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Coppa Italia di motociclismo: il biturgense Tommaso Cherici campione italiano

In sella alla BMW S1000RR, ha ottenuto il tricolore alla sua prima stagione

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La grande passione per le due ruote che con gli anni, abbinata a tanta dedizione, si è trasformata nel coronamento di un sogno. Ancora parziale, ma vista anche l’età – appena 34 anni – il tempo per migliorare e andare avanti c’è tutto. Lui è Tommaso Cherici di Sansepolcro, lavora nell’azienda della madre e da qualche settimana ha ottenuto il tricolore all’interno del Trofeo Italiano Amatori. E’ campione! Una stagione condizionata anche dal Covid-19, come un po’ tutti gli sport e non solo, seppure con dei leggeri ritocchi sia stato possibile portarla a termine a fine settembre. Tagliare il traguardo del Mugello per primo è stata senza dubbio una forte emozione, soprattutto perché arrivata alla prima esperienza in questo particolare e suggestivo campionato. Una passione che proviene da lontano, trasmessa dal padre e accolta a braccia aperte da Tommaso. Un amore incondizionato che c’è sempre stato per quello che riguarda il mondo delle due ruote: dapprima attraverso l’enduro e il motocross, poi con il passaggio alla velocità su pista; in mezzo, però, rimane la bicicletta, che non ha mai abbandonato e che oggi viene utilizzata per gli allenamenti. Salire in sella ad una moto da 200 cavalli – una Bmw S1000RR - non è certamente una passeggiata, oltretutto arrivando a toccare i 300 chilometri orari sul rettilineo. Occorrono dedizione, sacrificio e tanta preparazione, sia fisica che psicologica: tutti tasselli di un puzzle che il biturgense Tommaso Cherici è riuscito a mettere insieme; questo grazie allo sponsor Tiberpack e al Team Extreme Racing Service di Bergamo, che lo ha sempre messo nelle condizioni di scendere in pista al top. Un mix di elementi che hanno portato Cherici al successo, con già prospettive importanti in vista della prossima stagione: intanto, la sua presenza è stata confermata, oltretutto in una categoria superiore. Un nuovo tricolore, quindi, sventola sopra i cieli di Sansepolcro. Con Tommaso Cherici, abbiamo ripercorso questa lunga stagione caratterizzata anche da imprevisti e brutte cadute: quando tutto sembrava perduto, però, il guizzo vincente insieme allo studio del diretto avversario, che lo ha portato a vincere sul circuito toscano del Mugello e a proclamarsi campione nel Trofeo Italiano Amatori all’interno della categoria “1000 base”. 

·        Trofeo Italiano Amatori: quali sensazioni si prova nel diventare campioni?

“Faccio un passo indietro prima di arrivare al punto. Lo scorso anno, vale a dire nella stagione 2019, ho preso parte a due gare come wildcard, ossia ho potuto correre all’evento senza essere inserito nella classifica generale. E’ pur sempre stata un’esperienza importante, potendo comunque correre con un team: una gara è stata disputata nel circuito del Mugello, mentre l’altra in quello di Misano. Nelle due uscite ho subito raggiunto risultati soddisfacenti e con il team siamo arrivati a un accordo per poter effettuare una stagione intera, che sarebbe stata poi quella 2020 appena conclusa. Sei gare, fra marzo e settembre, spalmate in 3 differenti date: si correva sia il sabato che la domenica. Visti i risultati dello scorso anno, la stagione è iniziata con ambizione e con la speranza di poter far bene, seppure mai mi sarei aspettato di vincere il campionato alla prima esperienza. La sensazione è quella di realizzare il coronamento di un sogno: un campionato del genere lo fai solamente per pura passione; ci sono 40 piloti che arrivano un po’ da tutta Italia e il Trofeo Italiano Amatori è comunque aperto a chiunque”. 

·        Che stagione è stata per Tommaso Cherici?

“Sportivamente parlando, il bilancio della stagione è sicuramente ottimo, anche perché sono sempre salito sul podio, seppure di gare vere e proprie ne abbia vinta solamente una. Che poi è stata l’ultima, quella sul circuito toscano del Mugello. Devo anche dire che nel corso della stagione ci sono state varie difficoltà e pure delle cadute. Anche qualche problema di tipo meccanico, seppure tutto faccia parte del gioco: la fortuna, però, è un po’ stata che le problematiche non si sono mai presentate durante le gare, bensì sempre nella sessione di prove libere o ufficiali. I meccanici del team, che voglio ringraziare fin da ora, sono sempre riusciti a farmi correre in condizioni ottimali. Un altro aspetto che ha giocato un po’ a favore sono state le condizioni meteo, perché è vero che nei vari weekend è piovuto, ma quando dovevo scendere in pista ho sempre trovato condizioni di asciutto. Abbiamo avuto il piacere anche di poter fare test invernali sul circuito di Catagena in Spagna.

·        Parlaci del tuo mezzo a due ruote.

“La bestia! Si tratta di una Bmw S1000RR di mia proprietà, anche se la moto è gestita dal Team Extreme Racing Service di Bergamo, con il quale corro. Si tratta di una moto da 200 cavalli: basta quindi poco per capire che occorre instaurare un feeling particolarmente intimo. Un mezzo che viene modificato dal punto di vista dell’elettronica, delle sospensioni e di altri particolari: insomma, si mette mano alla ciclistica della moto rendendola più performante possibile. Debbo dire che il team in questo c’è riuscito alla grande”.

·        Durante la stagione vi sono stati momenti difficili?

