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Il marchio delle cucine Del Tongo acquisito dalla Kico

Si tratta di un'impresa di Teramo che opera nel settore dei mobili

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La Kico, impresa italiana di prestigio che opera nel settore dei mobili con sede a Teramo è la nuova proprietaria del glorioso marchio Del Tongo. Il nome del compratore emerge dalle pagine della relazione semestrale del Tribunale sulla procedura fallimentare dell’azienda delle cucine componibili, andata in default nel 2018. “All'esito delle vendite telematiche, il lotto 52668 è stato aggiudicato alla Kico al prezzo di € 57.000,00”, si legge nella relazione. Furono i colleghi del Corriere di Arezzo lo scorso marzo a dare notizia dell’esito positivo dell’ottava asta per il marchio che dagli anni del boom economico in poi ha accompagnato gli italiani, identificando l’industria aretina delle cucine fondata dai fratelli Pasquale e Stefano Del Tongo. A primavera c’era stretto riserbo su chi fosse il nuovo proprietario del brand. Adesso invece è noto. In attesa di conoscere gli eventuali propositi imprenditoriali di rilancio di una linea di produzione denominata Del Tongo, arriva l’informazione ufficiale che il marchio appartiene alla società abruzzese, Kico, che affonda le sue radici nei primi anni Sessanta, quando Giuseppe Arangiaro avviò l’attività di esportazione di cucine componibili “tanto da indurre una multinazionale americana a credere in lui”, come si legge nel sito di Kico, azienda “fondata anni dopo dalla figlia di Giuseppe e da suo marito Quinto”. La scheda web su Kico prosegue: “Il Made in Italy e la qualità dei suoi prodotti rappresentano i due pilastri su cui l’azienda crea valore per i propri clienti. Il design, la qualità e il servizio hanno consentito all’azienda di raggiungere i mercati globali e di affermare la propria idea di una casa bella, fatta bene e fatta in Italia.”
L’acquisizione del marchio Del Tongo - che 40 anni fa, nel 1982, spiccava sulla maglia iridata di Beppe Saronni, campione mondiale di ciclismo - è stata quindi valutata come un’opportunità da cogliere al volo. Kico ha un polo produttivo con circa 17.000 metri quadrati di superficie. Impianti modernissimi, di ultima generazione e ad alta efficienza, dai quali escono prodotti per il living e la zona notte. Ci sono le condizioni per rivedere il celebre logo sui cataloghi e impresso nei mobili dell’azienda abruzzese, anche se l’operazione sarà slegata dal territorio dove il marchio nacque e senza ricadute occupazionali. Che invece potranno esserci, insieme alla rivitalizzazione dell’area dell’ex stabilimento di Tegoleto, dopo l’aggiudicazione (9 giugno scorso) ed il rogito notarile (30 agosto) del “complesso industriale di Tegoleto composto da vari corpi di fabbrica funzionali all’attività produttiva”. Riscosso dalla curatela, il prezzo della compravendita: 3.960.000 euro (rispetto a un valore di stima di 13.940.000 e contabile di 25 milioni). Il lotto 3 in via Aretina Nord nel comune di Civitella è passato alle società Butali s.p.a., Immobiliare Carlaprima s.r.l. (famiglia Veneri), Torrefazione Moka Più s.r.l. e Bertoni Servizi s.r.l. per la successiva suddivisione. Ognuno avrà i suoi spazi, pagati in proporzione, e porterà avanti i propri progetti, in parte definiti e in parte no. Rigenerazione di prodotti tecnologici, caffè, sala giochi, altre attività, con creazione di nuovi posti di lavoro. Il fallimento di Del Tongo Industrie è seguito in tribunale dal Giudice Federico Pani, Curatori sono Gian Luca Righi, Marco Baldi, Alessandro Sabatini. Effettuate varie operazioni immobiliari (oltre 4 milioni, il 20 ottobre un terreno va all’asta per 45 mila euro) e mobiliari per recuperare risorse per i creditori: vendita di superfici e fabbricati, macchinari e materie prime, cucine e arredi, recupero crediti. Realizzati 5,7 milioni, ancora da realizzare 6,9.

Notizia tratta dal Corriere di Arezzo
© Riproduzione riservata
30/09/2022 06:41:40


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