Opinionisti Alessandro Ruzzi

Oro e non solo: drammatici giorni dell'economia aretina

Nell'indifferenza della politica locale

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L'oro è arrivato ad un soffio da una quotazione esorbitante, quella dei 2000 $ usa per oncia troy. Siamo appena sotto ai 54 euro per ogni grammo, quasi € 0,66 per 1 grammo d'argento.
Variazioni così importanti e repentine unite a quotazioni di questo tipo hanno sicuramente l'effetto di bloccare il mercato a livello mondiale, effetto che è estremamente negativo in un momento come questo in cui tutti i mercati sono in fase attendista a causa delle emergenze sanitarie.
Il settore orafo argentiero è per la nostra provincia -e più precisamente per il nostro capoluogo- un caposaldo economico, immaginate l'impatto di queste quotazioni in un settore dove probabilmente il 60% della forza lavoro è in cassa integrazione. Un rallentamento nel ciclo economico dove l'unica cosa che aumenta è la base su cui si conteggiano gli interessi, quel capitale il cui ammontare è criticità tipica nel rapporto con gli istituti di credito. Pensiamo poi alla buca ArezzoFiere....
Difficile immaginare che altri settori come la moda possano stare tanto meglio, i negozi sono deserti, persino le occasioni di socialità diminuiscono e con esse il desiderio o la necessità di rinnovare il guardaroba.
Ai bordi della nostra provincia possono esistere aziende ad alta specializzazione che mantengono una presenza sui mercati di riferimento (a pieve Santo Stefano piuttosto che a Sansepolcro o Viciomaggio) mentre nel Valdarno verso Firenze è iniziata la costruzione di un nuovo importante stabilimento, ma la situazione della ex Powerone adesso Fimer appare complessa. A caduta, molte aziende di servizi e attività professionali sono in sofferenza, come tante attività alla persona combattono la carenza di clienti. Insomma sono veramente poche le attività economiche che galleggiano in questo mare grosso, mentre per tantissime le settimane fra adesso e ottobre saranno fondamentali.
Perché purtroppo non tutte ce la faranno, il tracollo degli incassi avrà drammatici effetti sulla forza lavoro e sulla capacità stessa dell'azienda di sopravvivere.
Purtroppo, come altre, questa crisi non lascerà nulla come prima: cambiamento del modello sociale, impatto sul reddito disponibile e sulle priorità, l'aumento del lavoro da remoto ed altre fattispecie provocheranno effetto a macchia di leopardo dove l'indicazione di un valore medio di diminuzione della cifra d'affari è fuorviante.
Nella nostra capitale si stanno accapigliando su chi e come spendere i denari il cui arrivo dalle istituzioni europee è previsto con inizio nel 2021, speriamo che questo tipo di notizie non superi i nostri confini perché sennò i paesi cosiddetti "frugali" cambiano idea. Tremando su quale può essere la capacità dei nostri governanti di individuare e agire con queste risorse in ambiti che possano dare nuova linfa al nostro paese e al suo sistema economico, pare probabile che sino a fine 2020 dovremmo andare avanti con gli spiccioli che le nostre istituzioni potranno destinare al sostegno di imprese, lavoratori e famiglie. Pregando che la situazione sanitaria si mantenga nei numeri attuali sia per il benessere delle persone che per la capacità del nostro sistema paese di reggere una 2ª ondata.
Mi pare che anche a livello locale, nel mio Comune, il tema economico metta in imbarazzo i candidati sindaco e i loro candidati consiglieri. Ad ascoltare alcuni di questi ultimi emergono approcci programmatici da mettere le mani nei capelli, per fortuna che io li ho corti. Ad ascoltare i candidati sindaco se ne può uscire con una sola chiara idea: quanti sanno cosa fare? E anche chi governa la città adesso non trova nulla di meglio che investire alcune centinaia di migliaia di euro in discutibili iniziative a carattere cultural-turistico mentre non vedo arrivare le decine di milioni di euro che potrebbero essere facilmente reperite intervenendo su spese estremamente divisive per la comunità come la caserma dei vigili in via Fabio Filzi.
Pensare che la amministrazione di un comune capoluogo come Arezzo possa limitarsi alle buche nei marciapiedi, il cosiddetto degrado in senso ampio, è il modesto pensiero di alcuni raggruppamenti: occorrono persone competenti, senza interessi personali, capaci di individuare collaboratori in grado di affrontare i prossimi mesi e anni di estrema difficoltà.
Non ne vedo tante, mi auguro che nelle prossime 3 settimane il parterre dei candidati offra molto di più, molto meglio.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
28/07/2020 10:42:10

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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