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Scuola, il ministro Bianchi: “Obiettivo la ripresa in presenza a settembre”

Ma con i presidi è braccio di ferro sulla Dad

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Il piano scuola sarà presentato dal ministro dell’Istruzione Bianchi il prossimo 29 luglio, nel corso della conferenza Stato-Regioni. E’ quanto si apprende da fonti del Ministero. «L'obiettivo di tutto il governo è la riapertura in presenza a settembre» ha sottolineato il Ministro Bianchi durante l'incontro con i sindacati. «Il mondo della scuola ha reagito con responsabilità alla campagna di vaccinazione - ha aggiunto - Il Governo si è predisposto per tempo alla ripresa, stanziando in totale per la sicurezza più di 1,6 miliardi negli ultimi mesi. Ora siamo pronti per il Piano scuola che condivideremo con Regioni e autonomie locali in Conferenza Unificata». A stretto giro la risposta dell’Associazione Nazionale Presidi: «Le condizioni per un rientro duraturo e in presenza dipendono essenzialmente dall'esito della campagna vaccinale per personale della scuola e studenti. L'alternativa a questo, deve essere chiaro a tutti, è la didattica a distanza» ha dichiarato il presidente Antonello Giannelli. «Raggiungere la massima copertura vaccinale è una misura di sicurezza e un dovere civico che fin da subito abbiamo promosso, ma per avere davvero tutti in presenza a settembre servono risorse, spazi, interventi sul trasporto pubblico e misure straordinarie», ha dichiarato Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL a margine dell’incontro delle parti sociali con il Ministro Bianchi in vista della riapertura a settembre. «Il rientro in presenza non diventi uno spot, il governo investa sulla riapertura», ha aggiunto Sinopoli. «La parola d'ordine a settembre deve essere far tornare a scuola in sicurezza tutti gli studenti – ha scritto oggi in un post su Facebook il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. «Se vogliamo che i nostri alunni rientrino in classe in presenza bisognerà raggiungere almeno l'80% della capienza degli autobus. Parliamoci chiaro: con la soglia del 50% sui mezzi pubblici non sarà possibile garantire la didattica in presenza e questo non possiamo permettercelo». Per far ciò, servono però degli accorgimenti: «Possiamo anche valutare determinate modifiche sui mezzi di trasporto - prosegue Toti – cambiare per esempio il sistema di aerazione all'interno e rendere così meno facile il contagio, ma bisogna intervenire al più presto e le Regioni sono a disposizione delle Prefetture, che stanno lavorando per il rientro a scuola. Non solo, occorre anche che tutto il corpo docente che ancora non si è vaccinato, lo faccia entro l'inizio dell'anno scolastico per ridurre al minimo il rischio di contagi e scongiurare l'ennesima chiusura degli istituti».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
28/07/2021 05:36:27


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