un uso improprio del ruolo istituzionale di qualunque sindaco: tutte le istituzioni del nostro paese sono laiche, lasciando alla sfera privata ogni sfumatura confessionale. Tale commistione di pubblico e privato, ruoli istituzionali ed interessi personali, non giova ai cittadini. O meglio, giova a qualcuno. Tanto poi  mi diranno che non ho capito niente, è tutto un malinteso.

In questo libello il sindaco Alessandro scrive d'"una città più sensibile alle tematiche ambientali" o di sviluppo sostenibile, ma è difficile comprendere come la stampa fisica di questo opuscolo pubblicitario vada nella direzione di sviluppo sostenibile.  A meno che non si intenda sostenibile poichè prodotto con i soldi di quel'altri.

Sulla mancanza di equilibrio nella rappresentazione delle meraviglie accadute ad Arezzo negli ultimi 5 anni conta molto quello che non vi è scritto. Non vi è scritto quello che non è stato realizzato, Ghinelli aveva presentato un depliant di promesse elettorali che riempivano una cinquantina di fogli fitti fitti, non radi come questi: non troverete menzione di quello che non ha fatto.

200 pagine così composte potrebbero contenere le bufale elettorali.

A pag. 92 troverete "l’Amministrazione ha voluto riconoscere il ruolo importante degli agenti sul territorio attraverso una buona contrattazione decentrata”: chissà perché il sindacato dei vigili urbani riferendosi allo sciopero del 15 dicembre scorso dichiara la potenziale adesione di circa l'80%?  Non hanno capito che affare hanno fatto quando hanno sostenuto il candidato Ghinelli, un malinteso sicuramente.

Anche i numeri a sostegno dei successi vengono presentati come torna comodo, talvolta in percentuale talvolta in valore assoluto, ma difficilmente coll'ambito prospettico che permetta di comprendere se sono successi o anzi flop. Nè comprendo se i dati dal bilancio di previsione 2015 si riferiscono a quanto approvato sotto la precedente amministrazione oppure dalla giunta attuale: mi pare che l'allora consigliere Ghinelli non fece sentire la sua voce in consiglio comunale quando se ne discusse all'epoca del Gasperini.

Alcune affermazioni sono da risata scrosciante: lodarsi per la sostituzione meno inquinante delle auto Euro3 a favore delle Euro6 compiuta dagli aretini. Solo Ghinelli se ne può fregiare, secondo quanto contenuto nel dono; risalta pure un grafico con Arezzo al 28° nella classifica dei capoluoghi elaborata da "Il Sole": un gioco di prestigio.

Troverete che i visitatori che hanno popolato "la città del Natale" non sono indicati in oltre 1.000.000, come è stato ripetuto a destra e a manca: a pag49 si parla più semplicemente di migliaia. Incredibilmente si riesce anche a dire in quali settori d'attività sono stati spesi dai visitatori i loro denari: a poco più di 1 mese dalla chiusura della manifestazione, il Comune riesce a misurarne l'impatto percentuale al decimale, indicando come il 3,2% del totale riversato nella nostra città sia andato a prodotti enogastronomici. Ma dove cappero tirano fuori i numeri di pag70? Non credo proprio dall'agenzia delle entrate o dalla camera di commercio; difficile vedere dati che riguardino il solo territorio comunale, ad esempio la Cciaa prende in esame l'intera provincia e non si azzarda a parlare di ricavi, dato che mi risulta disponibile soltanto all'agenzia delle entrate quando ha elaborato i dati annui derivanti dalle dichiarazioni delle imprese senza indicazione del luogo di vendita. Insomma, gli incassi dei tirolesi non puntualizzano quelli, grassi, ottenuti in Arezzo. Nessuna l'indicazione dei ricavi per i 10 settori di attività indicati, ma scrivono che oltre il 50% dei denari lasciati dai visitatori sulla nostra città è andato ad alberghi e ristoranti. Mi viene il dubbio che questi numeri siano sparati a caso, detti da qualcuno che ha interesse a dare una immagine positiva di quella iniziativa che sottrae soldi agli aretini per dare ad altri, dal RobinHood de'Rezzo.

