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Un pievano a New York: Dante Donati chiamato ad insegnare alla Columbia University

"Andrò con la mia famiglia. Insegnerò marketing, ma continuerò a fare ricerca"

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Un pievano docente a New York. Di primo acchito può sembrare il titolo di un film, ma invece è pura realtà: la storia è quella di Dante Donati, 30enne originario di Pieve Santo Stefano che proprio in questi giorni ha ricevuto la chiamata della Columbia University senza dubbio fra le più prestigiose università a livello mondiale. Sarà insegnante nei corsi di marketing, all’interno della sezione ‘business’ dell’ateneo americano. “Andrò con la mia famiglia dal mese di luglio – dice Dante Donati – per fare due cose: la prima è quella di insegnare marketing, mentre l’altra continuare a far ricerca sull’informazione; su come l’informazione svolga un ruolo essenziale sul consumatore e sulle imprese, oppure come l’informazione sta e abbia influenzato sulle scelte politiche sia degli elettori che dei governanti”. Dante Donati si è diplomato al Liceo Città di Piero di Sansepolcro, per poi spostarsi a Milano all’Università Bocconi: dal 2016, invece, ha intrapreso l’esperienza di dottorato all’università Pompeu Fabra di Barcellona con la tesi che verrà discussa entro l’estate; dopodiché, col contratto già in tasca, si sposterà a New York insieme alla famiglia per il percorso professionale alla Columbia University. “Andrò con la famiglia e tra qualche mese saremo in quattro poiché dovrà nascere il mio secondo figlio”, prosegue il ricercatore di Pieve che proprio domenica scorsa si è sposato con la moglie Claudia. “Lo vedo come un traguardo per il mio percorso di dottorato – puntualizza – ma un punto di partenza per la mia vita professionale. Mi aspetto sicuramente di divertirmi e credo sia un grande vantaggio aver perseguito tutti questi studi e poterli accostare alla mia grande passione: quella di viaggiare e conoscere sempre posti nuovi; amo la diversità, credo che nella diversità ci sia fertilizzante per la crescita sia economica che accademica e di produzione scientifica”. E aggiunge. “Porto con me tantissimi incontri fatti nel corso di questi miei primi 30 anni, gente eccezionale che mi ha aiutato a crescere e diventare la persona che oggi sono: a partire dalla mia famiglia, gli amici, i professori che hanno gettato le basi per il mio futuro”. Ma facciamo un passo indietro: da dove nasce questa esperienza americana? “Durante l’ultimo anno di dottorato – ci spiega – quando devi inviare domande per la futura professione e a me piaceva sicuramente l’estero: oltre al tuo curriculum devi allegare almeno tre ricerche fatte, i progetti futuri e lettere di referenza dei tuoi professori; iter che va avanti per circa un mese. Puntualizzo che in ambito europeo e pure americano funziona un po’ come un’azienda, quindi, non ci sono bandi: invii la documentazione, una decina ne ho spedite, e aspetti di essere contattato. Ho ricevuto tre proposte di contatto, le chiamano interviste: la prima di un’importante università italiana, una europea e infine quella della Columbia University di New York; spinto anche dai docenti, insieme ovviamente alla mia famiglia, ho accettato questa strada. A questo punto non vedo l’ora di partire”.

Redazione
© Riproduzione riservata
13/01/2022 18:16:16


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