Rapporti internazionali impazziti

Le responsabilità di quei fascisti
L'arrivo di Donald Trump nella stanza ovale, accompagnato da quel Elon Musk, idolatrato da alcuni e pericoloso secondo altri, è stato segnato da una serie di prese di posizione sostenute da ordini esecutivi (anche se negli Stati Uniti la validità di quei provvedimenti è sotto scrutinio) ed ha dato la stura ad una serie di cambiamenti di rapporti e sostegni internazionali che ha modificato profondamente gli equilibri internazionali come li conosciamo dalla fine della seconda guerra mondiale.
TheDon è presidente perché così ha voluto un numero maggioritario di elettori Usa; Bibi è premier israeliano perché ha cooptato nel suo governo frange estremiste che seppur minoritarie avevano raccolto voti alle elezioni israeliane; Putin da molti lustri fa pulizia dei potenziali competitori elettorali in una dinamica che di democratico non ha molto, ma nessuno in verità contesta la sua legittimità, anzi è stato fino a tre anni fa un interlocutore fondamentale per molti governi occidentali. Con questi abbiamo a che fare e con i loro comportamenti. glielo abbiamo concesso tramite i nostri miseri governati, pessime scelte elettorali incapaci di stigmatizzare il non rispetto di norme democratiche universali che l'illuminismo introdusse e sentire il recente salto di vento.
Rivendicazioni territoriali da far invidia agli imperi del 17º secolo, Canada e Groenlandia per Donald, l'Ucraina -come abbiamo imparato a sapere- è da anni nelle mire di Putin, i fascisti ebrei vogliono i terreni che da secoli o forse millenni sono abitati da palestinesi, la Cina popolare da oltre mezzo secolo vuole mettere le mani su Taiwan: alla faccia del diritto alla autodeterminazione dei popoli, alla faccia del buon senso; nel silenzio dei nostri leader.
La attuale amministrazione statunitense sta introducendo dazi contrari ad ogni buona pratica nei confronti di prodotti provenienti da paesi che da secoli o decenni hanno solidi rapporti di amicizia e di interscambio cogli Stati Uniti ed ha tramutato di sua unica iniziativa gli aiuti che ha concesso all'Ucraina -per la sua difesa dall'attacco russo- in "prestiti" e in virtù di questo intende sottomettere l'Ucraina ai propri interessi economici. Bolla l'Europa come parassita. Ma vadano ramengo. Altrimenti ne diverremo ancora più succubi.
Le cancellerie occidentali non sanno come valutare il radicale cambiamento di politica statunitense, specialmente in quei paesi che sono governati da chi ha gioito per la vittoria di Donald: le difficoltà del governo Meloni sono lampanti, non sanno da che parte girarsi.
Io credo che non sia salutare rispondere ai dazi americani con dazi europei, lascino decidere ai consumatori europei che boicotteranno il made in usa; e credo che l'Europa debba affrancarsi dalla schiavitù verso gli Usa (spesso accompagnata da comodità e ricatti), ma è difficile immaginare chi possa guidare questo processo. Che nei decenni ha portato i paesi europei ad acquistare attrezzature militari statunitensi che funzionano soltanto se a Washington sono d'accordo (incredibile sapere che gli F35 possono essere bloccati con un pulsante, resi inutilizzabili a distanza). E che ci vede importare il gas liquefatto dagli Stati Uniti ad un prezzo ingiustificato per quanto è elevato.
Certo non dobbiamo accettare che la nostra difesa sia incentrata su uomini e capitali statunitensi (la Germania ha costruito un monopolio industriale non spendendo per la sua difesa e contemporaneamente ricevendo a ottimo mercato dalla Russia il gas indispensabile alle sue produzioni), ma non mi piace che sia la vonderLeyen a guidare questo cambiamento, dovremmo avere imparato a conoscerla dopo gli affari covid che hanno portato a dissipare decine di miliardi in Europa a favore dei suoi contatti farmaceutici statunitensi. Non vedo leader italiani capaci di guidarci attraverso questi momenti difficili, certo non vedo leader europei o occidentali (usa esclusi ovviamente) capaci di ricompattare una Europa allargata al Commonwealth.
Occorre distinguerci da questi animali, spero la provvidenza ci mandi un novello Curchill.

Alessandro Ruzzi
Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it
Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.
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