Opinionisti Alessandro Ruzzi

La mia solidarietà a Draghi

46 minuti coi m5s, per 45' parla Grillo

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Non mia fantasia, ma la rappresentazione da "laRepubblica" del colloquio fra il presidente incaricato colla delegazione 5 stelle condotta dal comico genovese e fatta dal senatore Crimi si condensa in "ovviamente dei 46 minuti lì dentro, per 45 ha parlato Beppe".
Da qui la mia umana solidarietà a Draghi, seduto dinanzi a chi il capo dei senatori grillini ha definito l'uomo che vede il futuro con 20 anni di anticipo.
Partito dentro il quale devono avere problemi di udito (oppure non capiscono niente), insistono a chiedere un governo politico quando le parole del presidente della Repubblica lo hanno escluso e quando i precedenti hanno portato gran parte dell'emiciclo parlamentare a partecipare senza porre condizioni. Lo ha capito anche Salvini, una volta di più autore di spettacolare e spericolata retromarcia a far dimenticare i suoi strali contro l'euro e l'Europa dei tecnocrati (quale è precisamente Draghi). Situazione politica dove esce chiaramente vincente Renzi, in ottima posizione Berlusconi, balbettante il Pd, in recupero la Lega. In enorme difficoltà il m5s diviso tra uno dei pochi cardini superstiti della coerenza grillina e la voglia di fare parte della partita. Mi stupisce Fratelli d'Italia ordinatamente schierati dietro la decisione della loro Meloni di non aderire e anzi chiedere esclusivamente elezioni: probabilmente spera di intercettare i delusi da questo prossimo futuro, ma certamente si espone anzi all'oblio qualora il futuro esecutivo riuscisse a modificare il futuro disegnato per gli italiani dal loro avvocato Conte. Valutazioni simili -per me- sono state fatte da Leu, ammantandole con l'ostracismo alla Lega (e così ricalcando i problemi di udito di loro colleghi parlamentari).
Il presidente del consiglio incaricato è uomo di grandissimo spessore, eccellentemente introdotto nell'Unione europea (anzi rispettato), ma proprio per questo non mi fa dormire tranquillo: la sua vicinanza al mondo delle banche di affari e della finanza non deve essere sottovalutata per le sfaccettature negative. Nella lotta a spartirsi contributi statali, la grande impresa economico finanziaria si oppone quando cifre importanti gli sono sottratte per essere indirizzate altrove: come è accaduto con quota100 ed il reddito di cittadinanza. Non sono favorevole a nessuna di queste, per l'impatto negativo sulla previdenza generale che deriva dal precoce pensionamento (altrove vi spiegheranno quanti denari generali vanno a pagare quelle pensioni; quale piacere viene fatto ai conglomerati industriali e finanziari che vedono uscire dipendenti costosi da sostituire con meno e più economici addetti); circa il RdC per i troppi casi di illegittima concessione di benefici che spesso aumentano il numero di inattivi oltre che l'evidente insuccesso e spreco del sistema dei "navigator" per la proposta di offerte di lavoro. Il rischio è non risparmiare questi miliardi, semplicemente vederli veicolati altrove. Non sono neanche sicuro che quel bancario sia nemico della burocrazia, gli istituti di credito ne vivono; e credo sia anche lontano per esperienza dai temi che stanno a cuore alle piccole imprese italiane. Ma anni luce migliore del suo predecessore cui auguro di essere dimenticato insieme alla parte politica che in lui si riconosce.
Mi aiuta a sapere cosa devo temere nell'ambito di situazioni complesse: "il tuttismo " del movimento 5 stelle (scusatemi non so come definire lo spirito di un partito che è tutto ed il suo contrario, Conte ha firmato i decreti sicurezza e la loro radicale modifica) deve essere frutto della mente del comico genovese. Una volta bianco e una volta nero, rappresenta l'esatto contrario di quello che qualunque imprenditore richiede, stabilità e continuità; e quella componente dell'economia italiana -che per me riconosce in Draghi quella caratteristica- è così presente nell'elettorato della Lega che il loro segretario è saltato sul treno del banchiere. Che non a caso era stato tirato per la giacchetta, confidando che il suo esecutivo possa entro il 15 febbraio apportare modifiche alla discutibile norma "a mezzogiorno il virus non è pericoloso in ristorante mentre diventa dannosissimo 8 ore dopo". E che possa indicare nuovi referenti cui affidare la gestione commissariale in tante branche della sanità sottraendole ad Arcuri.
Draghi non usa i social, grandioso! Ma non potrà farne a meno. Comunque Ciaone a Casalino, miracolato da Conte, ed alla comunicazione trumpiana.
Ma tanti sono i problemi (quelli che dobbiamo chiamare oppurtunità, ma non è facile...): aspetto conoscere qual minimo comune denominatore individua per mettere insieme un adeguato sostegno parlamentare. Pochi e significativi punti, ma incapaci di incidere sulla quotidianità nazionale. Un esercizio di stile, un cambio di passo che altri dovrà portare avanti. Già, Draghi vorrà fare il presidente della Repubblica, questo passaggio da salvatore della nazione era indispensabile per farlo diventare il candidato naturale per il Quirinale, ma il semestre bianco incombente -per me- porterà la proroga di Mattarella per due anni: ciò metterà alla prova il presidente del consiglio nel percorso di indirizzo verso l'uscita dalla crisi sanitaria ed economica. Attivando le soluzioni che in settimana anticiperà.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
08/02/2021 17:40:22

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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