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Calcio umbro: vittoria del comitato regionale e nuovo protocollo

Responsabilità dei presidenti annullata e nessuna quarantena se c'è un positivo

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Una vittoria su tutta la linea per il Comitato Regionale Umbro. La linea dettata dal presidente Luigi Repace, e sposata da tutte le società umbre, con il documento inviato a Figc e Lnd dopo la riunione del 25 agosto, ha dato i suoi frutti.
Oggi, infatti, la Figc ha pubblicato le “nuove indicazioni per la ripresa del calcio dilettantistico dopo le richieste pervenute dalle componenti”. In particolare, le società umbre, dopo aver regolarizzato l’iscrizione ai campionati e provveduto al pagamento per intero della quota, caso unico in Italia, avevano annunciato di non voler scendere in campo fino a quando il protocollo non fosse stato revisionato.
E la richiesta, come detto, è stata accolta. I punti fondamentali sono due.

RESPONSABILITA’ DEI PRESIDENTI ANNULLATA O QUASI – Il primo ruota intorno alla responsabilità dei presidenti che viene praticamente annullata o quasi. Nel protocollo del 10 agosto si arrivava a configurare una responsabilità penale per il legale rappresentante della società in caso di contagio da Covid-19 all’interno dell’impianto. Le nuove indicazioni prevedono invece che “il legale rappresentante della associazione/società sportiva risponda penalmente e civilmente delle infezioni da Covid-19 solo se viene accertata la sua responsabilità per dolo o per colpa, ovvero per avere causato l’evento dannoso.
Particolarmente significativo appare, a questo proposito, il seguente ulteriore passaggio sempre contenuto nella suddetta nota dell’INAIL: “Al riguardo, si deve ritenere che la molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro, oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità in relazione all’andamento epidemiologico, rendano peraltro estremamente difficile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro”.

NESSUNA QUARANTENA PER LA SQUADRA IN CASO DI SOGGETTO POSITIVO – In caso di soggetto positivo al Covid-19, verrà isolato solo il soggetto stesso, a meno che non ci siano altri soggetti ritenuti “contatti stretti”. La mappatura dei contatti stretti spetta all’ASL territorialmente responsabile.
Per contatto stretto si intende:
a) una persona che vive nella stessa casa di un caso Covid
b) una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso Covid (per esempio la stretta di mano)
c) una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con secrezioni di un caso Covid (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
d) una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
e) una persona che si è trovata in un ambiente chiuso con un caso Covid in assenza di DPI idonei
f) un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid senza impiego DPI
g) una persona che ha viaggiato entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid

PORTE CHIUSE – Altro aspetto messo in evidenza dal nuovo protocollo, una volta per tutte, è quello delle porte chiuse. Fino al 7 ottobre tutti i campionati, dalla serie D a scendere, si disputeranno a porte chiuse. Solo per le amichevoli è consentita la presenza del pubblico nel rispetto delle norme anti Covid. E qui sta probabilmente l’aspetto più lungimirante della linea Repace. Che senso ha iniziare i campionati a porte chiuse? Tale decisione però non spetta né alla Figc né alla Lnd ma al Governo. L’attuale DPCM, che impone le porte chiuse, ha validità fino al 7 ottobre e fino al 15 ottobre il Governo ha proclamato lo stato di emergenza.
La speranza è che dopo il 15 ottobre lo stato di emergenza finisca, la situazione dei contagi si mantenga sotto controllo (in questo senso la riapertura delle scuole è un banco di prova decisivo) e si possa pensare alla riapertura degli stadi. In ogni caso se c’è oggi una data ipotizzabile per giocare con il pubblico sugli spalti, fra i dilettanti, è quella del 18 ottobre. E in questo l’Umbria è destinata a fare scuola.

Nella foto: Luigi Repace, presidente del comitato regionale umbro della Figc

eccellenza calcio
© Riproduzione riservata
18/09/2020 05:34:45


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