L'Arezzo di Guglielmo Manzo guarda lontano come nessun'altra Società ha mai fatto

L'opinione di Giorgio Ciofini
Certo non è stata una conclusione coi botti il calcio mercato per l'Arezzo. Anzi, non e' arrivato il centrale attesissimo e Olivieri e Mancuso, non hanno acceso i cuori amaranto. Anzi, mugugni sono stati tanti, per noi troppi, come i petali della rosa rimasti nella corolla: trenta, di cui quattro o cinque di troppo. Tra loro certamente De Col, Tito e Trombini, con Varela ancora pendente tra Arezzo e Salerno. Poi c'è Chiosa, l'ex capitano, annunciato in partenza per Bari, è rimasto. Ora, a meno di non pescare al mercato degli svincolati, Marco resterà. Oltretutto è anche mancino. Nel caso si spera che ripeta Cianci che, disfatte le valigie per Foggia, ha messo a segno una splendida doppietta. Certo, si diceva, sono mancati i botti. Certo Trombini, De Col e Tito restano tre casi irrisolti, in attesa che Varela alla Salernitana diventi notizia ufficiale. Noi? Non siamo entusiasti, ma non siamo affatto delusi. Olivieri e Mancuso sono giocatori funzionali al contesto, giocatori da B, visto, che l'hanno sempre fatta e spesso bene. Sono anche acquisti in linea con le potenzialità economiche della SS e gli obiettivi di bilancio, di una società sana, che investe nel presente e nel futuro, ma con giudizio. In troppi qui si sono dimenticati di storiche bocciature di squadroni presunti pieni di nomi e di tre fallimenti. Si sono persino scordati della grande e sfortunata prestazione dell'altra sera, con il Palermo. La SS. Arezzo di Guglielmo Manzo guarda lontano come nessun'altra Società ha mai fatto qui. Tra mura etrusche, per questo c'è voluto un Romano di Salerno, che evita follie e colpi di testa, puntando su investimenti mirati e sulla programmazione. Parola questa tanto evocata, quanto trascurata nel calcio italiano, che per questo è finito in disgrazia. Questo.l'Arezzo del Presidentissimo, che ci ha riportato in Serie B dopo 16 anni (dalla caduta), e' un progetto praticato anche in questa interminabile campagna d'estate, grazie anche al fiuto da vero mastino napoletano del nostro Nello Cutolo.

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