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Rientrate in Italia le famiglie bloccate in Messico e in Sudafrica

Non volevano abbandonare i loro animali

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Rimasti bloccati all'estero per mesi a causa dell'emergenza coronavirus perché non riuscivano a tornare con i loro animali. Oltre 200 gli italiani che hanno affrontato un periodo difficile rimanendo lontani da casa pur di restare vicini al loro quattro zampe. E non abbandonarlo per niente al mondo. Per questo il loro rientro in Italia ieri giovedì 21 maggio, alcuni atterrati all'aeroporto di Roma altri a Milano, dall'America Latina e dall'Africa è stato davvero emozionante. 

Enpa Tessa e Baldo
«Sono rientrati gli italiani bloccati in Messico e in Sudafrica con i loro animali grazie alla Segreteria Generale e alla Unità di Crisi della Farnesina» ha fatto sapere l'Enpa che si era rivolta al Ministero degli Esteri italiano, che ha subito attivato la rete diplomatica italiana. Tessa, Baldo, una famigliola di chihuahua e un gatto sono arrivati da Pretoria mentre altri tre cagnolini dal Messico. L’Ente Nazionale Protezione Animali da settimane stava lavorando con la Farnesina per aiutare queste famiglie rimaste all'estero.

«Ringraziamo infinitamente – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa - la Segreteria Generale e l'Unità di Crisi della Farnesina e le Ambasciate di Pretoria e di Città del Messico per il grande lavoro e la grande disponibilità che hanno reso possibile questi rientri in un momento di oggettiva difficoltà».

«Un grazie molto sentito dalle compagnie aeree che hanno permesso tutto questo. È un risultato molto importante che sottolinea un principio fondamentale: i nostri animali fanno parte delle nostre famiglie e non devono e non possono essere lasciati indietro» ha aggiunto Rocchi. Augurandosi che «come Tessa, Baldo e gli altri animali si arrivi ad un lieto fine per tutti gli animali domestici italiani che attendono di tornare a casa con i loro detentori. In particolare, ci stiamo concentrando su una richiesta che ci è arrivata da Tenerife».

Animalisti Italiani e il rientro di Ennio
Lieto fine per gli italiani bloccati in Messico (circa 200 persone): dopo una lunga attesa durata mesi, e non poche difficoltà da superare, a causa dei limiti imposti con il volo di rimpatrio secondo cui le famiglie avrebbero dovuto abbandonare i loro congiunti a quattrozampe per rientrare in Italia

«Finalmente oggi (giovedì 20 maggio) intorno alle ore 10 i nostri connazionali hanno messo piede nel Belpaese, sbarcando all’aeroporto di Milano Malpensa» comunicano gli Animalisti Italiani, che dopo ricevuto una richiesta di aiuto da una famiglia hanno sollevato pubblicamente la questione. Contattando l'Ambasciata, l'Unità di Crisi della Farnesina, il Ministro degli Affari Esteri Di Maio, il Presidente del Consiglio Conte, il Presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale Frattini e l’Onorevole Prestipino.

«Ringraziamo - ha detto Emanuela Bignami, Responsabile nazionale randagismo dell'associazione – l’Unità di Crisi della Farnesina che ha attivato la rete diplomatica italiana per risolvere il problema in collaborazione con l’Ambasciata di Città del Messico rendendo, oggi, possibile il rientro a casa delle famiglie italiane insieme ai loro fedeli amici a quattrozampe. Incontenibile la gioia di Ennio il cane di Fulvia, la componente di una delle tante famiglia coinvolte in questa vicenda che ha ringraziato gli Animalisti Italiani e tutte le istituzioni «per il lavoro immenso fatto».

Perché, ha spiegato «non potevamo tornare a casa senza i nostri cani e gatti perché loro sono parte integrante della nostra famiglia».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
22/05/2020 19:53:38


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