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Biden: "I soldati Usa non possono più morire per l'Afghanistan"

"La nostra missione non è mai stata pensata per costruire una nazione"

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"La nostra missione in Afghanistan non e' mai stata pensata per costruire una nazione": lo ha detto il presidente Usa Joe Biden parlando alla nazione dalla Casa Bianca sull'Afghanistan. "La scelta che avevo era proseguire l'accordo negoziato da Donald Trump con i talebani o tornare a combattere", ha affermato Biden. "Se necessario" gli Usa condurranno azioni antiterroristiche in Afghanistan.  Il presidente Usa Joe Biden ha difeso "fermamente" la sua decisione di ritirare le truppe dall' Afghanistan, sostenendo di aver fatto "l'interesse nazionale" Usa e che gli americani "non faranno quello che non fanno gli afghani", ossia combattere e morire per il loro Paese. L'Afghanistan e' caduto "piu' rapidamente del previsto", ha riconosciuto Biden. Gli Usa hanno dato all'esercito afghano "tutte le opzioni" possibili per combattere i talebani, ha sottolineato. Biden ha minacciato una risposta "devastante" se i talebani attaccheranno gli interessi americani, in particolare durante le operazioni di evacuazione in corso a Kabul. 

In caso di attacco la risposta sara' "rapida e potente", ha avvisato, promettendo di difendere i cittadini americani con l'uso "devastante della forza, se necessario".

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha già dato disponibilità a riferire in Parlamento da questa settimana sull'Afghanistan. Lo riferisce lo staff del titolare della Farnesina.

"In primo piano ci sono le operazioni di evacuazione". Lo ha detto Angela Merkel a Berlino in una conferenza stampa sull'Afghanistan. "Dobbiamo cercare di portare fuori quante più persone possibile", ha aggiunto. "Una valutazione sbagliata. Non una valutazione sbagliata tedesca, ma una valutazione sbagliata comune", ha detto Merkel ammettendo a sua volta che sia stato un errore ritenere che le forze afghane potessero opporre resistenza ai talebani. "Non siamo riusciti a raggiungere quello che ci eravamo preposti", ha anche detto Merkel, sottolineando che questo sia "molto amaro" dopo una missione durata per ben 20 anni.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha chiesto un incontro virtuale dei leader del G7 "nei prossimi giorni" per discutere della situazione in Afghanistan, dove i talebani hanno riconquistato il potere. Downing Street ha affermato che Johnson "ha espresso la sua intenzione di ospitare un incontro virtuale nei prossimi giorni" durante una telefonata al presidente francese Emmanuel Macron, nella quale ha sottolineato la necessità di un "approccio unitario" sulla situazione. Londra detiene la presidenza di turno del G7.

I membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu "hanno chiesto l'immediata cessazione di tutte le ostilità in Afghanistan e l'istituzione, attraverso negoziati, di un nuovo governo che sia unito, inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione piena, equa e significativa delle donne". In una dichiarazione all'unanimita', i Quindici "hanno sottolineato che devono essere garantite la continuità istituzionale e il rispetto degli obblighi internazionali dell' Afghanistan, nonché la sicurezza e l'incolumità di tutti i cittadini afghani e internazionali".

"Stiamo ricevendo notizie agghiaccianti di gravi restrizioni ai diritti umani in tutto il paese. Sono particolarmente preoccupato per le notizie delle crescenti violazioni contro le donne e le ragazze afghane, che temono un ritorno ai giorni più bui. È essenziale che i loro diritti conquistati a fatica siano protetti". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di voler portare avanti un'iniziativa europea volta ad "anticipare" e "proteggere da significativi flussi migratori irregolari" che "alimentano traffici di ogni tipo", durante un discorso televisivo sulla situazione in Afghanistan. "Proporremo quindi, in linea con la Germania e altri paesi europei, un'iniziativa per costruire senza aspettare una risposta solida, coordinata e unita", ha proseguito, chiedendo "solidarietà nello sforzo, l'armonizzazione dei criteri di protezione e l'instaurazione di una cooperazione con i paesi di transito".

La Cina è disposta a sviluppare "relazioni amichevoli" con i talebani dopo la loro presa del controllo dell'Afghanistan. "La Cina rispetta il diritto del popolo afghano di determinare in modo indipendente il proprio destino e futuro, ed è disposta a continuare a sviluppare relazioni amichevoli e di cooperazione", ha replicato la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, a una delle domande fatte in conferenza stampa sulla situazione in Afghanistan. Pechino, inoltre, "è disposta a svolgere un ruolo costruttivo nella pace e nella ricostruzione dell'Afghanistan", ha aggiunto Hua.

Redazione
© Riproduzione riservata
17/08/2021 05:49:47


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