Opinionisti Alessandro Ruzzi

E' vero, sostengo Luciano Ralli

Scelta impegnativa, ne spiego il perché

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L'emiciclo parlamentare di sinistra non è il mio ambito naturale. La mia collocazione è dall'altra parte, salvo casi parziali o eccezionali. Come quello che si è configurato per le elezioni a sindaco di Arezzo, dove la destra candida nuovamente l'uscente Ghinelli.
Probabilmente io non ho mai votato a sinistra del centro, ancor meno avrei immaginato di sostenerne il candidato sindaco, ma ubi maior minor cessat.
Ghinelli dimostra quanto possa essere perniciosa una amministrazione divisiva in un momento in cui la nostra città deve esprimere i valori propri di una comunità. Mentre il fallimento politico o morale è evidente, non occorre pronuncia della magistratura. Persino chi lo sosteneva 5 anni fa gli si oppone; i suoi fan dovrebbero valutare come quella candidatura sia pure condizionata dalle indagini giudiziarie che potrebbero portarlo al rinvio a giudizio. Un solo assessore appoggia Ghinelli, pur non si imbarazzano della più modesta propaganda. Come quella di aver incentivato la natalità, mentre i numeri sono impietosamente contrari, mai così male prima di lui..
Ritenendo gli ultimi 5 anni di amministrazione comunale costellati di brutti episodi e scelte sbagliate, non posso rimanere inerme considerato che non mi è stata data alcuna alternativa percorribile. Insomma, non comprendo come si possa essere contenti di Ghinelli, ma la percezione è fenomeno individuale. Non sono tempi normali.
Avrei potuto unirmi a candidati con i quali esisteva già una condivisione abbastanza ampia. Facile unirsi a quelli con cui vai d'accordo. Ma adesso non basta, e se Luciano Ralli ha il cuore di mettermi nella sua lista, io ho il cuore di metterci la faccia: portando una visione indipendente, ma che rappresenta parte del corpo elettorale aretino.
Liberale, senza dogmi e con un pizzico d'umiltà.
Luciano sarà protagonista di questa tornata elettorale, inoltre è persona con chiarissimi pregi. E condividiamo la necessità di ritrovare ed esprimere i valori che nel dopoguerra hanno consentito alla nostra comunità di superare le divisioni lasciandosi alle spalle un periodo orribile, per poi svilupparsi.
Confrontandosi, ascoltando, imparando, confutando: dalla sintesi all'azione, perché nei prossimi mesi/anni o ne usciamo tutti insieme o i più verranno lasciati affogare. E pur conoscendo e stimando molti candidati in quella parte, nei loro condottieri non vedo capacità -o volontà- di operare per la comunità intera: questi ultimi 5 anni lo lasciano facilmente presagire.
Figurarsi poi se i rinvii a giudizio minassero credibilità e autorità, sottraendo attenzione ed impegno ai problemi della città e del territorio che nella sua interezza costituisce il Comune di Arezzo.
Ho quasi 60 anni, la sedia a rotelle non mi permette più di lavorare nel privato dove ho passato 30 anni crescendo sino a ruoli impegnativi anche grazie allo studio. Mia moglie mi sopporta da oltre un quarantennio, due figli per la loro strada. Trovate molte mie riflessioni pubblicate sui media locali, anche se mi riservo sempre il piacere di aggiornare le mie opinioni: non sono nato colla verità in tasca.
Nel 2011 ho contribuito a far eleggere un consigliere comunale che ha fatto onorevole opposizione all'amministrazione Fanfani; vi stupireste a vedere chi era con me in quella lista e potreste riflettere su come le strade si siano separate: per me i principi non sono in vendita, neanche per una poltrona o una crescita elettorale.
Non sono mai stato tenero con Fanfani ed i suoi assessori, per assenza di vitalità cittadina, le partecipate e altro.
Nel 2015 ho portato all'attenzione cittadina l'ideale di una sana amministrazione che potesse -attraverso la maggiore cura verso cittadini in difficoltà- operare a favore di tutti: e sono stato orgogliosamente equidistante dai candidati in quella tornata.
Negli ultimi 5 anni molte sono state le occasioni di critica a questa amministrazione, ma credo di aver bacchettato anche la debole opposizione del principale partito della sinistra, aveva munizioni che non ha sparato. Chi viene eletto deve comunque garantire un risultato minimo, sotto la sufficienza la critica è doverosa. Critiche che ho sempre cercato di argomentare coi numeri o altre esperienze, la maggioranza uscente ha zittito qualsivoglia confronto interno, con Ralli non sarà così. Il confronto è ricchezza; e solo gli imbecilli non cambiano idea se l'altra è meglio. In questo ambito intendo agire, e confido gli elettori mi supportino.

Modifico pertanto la collaborazione colle testate fino al termine elettorale.
Con un invito: fate le vostre riflessioni e valutazioni, senza imitare quelle di altri, e votate. VOTATE! Onorate la democrazia.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
22/08/2020 13:17:29

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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