“Assolutamente sì. Quello più difficile, forse, è stato nella terza gara del campionato quando purtroppo al Mugello sono incappato in due cadute consecutive. Dopo la prima, avendo comunque alcuni pezzi di ricambio sempre dietro, siamo riusciti a rimettere in sesto la moto. Dopo la seconda caduta, invece, è stata un po’ più dura, sia per i tempi ristretti che per i pezzi di ricambio oramai scarsi. In quel momento, avevo pensato addirittura di non prendere parte alla gara, seppure alla fine abbia corso non nelle condizioni più idonee: sta di fatto che sul podio sono comunque salito anche in quella circostanza. Due cadute consecutive - e soprattutto in quella maniera - ti colpiscono anche moralmente, anche se alla fine la voglia di salire in moto era davvero tanta”. 

·        L’emozione che hai provato nel tagliare il traguardo davanti a tutti l’ultima gara?

“Grande. E debbo dire che, nel tagliare il traguardo per primo, come emozione è stata maggiore anche della vittoria del campionato. È stata una gara particolare, quasi in fotocopia rispetto a quella precedente. Il mio diretto avversario, avendo più motore, mi sorpassava sempre nel rettilineo. Sulla prima gara è riuscito a tagliare il traguardo davanti per mezzo decimo. Nella seconda gara ho ragionato di più, capendo anche quale potesse essere il suo punto debole, per cui l’ho attaccato e sono riuscito a passarlo, ottenendo così un margine importante che poi mi ha portato a vincere la gara”.

·        Come si arriva a diventare Campione Italiano nel Trofeo Amatori?

“Con tanta dedizione e serietà, perché - anche se alla fine è un hobby – quella di correre in moto è pur sempre una disciplina che va curata in tutti i minimi dettagli: quindi, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Inoltre, occorre avere pure una moto adeguata per quello che poi hai in mente di fare, ma importante è avere pure il supporto di persone che comunque riescono a metterti nelle giuste condizioni per poi poter correre nel week-end”.

·        Dove nasce la passione per le due ruote?

“Diciamo in famiglia. Dal babbo Pietro ho preso la grande passione per la moto e pure dall’amico Piero (Piero Tricca n.d.a.), che mi ha aiutato a introdurmi nel mondo delle gare, essendo comunque stato un pilota negli anni ’70. La passione per le due ruote c’è sempre stata fin da quando ero bambino: prima di fare velocità su pista, ho avuto esperienze anche nel mondo dell’enduro e del motocross. Ma la passione, stando sempre nelle due ruote, c’è pure per le bici, sia da strada che mountain-bike: uno sport che ancora oggi pratico, compatibilmente con gli altri impegni, per tenermi allenato fisicamente in vista delle gare”.

·        Racconta come è articolato il weekend di un pilota, il tuo in particolare.

“Arrivi in autodromo il giovedì e la giornata prosegue con le prove libere e la messa a punto della stessa moto. Il venerdì mattina è in programma l’ultima prova libera e nel pomeriggio si passa alla prima qualifica. Sabato mattina la seconda qualifica, poi viene preso il miglior tempo fra le due sessioni per stabilire la griglia di partenza. Il sabato pomeriggio c’è gara 1, nella quale sono previsti sette giri; la domenica, invece, è la volta di gara 2, dove i giri salgono però a dieci. Si tratta di una formula leggermente rivista in questa particolare stagione, vista anche l’emergenza legata al coronavirus”.

·        Hai qualche rito “scaramantico” prima di salire in moto? Un porta fortuna che porti sempre dietro?

“Sul cruscotto della moto c’è sempre la coccinella: è questo il mio portafortuna. Poi c’è il rito della vestizione, decisamente particolare e fatto sempre alla stessa maniera e sequenza: se sbaglio qualcosa, anche se oramai è difficile, tolgo tutto e riparto dall’inizio”.

·        Una stagione che si è conclusa nel migliore dei modi: vuoi dire un grazie a qualcuno in particolare?

“Un grazie va sicuramente allo sponsor, Tiberpack, ma anche a tutte le persone che hanno creduto più di me nella realizzazione di questo importante risultato. Un grazie anche al team, che è sempre stato molto efficiente: inoltre, è già stata confermata la mia presenza anche nella prossima stagione che, salvo imprevisti, inizierà nel mese di aprile. Salgo però anche di categoria, avendo ottenuto dei tempi interessanti. Mi spiego meglio: il campionato generale è la Coppa Italia, dove all’interno è presente pure il Trofeo Italiano Amatori suddiviso, in due classi rispetto alla cilindrata della moto, ovvero 600 e 1000 centimetri cubici. La 1000, quella a cui partecipo, si suddivide in ‘base’, ‘avanzato’ e ‘superior cap’. Nel 2020 ho partecipato alla “1000 base”, mentre nella stagione 2021 sono stato promosso alla “1000 avanzato”. Come detto, sali di categoria in base anche ai tempi che riesci a sviluppare nel corso delle varie gare: personalmente, sono riuscito a fare un miglioramento sportivo di 3 secondi. Anche nella prossima stagione, quindi, sarò all’interno del Trofeo Italiano Amatori: al momento è sempre con questa moto, la Bmw S1000RR, seppure dovremmo fare dei lavori. Però, mai dire mai… potrebbero esserci anche delle novità interessanti”.

·        Ma Tommaso Cherici ha un sogno nel cassetto?

“Rimanendo sempre con i piedi per terra, posso dire che parzialmente già si è realizzato, perché non mi sarei mai aspettato nella vita di poter raggiungere un traguardo simile. L’ambizione è sicuramente quella di salire di livello, riuscendo magari a correre nella ‘top class’ del trofeo”.

Redazione
© Riproduzione riservata
29/10/2020 17:11:27


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