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Arezzo, spacciavano cocaina dentro il bar durante il periodo di lockdown

Arrestate due persone, trovate 79 dosi sia nel locale che nell'abitazione del titolare

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Un via vai di giovani, nei primi giorni dello scorso aprile, da un bar della zona Villaggio Dante di Arezzo ha insospettito gli agenti della Questura. Troppi, in un periodo di restrizioni e di lockdown per passare inosservati e alcuni conosciuti come assuntori di sostanze stupefacenti. Arrivavano in auto, entravano nel bar e dopo pochi minuti erano già fuori dal locale, che peraltro avrebbe dovuto essere chiuso a motivo dei divieti governativi originati dalle misure di prevenzione alla diffusione del Covid 19. Dopo qualche giorno di appostamento, fermati alcuni di costoro, trovati in possesso di dosi di stupefacente del tipo “cocaina”, la Squadra Mobile è entrata in azione, procedendo all’arresto di due persone, un italiano impiegato del Bar e un cittadino straniero che prendeva contatti con gli acquirenti all’esterno del locale, e al sequestro di un ingente quantitativo di cocaina e di denaro in contanti.  Oltre che nel locale, infatti, la cocaina era detenuta all’interno dell’abitazione dell’aiuto barista, suddivisa in 79 dosi in involucri di nylon. Ma il lavoro della Questura non si è concluso con l’operazione di polizia giudiziaria. Dopo gli arresti e i sequestri, è iniziata l’attività della Squadra di Polizia Amministrativa che ha approfondito la vicenda, proprio in quanto il pubblico esercizio costituiva un luogo dove lo smercio di stupefacente non avrebbe dovuto verificarsi, per le inevitabili implicazioni sotto il profilo della sicurezza dei cittadini della zona. Al termine degli accertamenti, il Questore di Arezzo, Dario Sallustio, ha quindi deciso di sospendere da oggi e per quindici giorni la licenza di somministrazione di alimenti e bevande del Bar ai sensi dell’art. 100 TULPS per la gravità dei fatti constatati, riguardanti  l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuto e l’attività di spaccio che si consumava all’interno del locale pubblico. Il provvedimento trova la sua motivazione proprio nell’ esigenza di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, privando gli acquirenti di un luogo abituale di riferimento, mediante una incisiva azione di polizia giudiziaria e amministrativa  volta a disarticolare le attività criminali.

Redazione
© Riproduzione riservata
11/06/2020 14:48:40


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