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Addio a John Peter Sloan, ci ha insegnato l’inglese in tv

Morto a 51 anni a Menfi, in Sicilia, dove si era trasferito nel 2016

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«Born English e morto italiano». Amava scherzare nel suo modo british, sul suo amore per il nostro paese, John Peter Sloan,  il professore d’inglese più famoso d’Italia, ospite fisso di Zelig, autore di manuali tradotti in 14 Paesi. Lo scherzo suona oggi come una premonizione, perchè è morto improvvisamente   a 51 anni  per una grave crisi respiratoria (soffriva di asma fin dalla nascita) a Menfi, il paesino della Sicilia dove si era trasferito dal 2016, portato  da una fidanzata di  28 anni più giovane, Asia Gagliano e dove aveva fondato la sua  «Sloan – la scuola di Inglese» in un’aula in prestito al liceo  del paese.  «È avvenuto tutto improvvisamente. Soffriva di asma, aveva un enfisema, ma niente di preoccupante. Poi, ieri sera, è stato trasferito in ospedale, ha avuto un aggravamento e non c'è stato nulla da fare», ha detto tra le lacrime  la sua agente, Stefania Milanesi. Sloan era nato a Birmingham nel 1969, padre irlandese e madre inglese. Studente svogliato, a  16 anni lascia l’Inghilterra e viaggia per l’Europa come cantante e chitarrista. Nel 1990 approda in Italia e fonda il gruppo rock The Max, dei quali è il frontman. La band rimane attiva fino al 2000, quando nasce sua figlia Dhalissia (««È un nome che ho inventato io, perché mi chiamo John che è come dire Pasquale a Napoli: e invece volevo che lei fosse unica perché per me lo è»). A quel punto si improvvisa insegnante di inglese a Milano («non potevo continuare con quella vita sregolata»), e inventa un metodo tutto suo, poco scolastico, che ha rivoluzionato la didattica della lingua, arrivando a firmare manuali e dvd da 2 milioni di copie e a fondare scuole  a Roma e Milano, fino all’ultima avventura siciliana. Senza dimenticare la sua anima da uomo di spettacolo: dal 2007  va in scena al teatro Zelig di Milano , nell’ambito della rassegna Zelig in English ed è sbito un successo travolgente: spettacoli educativi e commedie esilaranti  «Culture Shock», « An Englishman in Italy»; «Full Moon» e «Instant English». Dopo «Zelig» è stato protagonista in tv anche a «Verissimo», «Amici», «La vita in diretta». C’è la sua firma su  Sloan Square, il pub che mescola degustazioni di birra a spettacoli in lingua.  «Quando sono arrivato in Italia – diceva – l’inglese serviva per andare all’estero, adesso senza inglese non puoi vivere neanche a Milano. Eppure lo si insegna malissimo: aspetto ancora di conoscere un italiano che pronunci bene la parola “orange”». Il motivo? Secondo lui il fatto che gli italiani sono «troppo perfettini». Così preoccupati di fare brutta figura da preferire il silenzio.  «A me non interessa sbagliare, quindi mi butto, sparo, mi diverto. E imparo». Un metodo meraviglioso, non solo per l’inglese. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
26/05/2020 19:55:30


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