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"Ministro Speranza: il Comparto Funerario attende una risposta sui vaccini!"

Spinta che arriva dalla Federazione Comparto Funerario Italiano, appoggiata pure in Valtiberina

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Da Federcofit (Federazione Comparto Funerario Italiano) riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata direttamente al Ministro della Salute Roberto Speranza.

Gent. Signor Ministro,

dopo averLa sollecitata nelle varie forme possibili a rivolgere, finalmente, una qualche attenzione alle categorie funerarie per curare la tutela della loro salute ed impedire che i loro servizi, obbligatori indipendentemente dalla causa del decesso del defunto servito, finiscano per essere essi stessi veicolo di nuove infezioni, registriamo, ancora una volta la totale disattenzione Sua e di tutte le strutture vocate a presidiare gli interventi per la pandemia: ancora nessuno ha fatto niente per accelerare la vaccinazione degli addetti funebri.

Il fatto che non sia la prima volta, dopo la tragedia della prima insorgenza della pandemia con la carenza drammatica delle mascherine, fornite progressivamente a tutti ad eccezione degli addetti funebri, non può significare che ci si debba abituare.

A nulla è valso, evidentemente, il sacrificio di vite umane e di situazioni gravissime che hanno investito il nostro settore: nella sola Bergamo, lo vogliamo ricordare in modo forte, su poche decine di attività funebri il settore ha pagato il prezzo di oltre quattro decessi e numerosi casi di terapia intensiva con tutte le conseguenze del caso… E non perché dediti a passatempo senza le protezioni idonee ma nello svolgimento delle loro funzioni ed a causa di questo loro lavoro al pari degli eroici addetti sanitari.

A poco valgono le sollecitazioni che nei vari Consigli Regionali le forze politiche di destra e di sinistra hanno rivolto ai loro Presidenti se poi non si muove niente: non abbiamo bisogno di pronunciamenti per scaricare la propria coscienza, abbiamo bisogno di atti concreti capaci far lavorare con la dovuta tranquillità e serenità i nostri addetti obbligati a trattare defunti morti per coronavirus e relazionarsi con le loro famiglie.

Abbiamo scritto a tutti i responsabili, non solo a Lei ma anche al Direttore Borrelli, all’onnipresente ed onnifacente Arcuri, ai Presidenti delle Regioni ed ai loro Assessori alla Sanità… ma niente, neppure una risposta ed un riscontro, capace, almeno, di esprimere un minimo livello di buona educazione.

Gentile Signor Ministro, si sta procedendo a vaccinare i volontari, anche quelli settantenni probabilmente per onorare il loro passato glorioso, si stanno vaccinando gli avvocati e non si danno risposte alle richieste degli addetti del settore funebre obbligatoriamente a contatto con il virus…

Cosa dobbiamo fare per fare sentire la nostra voce e per avere la considerazione che ci siamo conquistati sul campo? Dobbiamo “serrare” le nostre attività in segno di protesta contro questa colpevole disattenzione?

Dobbiamo scendere in piazza con i nostri automezzi per significare il nostro motivato disagio e la nostra protesta?

Non si tratta di trovare centinaia di migliaia di dosi; con 20/30 mila dosi si garantisce la tutela degli addetti delle circa 6000 imprese funebri che debbono, per il loro lavoro, come gli addetti sanitari, operare sui defunti a causa del Covid-19, prima del loro incassamento e sigillatura, e che debbono relazionarsi con le famiglie di questi defunti senza le sicurezze che la struttura sanitaria può offrire e garantire.

Abbiamo svolto il nostro ruolo con dedizione ed attenzione, abbiamo messo a disposizione le nostre strutture per ospitare i feretri, a seguito delle Sue Circolari, senza porre alcuna condizione, perché questa era ed è la nostra mission… ora, Signor Ministro, BASTA!!

Nessuno si meravigli se anche le pompe funebri, in assenza di risposte specifiche, incroceranno le braccia e scenderanno in piazza.

In attesa di un Suo doveroso riscontro gradisca i nostri saluti.

per Federcofit,
il Presidente
Cristian Vergani

 

Redazione
© Riproduzione riservata
23/02/2021 08:25:11


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