Opinionisti Alessandro Ruzzi

Ddl Zan e inginocchiamenti

Una nazione confusa fra diritti e doveri

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Sono tuttora in corso le polemiche sulla presa di posizione delle gerarchie vaticane circa il disegno di legge Zan incentrato principalmente sul contrasto all'homo trans fobia e oggi la stampa dà notizia che la nazionale italiana agli europei di calcio non si inginocchierà, come altre faranno, in sostegno alle iniziative del movimento "black lives matter". E giù ulteriori polemiche.
La nota d'oltre Tevere puntualizza su alcuni aspetti del disegno legge che le gerarchie cattoliche non approvano e invoca il rispetto di norme del concordato fra lo Stato italiano ed il Vaticano paventando il rischio di veder alcuni cattolici incorrere in reato di opinione. Le mie conoscenze del diritto internazionale sono modeste, so soltanto che se vi sono delle regole esse vanno rispettate. Il concordato, originalmente sottoscritto da Mussolini nel 1929, fu sottoposto a revisione nel 1984 dall'allora presidente del consiglio Craxi. Personalmente ritengo che nel 1984 il concordato dovesse essere abolito e non rivisto, l'intervento da parte del contraente confessionale è in contrasto con lo spirito laico della nostra costituzione; bene ha fatto il presidente Draghi a ricordare che la titolarità a legiferare è esclusiva degli organi elettivi della nostra nazione, non ce ne sarebbe stato bisogno, ma l'intervento risulta particolarmente utile anche a tratteggiare il carattere peculiare del presidente del consiglio. Qualcuno ha sottolineato come Draghi rappresenti "un evento eccezionale" nella storia della politica italiana.Sono andato a rileggere alcuni commenti del quotidiano dei vescovi italiani, l'avvenire, e certamente non condivido quelle contestazioni circa la percezione del proprio essere diverso dal proprio sesso biologico espresse in opposizione all'esclusivo dualismo maschio femmina che la dottrina religiosa propala. Tuttavia una cosa nel disegno di legge non mi convince: l'istituzione della giornata contro l'omofobia che va a coinvolgere le scuole elementari; si crea pertanto un dovere in ambito personale delle famiglie, quelle che sono più coinvolte nell'educazione e formazione di bambini e adolescenti. Andando a creare una forzatura in quella fascia d'età in cui per larga parte certi temi non vengono affrontati: non credo che si faccia educazione sessuale alle scuole elementari, si andrebbe a inserire per legge un argomento estraneo alla vita di una elementare. Senza arrivare alle affermazioni di certi esponenti di lega e fratelli d'Italia per cui già adesso si darebbe vita a non comprovate attività nei confronti dei bambini (lo scambio di vestiti ai fini gender tanto per citarne una), certo dall'altra parte c'è chi per motivi parimenti ideologici spinge verso estremizzazioni di difficile comprensione e accettazione. Come al solito tutti hanno diritti, i doveri riguardano gli altri.
E appunto l'articolo 7 del ddl Zan mi pare norma su cui si possano e anzi debbano sviluppare profondi contrasti. Che mi pare siano superflui rispetto alla mancanza di tutela per le norme già esistenti -che giustamente devono essere ampliate a proteggere espliciti gruppi sociali- dove ritengo sia necessario maggior controllo da parte delle istituzioni preposte.
È arrivata anche in Europa la moda di inginocchiarsi da parte di atleti in occasione di manifestazioni sportive seguendo quanto accade negli Stati Uniti. Ho già espresso le mie perplessità sulla mancanza di conoscenza delle dinamiche della società statunitense, mutuare le loro forme di protesta quando in Europa non siamo neanche in grado di avere una posizione comune sui migranti mi fa ridere il cicci. Tralasciamo poi il fatto che qui si parla di manifestazioni sportive, l'idea di pagare un biglietto per vedere un atleta o un artista che si inginocchia mi fa inorridire.
Non è quella l'occasione per esprimere un convincimento, il loro diritto (esprimere un punto di vista) si tramuta in dovere per lo spettatore pagante di subire.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/06/2021 12:57:30

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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