Questo personaggio si deve aggirare in palazzo Cavallo, lo sottolineano anche a pag65 quando ribadiscono che la attività della mitica fondazione cultura si materializza in 3.200 pernottamenti e 10.600 pasti consumati. Chi li avrà pagati questi pernottamenti e pasti? Noi aretini, con i 2.000.000 di euro che abbiamo cacciato a favore delle iniziative culturali che piacevano al sindaco e ai suoi ospiti, basta vedere i numeri ridicoli di spettatori paganti (ma anche se poi contiamo quelli gratuiti è un disastro, un successo al contrario).

Pag104 invece pone in risalto le attività politiche per la disabilità e mi cade l'occhio sulla tariffazione agevolata per i taxi rivolta a soggetti con disabilità e non vedenti: questi 5 anni sono passati invano se bisogna evidenziare la marchetta verso quella associazione il cui presidente aveva sostenuto la passerella mediatica di una assessora; quando -parole dell’ultimo presidio che ha il compito di proteggere, difendere e respingere gli attacchi degli avversari, forti e cattivi (così si descrive ella nel dono)- Arezzo ha passato l'esame sul piano della accessibilità a pieni voti, sul campo, autoassegnandole la patente di Comune accessibile. Solo questi associati possono avere il bonus. Del resto, ciccia.

Avrebbero speso questi 80.000€ in abbattimento delle barriere architettoniche, volessero sostanziare che Arezzo è modello di città accessibile. Giocando, dicevano "Arezzo è una delle città più accessibili": la morfologia (si dice così?) di Arezzo non aiuta, ma dicano quali barriere hanno abbattuto. Temo solo quella del suono, colle chiacchiere.

A pag139 si parla invece di bilanci mettendo in risalto la diminuzione di mutui, scelta di questa amministrazione che non contraendo mutui può disporre di maggiori denari da spendere. La diminuzione di mutui  (nel 2015-16-17-18 non sono stati assunti mutui, nel 2019 ne prendono per oltre 7.000.000€) si può anche leggere quale carenza di progetti di questa amministrazione o scelta di utilizzare mezzi di finanziamento (vedi il leasing sulla futura centrale della polizia municipale) che permettono di trovare liquidi o, per esempio, l'aumento di oltre 10% del gettito Imu. Soldi da spendere un po' come cazzo gli pare e, ieee, quel'altri faceveno uguale, ma Ghinelli è quello del cambiamento.

Focalizzate sui numeri a pag167: per interventi su scuole, impianti sportivi, edifici pubblici, strade e viabilità, nuova viabilità e infrastrutture l'importo destinato a spese per il 2020 (ma Arezzo a maggio vedrà una nuova amministrazione) è il 33 -38% del totale dei 5/6 anni di mandato (a volte 5, a volte 6 come torna bene).

Quando si dice che si asfalta il giorno antecedente le elezioni è vero, ad Arezzo tutte queste voci di spesa non hanno uguali negli anni precedenti. Che cambiamento straordinario.

Ghinelli  conclude questa lode al suo operato dicendo che tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno e alla dedizione giornaliera dei dipendenti del Comune: peccato che soltanto 3 mesi fa li ha trattati maluccio; parole che provocarono i distinguo dei suoi assessori Gamurrini e Nisini.

Ma anche qui deve esserci stato un malinteso.

Ma non si può prestare a errori di interpretazione la seguente frase: "Arezzo una realtà che corrisponde ad un’idea prospettica di un modello evolutivo sempre più innovativo e resiliente". Aspetto qualche fan dell'ingegnere ripeta queste parole, così potrò chiedergliene Il significato. Di sicuro non ci saranno malintesi. Solo tristi risate.

La dinamica elettorale recente vede crescere i tifosi esagitati più che i sostenitori informati. Ripetono, ma senza freni, slogan, come facevano i rossi nei decenni passati. E questa amministrazione è brava a copiare i metodi staliniani, il pensiero unico unito a culto della personalità.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
08/03/2020 09:01:54

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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