Opinionisti Alessandro Ruzzi

Le lacrime di Drogo. (5°)

Mentre resta a casa (con fatica e preoccupazioni, come tutti o quasi

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D'ora in poi parleranno anche di helicopter-money; l'ho sentito per la prima volta, far piovere soldi (anche se non è chiaro quanti, come, a chi -nucleo familiare, singolo..).

Tutti d'accordo su immettere tanta liquidità. Dalla teoria alla pratica. Dai sogni alla realtà. Anch'io volevo nascere ricco e bello. Poi .....

Da dove: da BCE se euro, derivanti da emissioni senza sostegno (pura stampa di cartamoneta) o sostenuti da titoli (nazionali, si aggiungerebbero al debito pubblico, o trans-nazionali, bond garantiti dal sistema Bce); altre o nuove valute (compresa, se fosse possibile per le norme europee, una valuta accessoria -doppia circolazione tipo AM-lire del 1944/ 1950, state lontano da qualunque informazione web su questo tema).

Proposte di bond ove non prevedere la restituzione del capitale, ma il pagamento dei soli interessi. Una proposta accattivante che non riesco a cogliere nella sua interezza.

Se sono euro semplicemente stampati restano sempre e comunque soldi nostri; di altri se nascono su investimenti privati (proprio da quei sudici individui che si sono arricchiti non per merito, ma per posizioni dominanti o favori); euro o coronabond finanziati solo dagli stati, ma già qualcuno -fra cui la Germania- ha detto che non vuole contribuire a tenere in piedi economie difettate come quella italiana. E ci sono anche gli amici dei sovranisti italici a pensarla così, verrebbe da suggerire a questi di trasferirsi nei paesi Visegrad e nordeuropei. Non credo li accoglierebbero, comunque prima facciamoci rendere quello che hanno rubato a tutti noi.

Arrivemo ad un euro di serie B con stati di serie B? Probabile.

Una cosa giusta detta da Zangrillo, uno che non mi elettrizza, uomo del Berlusca; da medico terapia intensiva vale molto -molto- più di me, da “politico” ora devo dargli altre chances: qualunque cifra spendiamo ora per combattere il virus sarà minore (molto meno) del costo, dei danni che deriveranno dal virus. Agire contro il virus e le spinte che vogliono gli operai in fabbrica è denaro davvero ben speso, dobbiamo sostenere tutti per evitare che il bisogno li inviti a cercare di guadagnare qualcosa.

Io non mi fido del capitalismo italiano (penso agli Agnelli, gente che si è enormemente, anzi scandalosamente, arricchita col duce e colla repubbica). Imprenditori ignoranti; spesso grandi lavoratori, ma incapaci di vedere lontano. In troppi casi a scapito dello Stato e dei lavoratori (non sono comunista, ma Eternit o acciaierie Taranto si spiegano da soli e non sono casi isolati). Lavoratori che hanno creduto ai sindacati anche quando queste sigle andavano prese a sputi (hanno permesso, anzi collaborato a sostenere, baracconi come Alitalia). Ma almeno il lavoratore è -placidamente- più ignorante dell'imprenditore, nessuno si è mai spacciato per capiscione.

Avere due soldi, magari fatti evadendo imposte e norme, rende automaticamente intelligenti. Pensate a Briatore. Lo intervistano tutt'oggi. Geometra scienziato; socio della Santanchè. Questi sono apprezzati modelli italiani, con Totti e Ferragni. Genitori di Nathan Falco, Chanel e Leone. Una massa che confonde Oscar (premio del cinema) con Nobel (quelli seri, non quelli della pace, intendo il premio alla scienza), ma non sono barzellette.

Purtroppo il momento offre a finanzieri e banchieri maggiori opportunità di spingere la propria visione. Tipi loschi e molto spesso pericolosi, tirano acqua al mulino dei loro ricchissimi amici. In altri tempi c'era Amintore, professore di economia politica: democristiano e baciapile, ma almeno (cazzo) ne capiva! E sapere che ora sarà Giggino 'o bibitaro a parlare per il popolo mi getta nello sconforto. O Salvini o Meloni, nulla cambia. Capipopolo, amanti di padrePio o del presepe, non scienziati. Schiavi di lerci interessi.

Ma quali opportunità si presenterebbero, dopo la tempesta col suo tremendo carico di lutti e fatiche.

Un mondo dal consumo consapevole. Ove conta il merito. La solidarietà.

Eliminare la burocrazia e gli azzeccagarbugli (da Manzoni in epoca di peste..), figure che vivono e speculano sulla fatica altrui.

Via aziende e nazioni che fanno a gara per derubare i loro clienti e cittadini: Apple ed le imposte in UE, aggirate in Irlanda, come esempio pesante. Fiat, poi Fca, da Torino all'Olanda. Amazon che paga una miseria di tasse in Italia ed i finanzieri (GdF) massacrano i bar per gli scontrini dei caffè.

Domande da affrontare senza sciocchi slogan. Tipo i migranti, su cui questo paese si dovrà confrontare: li cacciamo? Bene, chi raccoglie i pomodori (ma non ad 1 euro la cassa, sennò arricchiamo la criminalità)? Chi pensa ai nostri anziani? Chi lavora per ripartire e pagare le nostre pensioni?

Li vogliamo? Quanti, come, dove. Con quale rispetto ed integrazione verso le nostre tradizioni e valori (sempre che ne esista ancora qualcuno).

Temo che non miglioreremo di 'n ticchia.

La criminalità non ha interesse ad una nostra evoluzione sociale e civile, si ridurrebbero gli spazi per comportamenti scorretti o eticamente inaccettabili.

Pensate alle amministrazioni locali, consulenze gonfiate, favori agli amici, pubblicità elettorale a spese dei cittadini: Arezzo ai tempi di Ghinelli, ma anche Roma ai tempi della Raggi, potrei fornire tanti esempi del passato (scabrosi per quelli che adesso incomprensibilmente tacciono).

Ma chi se li cava dai coglioni? Per sostituirli con chi?

Guccini ha scritto che nel dopoguerra la voglia di ballare faceva luce.

Sono sicuro che tantissimi vedranno la nuova alba, se sarà una giornata di sole o pioggia lo devono decidere colla loro testa.

Spero faccia luce, come nel 1945.

Finito, per ora: in bocca al lupo e fate i bravi.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/03/2020 17:35:42

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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