Opinionisti Alessandro Ruzzi

I conti del furiere della fortezza. (4°)

che intanto resta a casa.

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L'impatto sulla nostra economia -ossia sulla nostra vita- derivante dalle misure per il contenimento del virus sarà tremendo; e sarà tremendo anche su economie estere fondamentali per il mantenimento del nostro livello di vita. Con tutte le sue contraddizioni, bizzarre distribuzioni della ricchezza.

Qui non si parla di decrescita felice, ma di una riduzione del Pil insostenibile (il presidente di Confindustria valuta in una perdita di 100 miliardi al mese in queste condizioni) con ovvie ripercussioni sul bilancio statale quando peraltro alcuni costi sono indifferibili. Quindi servono soldi affinché lo Stato riduca il tracollo e riesca a permettere alle famiglie di superare questo periodo che è già triste per altri motivi. Denari che occorrono anche per mantenere vitale il settore manifatturiero che è motore della nostra economia.

Non pensiamo di poter tornare al baratto. E non si creda che l'autarchia possa essere -insieme alle sue politiche restrittive-  alternativa praticabile.

Quindi occorre l'iniezione di liquidità, la cui distribuzione sarà comunque un bel rompicapo, molte famiglie verranno schiacciate dai debiti derivanti dal precedente stile di vita e molte imprese verranno buttate fuori dal mercato. Da cui disoccupazione, da cui riduzione dei consumi. Una spirale disastrosa.

Ma senza liquidità non c'è nessuna prospettiva di futuro, occorre ragionare di come ottenere questa liquidità.

Andare avanti è una maniera di omaggiare i defunti da virus.

Naturalmente si potrebbe anche uscire dall'euro e mettersi a stampare lire come forsennati. I tempi sarebbero lunghi, inadatti. Inoltre abbandonare l'euro avrebbe costi di uscita, costi di attivazione per la conversione e impatto sul debito pubblico che mi sembra circa 2.400 miliardi di euro.

Sul mercato dei cambi la nuova lira che avrebbe una considerazione sfavorevole con conseguente modesta valutazione. Le merci italiane avrebbero quindi -come nel 1992 per chi se ne ricorda- facilità di aggredire i mercati esteri, ma saremmo probabilmente martoriati dai dazi (rappresaglia!). E ci confronteremo comunque con un mondo dove esistono alternative di produzione a numerosi prodotti italiani, a prezzi ancora più competitivi dei nostri. Sicuramente tutte le merci in importazione costerebbero un occhio della testa. Non mi sembra la strada migliore. Il crimine ci sguazzerebbe.

L'Unione europea potrà contribuire, ma è sinceramente e oggettivamente difficile pensare che lo possa fare per quello che sarà il fabbisogno di tutti i paesi membri. Da qui la suggestione (con tutte le evidenti perplessità) che qualcuno con i soldi si faccia avanti per rilevare la nostra nazione.

Quanti soldi occorrono per questa crisi? Naturalmente dipende dalla profondità dello stop o della riduzione dei vari settori produttivi e commerciali o professionali etc etc e dalla durata: parlerei di 2.000 miliardi tanto per dare una cifra, pari al prodotto interno lordo di oltre un anno.

Faccio una digressione economica degna della settimana enigmistica per dare una cornice di riferimento.

Se una Banca centrale stampa nuovo denaro, il denaro che è già in circolazione perde pian piano di valore. E’ questo il semplice motivo per il quale 40 anni fa uno stipendio mensile ammontava a 100 mila Lire e adesso invece ammonta a 1.200 Euro. Questo incremento è legato alla quantità M3 in circolazione adesso, enormemente superiore al passato.

La massa monetaria M3 è un indicatore allargato che comprende altri due indicatori, M1 e M2. Il primo si compone del denaro circolante e dei depositi a vista. Il secondo risulta dalla somma di M1 e dei depositi a scadenza fissa. Sommando a M2 i pronti contro termine, i titoli del mercato monetario e quelli a scadenza fino a due anni, si ottiene l'aggregato M3, primo pilastro della politica monetaria della BCE. Depurato del ripetuto conteggio che ovviamente si materializza nella costruzione dell'importo, a fine aprile 2014 l'aggregato M3 della Banca centrale europea ammontava a 9.882,4 miliardi di euro, ultimo dato che ho reperito

evoluzione in Italia della base M3, elaborazione da una ricerca, migliaia di euro

(autori BARBIELLINI AMIDEI, DE BONIS, ROCCHELLI, SALVIO, STACCHINI- anno 2016)

1913          6.385                                          1935              41.279

1914          6.579                                          1941              86.170

1915          7.526                                           1943             185.491

1916          9.575                                           1944             329.925

1917         13.568                                           1945             456.444

1918         18.566                                           1946             690.765

1919         26.635                                           1947             1.017.393

1920          33.107                                           1948            1.406.392

Ricostruzioni in migliaia di euro quindi l'importo M3 italiano nel 1948 valeva poco più di 1 miliardo€, ma M3 italiano nel 2014 era 1.500 miliardi d'euro, quando M3 dell'intera BCE era 9.882 miliardi d'euro. La serie permette di comprendere quali iniezioni di liquidità la allora banca d'Italia fece durante e dopo 1° e 2° guerra mondiale. Seguendo la politica sabauda (aumento di 5 volte di 8 anni) e mussoliniana (aumento di 35 volte di 13 anni). Mentre il boom italiano, la folle politica economica dei governi del dopoguerra, lo sviluppo della finanza e  altro portano all'aumento di 1.000 volte di 68 anni.

Non giocatevi la vita su queste elaborazioni, ma un ordine di grandezza potete farvelo. SE AVESSI  SBAGLIATO GROSSOLANAMENTE QUALCHE CIFRA FATEVI VIVI, GRAZIE.

Enorme incremento mondiale si ebbe col termine (1971) della convertibilità (in qualunque forma) con l'oro. Dopo la guerra del Vietnam, vi era ormai più moneta circolante che riserve di metallo e non si poteva più assicurare la convertibilità della moneta in oro (ovvero che un ipotetico cittadino si presentasse alla Banca centrale, restituisse la banconota in dollari e chiedesse in cambio un'analoga quantità d'oro); alcuni dicono che l'oro è molto (molto) sottovalutato poichè il dollaro non si è svalutato proporzionalmente.

Nella prossima parlerò di opportunità.

 

E grazie a chi si fa un culo tanto e rischia molto per tutti noi: siete tanti da  menzionarvi tutti. Un paese fatto di individui meglio della sua classe dirigente.

E grazie a Cuba e alle altre nazioni che ci aiutano.

Redazione
© Riproduzione riservata
24/03/2020 13:36:49

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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