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Sanità in Valtiberina, Ceccarelli: "Colmare la carenza di medici di famiglia"

"Servono incentivi per chi fa servizio nelle aree interne e montane"

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Il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli interviene sulla carenza dei medici di medicina generale riscontrata in Valtiberina e in molte aree della Toscana: «Problema nazionale che ha bisogno di una risposta del Governo. Servono incentivi per i medici che fanno servizio nelle aree interne e montane. «La carenza dei medici di medicina generale è una questione di livello nazionale sempre più urgente e problematico per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. Nelle aree interne e montane questa mancanza assume caratteri ancora più preoccupanti poiché purtroppo il numero di medici disponibili non è sufficiente a coprire il fabbisogno derivante dai pensionamenti e queste zone risultano poco attrattive per i giovani medici che scelgono di esercitare la professione nei centri maggiori. Una situazione particolarmente critica è quella della Valtiberina; a Sestino si sono registrate difficoltà nella sostituzione dell’unico medico andato in pensione, anche se il problema pare in via di superamento, problematiche nella sostituzione anche ad Anghiari e in altre altre realtà comunali che risultano costantemente sotto organico. Ho chiesto alla Giunta regionale e all’assessore alla salute un impegno concreto, attivandosi anche con il Governo, per consentire ai cittadini della Valtiberina e di tutte le aree interne della Toscana di poter contare quanto prima sul proprio medico di famiglia, figura essenziale per garantire livelli essenziali e uniformi di assistenza. Per dare una soluzione strutturale a questo problema cronico del sistema sanitario credo si debba valutare l’assegnazione di incentivi mirati ai medici che vanno a fare servizio nelle aree interne e montane». Così Vincenzo Ceccarelli, consigliere regionale e componente della commissione sanità, commenta la carenza dei medici di medicina generale riscontrata in Valtiberina e in molte aree rurali della Toscana e annuncia un’interrogazione sul tema alla Giunta Regionale.

Secondo i dati diffusi dalla Fimmg (ovvero l'organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa del settore): attualmente in Italia sono attivi 50.568 tra medici di famiglia e pediatri; tra il 2015 e il 2020 si è assistito ad un aumento del 235% di prepensionamenti; entro il 2027 è previsto che andranno in pensione circa 35.200 professionisti, che al momento, gestiscono fino a 1500 pazienti a testa.

I medici di base, così come i pediatri, non sono dipendenti delle aziende sanitarie, ma prestano i loro servizi dietro uno specifico accordo, operano cioè in “convenzione” con il Servizio Sanitario. Per esercitare la professione di medico di medicina generale è necessario compiere un percorso che vede: l'abilitazione all'esercizio della professione di Medico Chirurgo (previo conseguimento della laurea e superamento dell'esame di stato); l'iscrizione all'Ordine Professionale dei medici, nella provincia di residenza; il diploma di formazione specifico in medicina generale, al termine di un corso post-laurea della durata di tre anni, cui si accede tramite concorso; la partecipazione ad appositi concorsi, banditi dalle Regioni, a seguito dei quali si è inseriti in apposite graduatorie regionali.

«Nel caso della Valtiberina – aggiunge Ceccarelli - la Asl Toscana sud est ha già tentato varie iniziative per coprire i posti vacanti finora senza esito perché non è stata trovata nessuna disponibilità. La capacità di organizzazione della sanità territoriale rappresenta una delle sfide del sistema sanitario regionale e nazionale dei prossimi anni, anche tenendo conto delle prospettive offerte dal PNRR. E’ ormai non rinviabile, a livello nazionale, l'adozione di una serie di misure in grado di affrontare e risolvere la carenza di medici di medicina generale; misure che riguardano il percorso di studi ma soprattutto l'adozione di incentivi per i medici di base che intendono garantire il servizio nelle zone carenti di personale medico. Nel frattempo la Regione e l’azienda debbono mettere in campo, celermente, tutte le misure possibili alla sostituzione dei medici mancanti a partire dal conferimento degli incarichi provvisori e all’attivazione delle nuove convenzioni».

Redazione
© Riproduzione riservata
24/01/2022 17:48:45


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